La Soprintendenza ha posto ben dodici prescrizioni nel parere, comunque favorevole, sul progetto di adeguamento degli ultimi cinque chilometri della SP.109 tra Lucera e San Severo. La presa di posizione, illustrata nell’ambito della Conferenza di servizi, rischia quindi di complicare parecchio il percorso di completamento di una strada che viene considerata sempre più strategica nel sistema viario di Capitanata, anche perché inserita nella connessione tra i caselli autostradali di Poggio Imperiale e Candela, come segmento della tanto agognata Strada Regionale 1. Le problematiche sono emerse ufficialmente giovedì a Bari, durante l’audizione in Commissione regionale del dirigente della Provincia di Foggia, Luciano Follieri, del progettista Nicola Arcelli e dei rappresentanti dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appenino Meridionale e del Consorzio di Bonifica della Capitanata. Assente invece la soprintendente Anita Guarnieri che rappresenta l’ufficio da cui sono arrivate indicazioni che nello specifico riguardano azioni di tutela della vegetazione presente nei pressi del tracciato su cui ci sarebbero rilevanze anche paesaggistiche e archeologiche (tali da richiedere una “sorveglianza” per tutta la durata degli scavi), di questioni relative al corretto scorrimento e smaltimento delle acque meteoriche superficiali per non compromettere la consistenza del suolo, e soprattutto alla salvaguardia di due ponticelli in muratura sui canali Ferrante e Santa Maria che hanno alcune decine di anni di vita e per i quali è stata invocata una sostanziale intoccabilità. Quest’ultimo sembra essere l’ostacolo più evidente, perché la previsione è quella del loro totale rifacimento, oggi previsti in cemento armato e travi prefabbricate: “Non dovrà essere eseguito alcun intervento di demolizione e ricostruzione – si legge invece nel parere - poiché vietato dalle norme di tutela vigenti, ma sarà valutato un progetto di consolidamento e restauro, a firma di architetto abilitato, per il rilascio dell’autorizzazione di competenza”. I tecnici hanno ribadito la necessità di procedere rapidamente con l'intervento, evidenziando come l'attuale configurazione rappresenti una criticità sotto il profilo della sicurezza e della funzionalità dell'opera. È stato inoltre illustrato come i ponticelli costituiscano uno degli aspetti da risolvere per consentire la corretta realizzazione del progetto.

Dal 7 settembre è iniziata la seconda fase degli incontri di animazione territoriale promossi dal GAL Gargano Agenzia di Sviluppo per presentare la Strategia di Sviluppo Locale e il nuovo bando dedicato alle start-up extra-agricole. I nuovi appuntamenti stanno facendo tappa nei comuni del territorio per illustrare le opportunità offerte dal primo bando della nuova programmazione 2023-2027 e fornire ai potenziali beneficiari tutte le informazioni utili sugli interventi finanziabili e sulle modalità di partecipazione. Il bando sostiene l’avvio di nuove attività in diversi ambiti dell’economia locale: dalle attività ricettive all’agroalimentare, dall’artigianato ai servizi rivolti alla popolazione e ai target con esigenze specifiche, fino alle numerose altre attività individuate attraverso i codici ATECO previsti dalla scheda del bando. La direttrice del GAL Gargano, Annarosa Notarangelo, ha accompagnato i partecipanti alla scoperta delle misure previste dal bando, illustrando nel dettaglio le diverse opportunità offerte. “Gli incontri di animazione territoriale rappresentano un momento fondamentale di confronto e di dialogo con il territorio”, ha affermato. “Questo primo bando della programmazione 2023-2027 rappresenta una concreta opportunità per chi desidera investire e avviare una nuova attività sul Gargano. Le domande potranno essere presentate dal 1° ottobre al 10 novembre e gli aiuti sono rivolti a persone fisiche e micro e piccole imprese che intendono avviare nuove attività nei settori chiave dell’economia garganica, come commercio, artigianato e servizi alla persona. È una grande occasione, in particolare, per giovani e donne, ma anche per chiunque abbia un’idea imprenditoriale e voglia mettersi in gioco, costruendo sul territorio il proprio futuro”. Dopo l’appuntamento del 7 settembre a San Marco in Lamis, ieri l’incontro si è svolto a Peschici, mentre giovedì scorso la tappa era stata a Lesina. Il calendario proseguirà con altri appuntamenti: il 15 settembre a San Giovanni Rotondo, il 18 settembre a Mattinata, il 21 settembre a Rodi Garganico e il 24 settembre a Vieste. All’incontro ospitato presso la Sala Auditorium del Centro Polifunzionale di Lesina hanno partecipato circa 20 persone, tra professionisti e imprenditori del settore turistico.

