L’ennesimo annuncio di lavori alla galleria Palombari riaccende il dibattito sui collegamenti tra Vieste e il resto della provincia di Foggia. Aldo Ragni, dirigente di Italia Viva affida a un lungo post sui social una riflessione sulle ripetute chiusure delle gallerie e sulle conseguenze per residenti, lavoratori, studenti e turisti. A far discutere è soprattutto la durata dei nuovi interventi annunciati: 217 giorni. Un periodo che, secondo Ragni, si aggiunge a una lunga serie di disagi registrati negli ultimi cinque anni. "Ho sempre contestato quella lettura, piuttosto diffusa tra molti miei concittadini, secondo cui Vieste e il Gargano sarebbero territori poco considerati, dimenticati dalle istituzioni e trattati come periferie di cui ci si ricorda soltanto occasionalmente", esordisce Ragni. Una convinzione che, però, ammette di aver cominciato a rivedere proprio alla luce delle continue interruzioni della viabilità.

Dal carovita al diritto allo studio, gli studenti hanno attraversato l'Italia insieme ai lavoratori. Al centro della protesta la richiesta di risorse per formazione, servizi e autonomia, futuro è sceso in piazza prima ancora di diventare un contratto di lavoro, una casa da affittare, una vita indipendente. Le manifestazioni di venerdì hanno attraversato l'Italia portando nelle strade studenti e lavoratori, uniti dalla contestazione del carovita e delle politiche di riarmo. Dietro gli striscioni, una preoccupazione comune: il progressivo restringersi delle possibilità di studiare, lavorare e costruire un'autonomia economica. Lo sciopero generale proclamato dall'Unione sindacale di base ha incrociato la mobilitazione delle organizzazioni studentesche. Prezzi, affitti, bollette e salari insufficienti hanno composto una piattaforma nella quale il diritto allo studio è diventato parte di una questione sociale più ampia. Le organizzazioni hanno contestato un futuro segnato da precarietà e lavoro povero, chiedendo un'istruzione pubblica accessibile e risorse destinate ai bisogni sociali. Per chi frequenta una scuola o un'università, le difficoltà cominciano prima dell'ingresso nel mercato del lavoro: trasporti, materiali didattici, alloggi e costi della formazione pesano sulle famiglie. A Bari, nella manifestazione partita da piazza Umberto, le richieste hanno riguardato anche finanziamenti strutturali per le borse di studio, un biglietto unico regionale dei trasporti e interventi sugli edifici scolastici. Forte l'adesione a Foggia dove il corteo ha raggiunto la Provincia, intrecciando la protesta contro il carovita alla richiesta di scuole sicure. La manutenzione degli istituti è stata uno dei temi centrali richiamati dagli studenti. Le piazze hanno così posto una domanda che resta anche quando i cortei si sciolgono: quali prospettive attendono chi oggi studia? La risposta passa dalla possibilità di accedere alla formazione, completarla e trovare un lavoro che consenta di vivere del proprio reddito. È lungo questo percorso che vanno cercate opportunità e fratture.

