Foggia, anatomia di una vittoria (che vale): il successo sul Sorrento apre nuove prospettive per i rossoneri

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C’era bisogno di una serata così. Di una vittoria capace di interrompere il filo dei dubbi, restituire entusiasmo all’ambiente e soprattutto dare concretezza alle sensazioni positive che, nelle ultime settimane, erano rimaste troppo spesso confinate alle intenzioni. Il successo contro il Sorrento, arrivato al termine di una gara giocata con intensità e determinazione, vale innanzitutto per i tre punti, ma porta con sé anche una serie di indicazioni che potrebbero rappresentare la base dalla quale ripartire. Battere l’ex capolista non è un dettaglio. Soprattutto farlo mostrando un atteggiamento diverso, più aggressivo, più compatto, più feroce nella ricerca del risultato. Il Foggia ha interpretato la partita con l’atteggiamento di una squadra consapevole di non poter più rimandare l’appuntamento con la propria stagione. Ha attaccato gli spazi, ha accettato i duelli, ha alzato il livello dell’intensità e, soprattutto, ha dato la sensazione di voler conquistare la vittoria con ogni energia disponibile. Un elemento che nelle precedenti uscite era apparso a intermittenza e che contro il Sorrento, invece, è diventato una costante.
A fare da cornice alla prestazione c’è poi una scelta tattica che sembra aver restituito equilibrio e identità: il passaggio al 3-5-2. 
Un sistema che ha permesso alla squadra di occupare meglio il campo, garantire maggiore protezione nella zona centrale e, allo stesso tempo, sfruttare con più continuità l’ampiezza. Ma non è soltanto una questione numerica. Il cambio di modulo sembra aver favorito anche una diversa interpretazione dei compiti, con reparti più vicini e una squadra capace di muoversi con maggiore compattezza nelle due fasi.
Il 3-5-2, naturalmente, non può essere considerato una formula magica. Il calcio non concede scorciatoie e una buona prestazione non cancella automaticamente le difficoltà emerse nelle settimane precedenti. Ma il sistema ha offerto risposte interessanti e, soprattutto, ha consentito ad alcuni degli interpreti più attesi di ritrovare condizione, brillantezza e centralità nel progetto tecnico.

È probabilmente questo uno degli aspetti più significativi della serata. Perché il Foggia, al di là degli accorgimenti tattici, aveva bisogno soprattutto dei suoi uomini. Di giocatori in grado di assumersi responsabilità, aumentare la qualità delle giocate e accompagnare la squadra nei momenti delicati della partita. Contro il Sorrento alcuni di loro hanno finalmente dato segnali di una condizione più vicina a quella auspicata, contribuendo a innalzare il livello complessivo della prestazione. E’ il caso di Berra, Zuccon, Gallo, Petito e Ravasio. Ed è proprio dalla continuità del rendimento di questi elementi che passerà una parte importante delle ambizioni rossonere. L’altra parola chiave è ferocia. Non necessariamente intesa come irruenza, ma come fame, convinzione, capacità di non mollare una giocata, un pallone, un duello. Il Foggia ha giocato con la necessaria cattiveria agonistica, quella che spesso fa la differenza nelle partite equilibrate e che permette di trasformare una buona prestazione in una vittoria.

La prima casalinga della stagione, peraltro contro un avversario che arrivava da capolista, assume così un peso particolare anche sul piano emotivo. Il rischio, adesso, è però quello di fermarsi all’entusiasmo del momento. Una vittoria può rappresentare una svolta, ma soltanto il campo può stabilirlo. Una rondine non fa primavera e il Foggia lo sa bene. La vera verifica arriverà nella capacità di riproporre quanto di buono mostrato contro il Sorrento, al di là dell’avversario e del contesto. Servirà capire se il nuovo assetto tattico potrà diventare una soluzione stabile, se la condizione degli uomini più attesi continuerà a crescere e se quella ferocia agonistica potrà accompagnare la squadra anche lontano dallo Zaccheria. La trasferta di Cosenza, in programma domenica prossima, arriva dunque nel momento giusto. Sarà un banco di prova importante per misurare la consistenza dei progressi intravisti contro il Sorrento. Non tanto per cercare nuove sentenze, quanto per verificare se il Foggia ha davvero imboccato una strada diversa. Perché la vittoria sull’ex capolista ha restituito ossigeno, fiducia e soprattutto qualche certezza. Ora servono conferme. Il campionato non aspetta e il Foggia nemmeno: dopo aver ritrovato il sorriso in casa, la squadra è chiamata a dimostrare di saperlo portare anche in trasferta.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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