In vista della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre, l’Assessorato al Welfare e alla Cultura della Città di Manfredonia promuove un incontro dedicato alle giovani generazioni, per affrontare il tema del femminicidio attraverso la testimonianza di chi ne ha vissuto le conseguenze più dolorose. Venerdì 13 novembre 2026, alle ore 10:30, presso l’Auditorium “Cristanziano Serricchio” di Palazzo dei Celestini, sarà ospite Pasquale Guadagno, autore del libro “Figli di nessuno”, scritto con la giornalista Francesca Barra ed edito da Rizzoli. Rimasto orfano a causa di un femminicidio, Guadagno racconta nel libro la propria storia, il dolore della perdita e il difficile percorso per ricostruire la propria esistenza. “La violenza contro le donne è una ferita che riguarda l’intera comunità. È fondamentale parlarne con i nostri giovani, perché proprio attraverso l’educazione al rispetto e alla parità possiamo contribuire a costruire una società capace di riconoscere e contrastare ogni forma di violenza”, dichiara il Sindaco Domenico la Marca.
Sarà un appuntamento particolarmente sentito per la comunità cattolica di Vieste. Da giovedì 5 a domenica 8 novembre arriverà in città la reliquia ex sanguinis di San Giovanni Paolo II, custodita per quattro giorni nelle chiese di Santa Croce e del Santissimo Sacramento. L’iniziativa è organizzata dall’Unità Pastorale delle due parrocchie e offrirà ai fedeli la possibilità di raccogliersi in preghiera e ricordare la figura di Karol Wojtyła, il Papa che ha segnato una lunga stagione della storia della Chiesa.
La kermesse, giunta alla seconda edizione, avrà cinque appuntamenti che si svolgeranno nei mesi di novembre e dicembre presso la Sala del Tribunale di Palazzo Dogana, articolandosi in cinque concerti a cadenza settimanale, ognuno dedicato a un diverso repertorio vocale. Si partirà mercoledì 11 novembre con “Haendeliana”, omaggio a George Friedrich Haendel. Mercoledì 18 novembre ci sarà invece “La lirica da camera di Francesco Paolo Tosti”, mentre mercoledì 25 novembre l’evento di punta del Festival con la “Bachiana in arte”, focus sinestetico di musica, arte figurativa e poesia al tempo del “secolo dei lumi”, il Settecento. La serata vedrà come ospite lo studioso e storico dell’arte Franco Leone, già autore di apprezzate relazioni negli anni scorsi, invitato dai clubs lions di Foggia e di Lucera. Lo studioso, vincitore del prestigioso Premio Internazionale Biennale di Venezia 2022 offrirà dei gustosi e virtuosi excursus narrativi in merito ai maggiori scultori italiani del periodo a cavallo tra il ‘600 ed il ‘700. Il Festival si chiuderà venerdì 4 dicembre con “La drammaturgia di Pietro Metastasio e la vocalità classica Mitteleuropea”, un omaggio al librettista e drammaturgo italiano, più noto tuttavia per la sua produzione poetica.
Un edificio rurale segnato dal tempo, inserito nel paesaggio di Villa Jamele, diventa il punto di partenza per un progetto che mette in relazione architettura contemporanea, memoria dei luoghi e cultura del vino. È la Casa nel Vigneto, l’intervento progettato dall’architetto Nicola Tramonte e presentato l’altro ieri a Orsara di Puglia, nell’ambito del 31° Appuntamento con la Daunia organizzato da Peppe Zullo. Una nuova tappa nel percorso di valorizzazione della tenuta, che attraverso il recupero di una costruzione preesistente punta a creare uno spazio dedicato alla conoscenza e alla trasmissione dei saperi legati alla tradizione enologica. La Casa nel Vigneto nasce dal recupero di un fabbricato in muratura parzialmente diruto, collocato su un lieve pendio all’interno della proprietà. Il progetto attribuisce all’edificio una nuova funzione, mantenendo un rapporto riconoscibile con la sua storia e con il contesto rurale. La scelta architettonica evita la ricostruzione mimetica e fa dialogare gli elementi originari con soluzioni contemporanee, integrandosi nel paesaggio di Villa Jamele. Il progetto si sviluppa attorno alla geometria della costruzione esistente, in relazione con un piano orizzontale ricavato nel vigneto. Il portale in pietra recuperato e la pavimentazione che combina pietra di Apricena e ciottoli di fiume mantengono un legame visibile con i materiali del territorio. Orsarese, Nicola Tramonte ha costruito una parte significativa della propria attività professionale sul rapporto tra architettura e identità dei luoghi. Architetto dal 1986, ha affiancato alla progettazione un interesse per la fotografia e la memoria della comunità, con immagini realizzate a Orsara nell’arco di anni. Il suo legame professionale con Peppe Zullo è consolidato da precedenti interventi a Villa Jamele, tra cui la Cantina di Piano Paradiso, progettata insieme all’artista Leon Marino. Ma la destinazione della struttura è altrettanto importante della sua trasformazione architettonica.
