La Regione Puglia vuole cambiare approccio nella Strategia per le Aree interne. Lo ha spiegato chiaramente martedì pomeriggio nella prima tappa del tour pugliese allestito proprio nei cinque territori di riferimento, dal Gargano al Salento, passando per Monti dauni e Murgia: non ci saranno praticamente più erogazioni di fondi a beneficio di un singolo borgo, ma solo per progetti per comprensori molto più ampi, possibilmente per tutti insieme.
Cosa piuttosto difficile da attuare per quella dei Monti dauni che comprende ben 29 comunità, e alcune di queste lontane diverse decine di chilometri, senza contare che ci sono esigenze condivise, ma anche peculiarità che è complicato da contemplare in pochi elaborati su temi come trasporti, ambiente, turismo prima di tutto.
Assessori regionali e struttura tecnica di riferimento sono andati a spiegare quali sono le intenzioni, ma anche ad ascoltare sul posto di cosa ci sia bisogno. La quasi totalità dei Sindaci è rimasta silente o comunque prudente, ben sapendo che gli incontri preliminari tenuti in precedenza non hanno mostrato grande concordia. Non è una buona notizia, ma è pure comprensibile, perché non è mica facile indurre una modalità completamente diversa di ragionare per area e non più guardando solo ai propri cittadini.
Tanto per dire: c’è quello che pretende quote maggiori di fondi perché la sua popolazione è numericamente superiore, e c’è quella che invece ritiene debba essere esattamente il contrario, perché penalizzata dalla sua “piccolezza” che si traduce in ancora meno servizi per i cittadini.
Maggiori approfondimenti nell’edizione di domani.
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