Il messaggio dalla Regione è arrivato forte e chiaro martedì pomeriggio da Castelluccio Valmaggiore: nella nuova Strategia per le Aree interne, la… strategia è che non ci saranno praticamente più erogazioni di fondi a beneficio di un singolo borgo, ma solo per progetti per comprensori molto più ampi, possibilmente per tutti insieme. Cosa piuttosto difficile da attuare per quella dei Monti dauni che comprende ben 29 comunità, e alcune di queste lontane diverse decine di chilometri, senza contare che ci sono esigenze condivise, ma anche peculiarità che è complicato da contemplare in pochi elaborati su temi come trasporti, ambiente, turismo prima di tutto. 
E infatti, nella prima tappa del tour regionale che l’Amministrazione Decaro ha avviato per andare sui singoli territori a spiegare quali sono le intenzioni, ma anche ad ascoltare sul posto di cosa ci sia bisogno, la quasi totalità dei Sindaci è rimasta silente o comunque prudente, ben sapendo che gli incontri preliminari tenuti in precedenza non hanno mostrato grande concordia. Non è una buona notizia, ma è pure comprensibile, perché non è mica facile indurre una modalità completamente diversa di ragionare per area e non più guardando solo ai propri cittadini. Tanto per dire: c’è quello che pretende quote maggiori di fondi perché la sua popolazione è numericamente superiore, e c’è quella che invece ritiene debba essere esattamente il contrario, perché penalizzata dalla sua “piccolezza” che si traduce in ancora meno servizi per i cittadini. La Regione ha allestito cinque appuntamenti, una per ogni Area interna, dal Gargano al Salento, passando anche per l’Alta Murgia, dopo aver messo sul tavolo oltre 75 milioni di euro. Sono stati pensati come momenti di ascolto, confronto e partecipazione, aperti ad amministratori, imprenditori, operatori locali, in modo da poter definire gli interventi che saranno attuati nei territori.
“L’obiettivo è fare delle risorse disponibili uno strumento di sviluppo costruito a partire dalle specificità dei territori - hanno fatto sapere da Bari - rafforzando i servizi, l’attrattività, la qualità della vita e le opportunità economiche e sociali delle aree più fragili della Puglia. La strategia regionale intende così accompagnare i territori nella costruzione di un nuovo modello di sviluppo capace di valorizzare le risorse locali e contrastare i fenomeni di marginalizzazione, sostenendo la capacità dei Comuni e delle comunità di progettare il proprio futuro.
Ieri il tour ha fatto tappa a Manduria per l’Alto Salento (con dentro pure Avetrana, Maruggio, Sava e Torricella) che gestirà 13 milioni. La settimana prossima toccherà a Cagnano Varano per il Gargano (ci sono anche Carpino, Ischitella, Monte Sant'Angelo e Vico) per un’assegnazione di 11,5 milioni, poi a Spinazzola per l’Alta Murgia con anche Minervino e Poggiorsini con 7,7 milioni, e infine a Tiggiano per il Sud Salento (Alessano, Castrignano del Capo, Corsano, Gagliano del Capo, Miggiano, Montesano Salentino, Morciano di Leuca, Patù, Presicce-Acquarica, Salve, Specchia e Taurisano) con altri 13 milioni. La distribuzione è stata definita sulla base di indicatori demografici ed economici, considerando in tutto circa 230.000 abitanti.

Un numero del report di Assoturismo Capitanata sui primi sette mesi del 2026, stacca nettamente Mattinata dal resto del Gargano: -36,38% di presenze. Un crollo dei pernottamenti che stride ancora di più con quello degli arrivi, diminuiti appena dell’1,72%, e che consegna al centro garganico uno dei dati più difficili da spiegare dell’intera panoramica sul turismo. Provando ad ascoltare chi quella stagione l’ha vissuta dietro il bancone di un albergo, tra i tavoli di un ristorante o sulla spiaggia, lo scenario diventa molto difforme. All’Hotel Il Porto, 65 camere e una stagione che va dalla fine di marzo al ponte di Ognissanti, il segno è addirittura opposto: “Per quanto riguarda la nostra struttura siamo in controtendenza: ad oggi abbiamo registrato un 15% in più di soggiorni e presenze”, spiegano a l’Attacco.  La differenza la fa soprattutto il mercato internazionale: “Circa il 65% della clientela è straniera, con Germania in testa, seguita da Francia, Stati Uniti e Regno Unito”. Un pubblico  diverso da quello della tradizionale vacanza balneare di due settimane, che si ferma meno ma si muove di più: “Negli altri mesi possiamo parlare di una permanenza media di cinque giorni. Lo straniero spesso fa una vacanza a tappe: Campania, Gargano, Bari, Matera e poi magari torna in Campania. Vuole spendere in esperienze, non soltanto in bar e ristorazione: wine tasting, escursioni. L’offerta alberghiera deve completarsi con altro”.  Gli eventi servono, ma da soli non bastano. “Un cliente che prenota a marzo non ha davanti il calendario estivo. È giusto che ci siano manifestazioni perché animano il territorio e aiutano le attività commerciali, ma un turista non sceglie una destinazione perché c’è un evento, a meno che non sia di portata realmente importante”. Prima vengono i servizi e sul Gargano, osservano dall’hotel, il conto è ancora aperto: “Spostarsi con un mezzo pubblico è quasi impossibile. C’è ancora un percorso da fare tra pubblico e privato, perché il turismo va avanti se si dialoga e, soprattutto, se poi si concretizza”. A non molta distanza, dal lido Cala Rosa la stagione si dice positiva, pur riconoscendo che il clima generale è diverso: “Per quanto ci riguarda abbiamo avuto molti più clienti. Giugno è andato molto meglio, luglio più o meno come lo scorso anno e agosto è stato imparagonabile: abbiamo lavorato molto di più. Anche aprile e maggio hanno dato buoni risultati e settembre continua a muoversi”. Qui, però, il motore è differente: una clientela fidelizzata e in larga parte di prossimità, proveniente da Mattinata, Manfredonia, Foggia e da altri centri pugliesi. Proprio questa caratteristica potrebbe aver protetto l’attività da una flessione che, secondo il titolare, chi vive maggiormente di turismo ha avvertito: “Noi fortunatamente non abbiamo patito questo calo. Ma sentendo gli altri operatori, il calo c’è stato. Chi si rivolge direttamente ai turisti probabilmente lo ha percepito di più”.



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