È possibile partire da Washington, attraversare l'Atlantico e ritrovare, a migliaia di chilometri di distanza, il luogo al quale si sente di appartenere. Per Dorina Lantella questo percorso non si è concluso con la riscoperta delle proprie origini familiari, ma si è trasformato in una scelta di vita e in un progetto professionale che oggi porta persone provenienti dagli Stati Uniti a conoscere Roseto Valfortore. Nata nella capitale americana, ma legata alla comunità dei Monti Dauni attraverso le proprie radici, Dorina ha deciso insieme al marito di trasferirsi nel borgo più di due anni fa. Una scelta che racconta a l'Attacco, in occasione del 31° Appuntamento con la Daunia organizzato da Peppe Zullo a Villa Jamele, dove ha partecipato alla tavola rotonda dedicata al valore dei saperi e alla cultura del Made in Italy. "Sono nata a Washington, ma, come dice Peppe Zullo, sono Made in Italy. Sono stata, in qualche modo, costruita qui, attraverso le mie origini e il legame con il mio paese, Roseto Valfortore, che amo e nel quale sono sempre tornata. Più di due anni fa io e mio marito abbiamo deciso di venirci a vivere. È stata una scelta importante, che ha trasformato un legame affettivo in una presenza concreta sul territorio". Il ritorno, però, era cominciato molto prima. Circa dieci anni fa Dorina aveva iniziato a organizzare viaggi in Italia, inizialmente con un interesse soprattutto gastronomico. Il contatto con il paese della sua famiglia le ha permesso di comprendere che dietro le ricette si nascondeva qualcosa di più ampio, fatto di storie familiari e appartenenza. "All'inizio venivo a Roseto per la cucina, poi ho riscoperto le mie radici e ho capito quanto fosse importante aiutare anche gli altri a ritrovare le proprie. Mi sono impegnata nel turismo delle origini e da dieci anni svolgo un lavoro che amo molto. Accompagnare le persone nei luoghi dai quali provengono le loro famiglie significa offrire loro la possibilità di conoscere una parte della propria storia". Da questa intuizione nasce Dorina's Kitchen, un progetto che unisce cucina, tradizioni e viaggi esperienziali. Il cibo diventa una porta d'accesso alla memoria delle famiglie e alla vita quotidiana dei piccoli centri.
È partita da Washington per ritrovare le proprie origini a Roseto Valfortore, trasformando un legame familiare in una scelta di vita e in un progetto professionale. Dorina Lantella, americana di nascita e legata ai Monti Dauni, da oltre due anni vive nel borgo insieme al marito e accompagna visitatori statunitensi alla scoperta delle proprie radici.