L’intesa raggiunta a Bruxelles tra i tre principali gruppi politici della maggioranza al Parlamento europeo segna una svolta per il futuro dell’automotive. Il compromesso, nato sulla scia dell’accordo bilaterale siglato a metà ottobre 2026 dai governi di Francia e Germania, apre alla neutralità tecnologica e supera il principio dell’obbligo di una mobilità interamente elettrica dal 2035. Il rinvio degli obiettivi europei appare sempre più probabile, ma la portata delle concessioni alla filiera dipenderà dai prossimi negoziati. Il primo passaggio decisivo è previsto per la fine di novembre, quando il Parlamento europeo voterà la propria posizione ufficiale. Nel dettaglio, l’accordo tra Partito Popolare Europeo (PPE), Socialisti e Democratici (S&D) e Liberali di Renew Europe prevede per le autovetture una riduzione delle emissioni allo scarico dell’87,5% entro il 2035 rispetto ai livelli del 2021. Il restante 12,5% sarà gestito attraverso meccanismi di flessibilità: il 7,5% mediante crediti legati all’utilizzo di acciaio verde prodotto in Europa, mentre il 5% non comporterà ulteriori obblighi di compensazione. Sul tema è intervenuto Matteo Biancofiore, imprenditore foggiano e titolare della concessionaria EuroVector, che manifesta perplessità sulla portata dell’accordo e sulle prospettive della transizione: “È un accordo politico che, a mio avviso, è eccessivamente minimalista. Ma una riduzione del 90% cosa significa concretamente? Se consideriamo un’automobile che emette mediamente 130-140 grammi di CO₂, quante vetture elettriche dovrò vendere per raggiungere quell’obiettivo? Il rischio è che il peso della transizione ricada comunque in larga parte sull’elettrico, perché al momento è l’unica tecnologia a impatto zero disponibile. Era prevedibile una revisione: è evidente che l’Europa non è pronta a passare interamente alla vendita di autovetture elettriche, per tanti motivi”. Tra le criticità principali, Biancofiore indica la dipendenza dalla Cina per le batterie e le carenze infrastrutturali: “Non abbiamo una produzione autonoma di batterie e dobbiamo acquistarle dalla Cina. Il problema, sul fronte infrastrutturale, riguarda soprattutto la capacità della rete di erogare energia alla potenza necessaria. Se un milione di autovetture si collegasse contemporaneamente per ricaricare le batterie, in Italia si rischierebbe un blackout generalizzato. Mi auguro che da qui al 2035 si lavori anche sulle infrastrutture, altrimenti la transizione sarà impossibile. Il mercato rischia di fermarsi, con un crollo delle vendite, un maggiore ricircolo delle auto usate e, di conseguenza, più lavoro per i meccanici”.

Domenica scorsa la sezione pugliese dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani ha celebrato la sua assemblea generale a Fasano. L’obiettivo dichiarato era quello di mettere i Comuni al centro delle scelte che riguardano il futuro dei territori, valorizzando il contributo diretto di Sindaci e amministratori locali nella definizione delle politiche pubbliche. Alla kermesse dal titolo “I Comuni protagonisti della governance territoriale. Scenari in divenire, proposte concrete e confronto istituzionale per il futuro delle comunità pugliesi” hanno partecipato oltre 200 amministratori delle istituzioni, in una giornata di confronto dedicata alle principali sfide che interessano i Comuni pugliesi e ai cambiamenti nei modelli di governance dei servizi e delle politiche territoriali. Padrona di casa ovviamente la presidente Fiorenza Pascazio, Sindaca di Bitetto, la quale ha richiamato il significato dell’iniziativa e la volontà di sperimentare un modello di assemblea fondato sull’ascolto e sul coinvolgimento. E in effetti sono state allestite quattro sessioni tematiche: welfare e transizione degli Ambiti sociali, con particolare attenzione all’organizzazione dei servizi, alle fragilità sociali e alle nuove povertà; governance del ciclo dei rifiuti, per affrontare le criticità gestionali, organizzative e impiantistiche; politiche abitative e diritto alla casa, per individuare strumenti e soluzioni in risposta alla crescente emergenza abitativa; adattamento e mitigazione climatica, per promuovere strategie e azioni concrete a sostegno dei territori. Tutti sono stati chiamati a condividere esperienze, evidenziare criticità e formulare proposte a partire dalle esigenze delle rispettive comunità, anche per confezionare proposte concrete da portare tra un mese a Verona all’assemblea nazionale, giunta alla 43esima edizione. Nell’occasione sono intervenuti anche gli assessori regionali Cristian Casili al Welfare, Debora Ciliento all’Ambiente e al Clima e Marina Leuzzi all’Urbanistica e Casa. “Il bilancio di questa assemblea è decisamente positivo – ha commentato Pascazio – perché abbiamo scelto un’impostazione innovativa, mettendo al centro i Sindaci e gli amministratori, protagonisti attivi dei lavori. Siamo riusciti a dare pieno significato a questo obiettivo, offrendo loro l’opportunità di esprimere il proprio punto di vista, rappresentare le esigenze dei territori e condividere criticità e proposte. Ne è nato un confronto concreto e una riflessione collettiva di grande utilità. Importante è stata la corposa partecipazione, con numerosi enti coinvolti e una disponibilità al dialogo da parte della Regione che ringrazio per la presenza e il confronto. L’obiettivo è proseguire su questa strada, rafforzando la collaborazione istituzionale e valorizzando il ruolo dei Comuni nella definizione delle politiche che riguardano i territori e i cittadini. È un metodo di lavoro nel quale crediamo e sul quale intendiamo continuare a investire”.

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