Cento falò accesi in ogni angolo del paese e mille zucche illuminate e intagliate, con le forme più varie e originali, a indicare la strada alle anime dei defunti che, una sola volta all’anno, tornano nelle loro dimore terrene per ritrovare i propri cari, ristorarsi e poi riprendere il cammino ultraterreno. È la magia di “Fucacoste e cocce priatorje” (Falò e teste del Purgatorio), uno dei più grandi riti collettivi del fuoco d’Italia celebrati nel giorno di Ognissanti. Il luogo è Orsara di Puglia, piccolo centro di circa 2.400 abitanti in provincia di Foggia, al confine con l’Irpinia, dove da secoli, ogni 1° novembre, si rinnova la “festa della luce che vince sulle tenebre”. Non è Halloween, ma una ricorrenza profondamente legata al culto dei morti e alla memoria degli antenati. Una tradizione che affonda le radici in un’antica concezione antropologica del tempo ciclico: la natura che si rinnova, l’inizio di una nuova fase per l’ambiente e le colture agricole, la vita che continua e si rigenera anche attraverso la morte. Un patrimonio culturale e simbolico che ogni anno richiama a Orsara migliaia di visitatori, pronti a immergersi in un’atmosfera sospesa tra fede, memoria e suggestione. Il programma del 2026 si è aperto ieri con l’inaugurazione di “ANIMA”, una retrospettiva della residenza artistica “FUOCO”, ospitata a Palazzo De Gregorio. Otto artisti italiani – Angelica Ferrara, Roberto Baldassarre, Alessandro Savoia, Alessio Selvaggio, Fabio Cassano, Marta Crucino, Giuseppe Bruno e Giulia Mezza– racconteranno attraverso le proprie opere il rito dei Fucacoste. La mostra, curata da Patrizio De Michele, ideatore e direttore artistico dell’Archivio Fuoco e dell’omonima residenza, raccoglie una selezione dei lavori più significativi realizzati nell’ambito del progetto che, dal 2022, accompagna artisti e artiste alla scoperta della tradizione orsarese. “Il titolo della retrospettiva spiega De Michele – nasce da una riflessione sull’anima, intesa non più come un nucleo interiore isolato, ma come qualcosa che prende forma nelle relazioni, attraverso il corpo, la memoria e il simbolo. L’anima, dunque, si manifesta soprattutto nel ritorno ai luoghi, ai riti e ai gesti che custodiscono un’origine, ma anche nella possibilità di creare contesti capaci di accogliere le storie e le esperienze individuali”. Le opere resteranno esposte fino al 10 gennaio 2027 e saranno visitabili ogni sabato e domenica, dalle ore 9 alle 22. Oggi sarà invece dedicato all’anteprima della festa.
Cavalieri, falconieri, antichi mestieri e accampamenti. Il suono degli strumenti medievali, i colori degli sbandieratori e la meraviglia di ritrovarsi alla corte di Federico II. Dal 12 al 18 ottobre 2026 Apricena si prepara a vivere la Settimana Medievale, con un programma che unisce cultura, storia e spettacolo e culmina, domenica 18 ottobre, in una grande giornata di rievocazione.
Vieste si prepara a trasformarsi in un set televisivo. Dal 5 al 12 ottobre la città ospiterà le riprese di “Il Confine”, titolo provvisorio della nuova serie prodotta da Lux Vide, diretta da Michele Soavi e con Raoul Bova nel ruolo principale. L’arrivo della produzione è formalizzato dalla delibera di Giunta comunale n. 265 del 18 settembre 2026, con cui il Comune ha concesso il patrocinio gratuito e dato il via libera all’utilizzo di diversi spazi pubblici e comunali necessari alla lavorazione. Le attività preparatorie cominceranno già dal 21 settembre e proseguiranno fino alla conclusione delle riprese. Le informazioni sulla trama restano ancora limitate. La storia dovrebbe ruotare attorno a un uomo con un passato nelle forze dell’ordine, coinvolto in una complessa vicenda investigativa. Non sono stati ancora resi noti, invece, il cast completo e la data prevista per la messa in onda.
✱14 Marzo 1879 ✚18 Aprile 1955
﴾ Anni 77 ﴿
Albert Einstein (14 marzo 1879 - 18 aprile 1955) è stato un fisico teorico di origine tedesca. Ha sviluppato la teoria della relatività generale, uno dei due pilastri della fisica moderna (insieme alla meccanica quantistica).
✱13 Settembre 1886 ✚8 Febbraio 1975
﴾ Anni 88 ﴿
Sir Robert Robinson, OM, PRS, FRSE (13 settembre 1886 - 8 febbraio 1975) è stato un chimico organico inglese e premio Nobel, riconosciuto nel 1947 per le sue ricerche sulle sostanze coloranti delle piante (antociani) e gli alcaloidi. Nel 1947 ricevette anche la Medaglia della Libertà con la Palma d'argento.
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