Auteri e il rebus da sciogliere: a quale modulo affidarsi d'ora in avanti? Il 3-4-3 resta sullo sfondo

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Niente esperimenti, almeno per ora. Contro il Cerignola Gaetano Auteri ha scelto la strada più prudente: stessi uomini e stesso sistema di gioco delle prime due giornate, con il 4-2-3-1 a fare ancora da riferimento. I nuovi arrivati Ravasio, Zuccon e Del Sole (quest’ultimo ancora non aggregato al gruppo, ndr) inizialmente si sono accomodati in panchina, nell’attesa che condizione atletica e conoscenza dei meccanismi raggiungano livelli adeguati. Nelle prime settimane di una stagione è normale che un allenatore si affidi ai calciatori che conosce meglio e che, soprattutto, hanno già assimilato i suoi automatismi. Che, in questa fase, possono valere più del semplice valore individuale.

Auteri ha evidentemente ritenuto che la squadra già rodata potesse offrirgli maggiori garanzie. Una decisione comprensibile, anche se il ko contro il Cerignola ha inevitabilmente aperto qualche interrogativo. Il 4-2-3-1 non è un sistema sbagliato. Anzi, può offrire equilibrio e, contemporaneamente, una buona presenza nella metà campo offensiva. Il problema nasce quando i movimenti diventano troppo prevedibili. Se la circolazione di palla è lenta, se i centrocampisti non riescono ad accompagnare l’azione e se il trequartista viene schermato, la struttura rischia di trasformarsi in un 4-4-1-1 nel quale la punta rimane troppo isolata. È una delle sensazioni lasciate dalla gara con il Cerignola. Il Foggia ha faticato a trovare continuità nella produzione offensiva e, una volta passato in svantaggio, ha finito per aumentare la frenesia anziché la qualità delle proprie giocate. Per questo il giudizio sul 4-2-3-1 deve essere sospeso. Il sistema non è necessariamente il problema: molto dipenderà dagli interpreti che Auteri avrà a disposizione quando il gruppo sarà realmente a regime. Il primo possibile cambio di passo può arrivare da Federico Zuccon. Il centrocampista porta caratteristiche che possono modificare sensibilmente la mediana rossonera: dinamismo, aggressività, capacità di coprire campo e di partecipare alle due fasi. Nel 4-2-3-1 può diventare uno dei due uomini davanti alla difesa, aumentando il ritmo del reparto e consentendo alla squadra di recuperare palla più rapidamente. Ma la sua presenza potrebbe risultare ancora più interessante in un eventuale 3-4-3, dove i due centrocampisti sono chiamati a coprire molto campo e a sostenere tanto la fase difensiva quanto quella offensiva. Zuccon, insomma, non sarebbe soltanto un cambio di uomini, ma potrebbe rappresentare un cambio di passo. Diverso il discorso per Mario Ravasio. Il suo inserimento può offrire ad Auteri un centravanti dalle caratteristiche differenti, aumentando il peso specifico dell’attacco. Una punta in grado di fungere da riferimento, di far salire la squadra e di partecipare alla costruzione può diventare fondamentale per evitare che il Foggia si spezzi in due tronconi. Con Ravasio in condizione, il 4-2-3-1 potrebbe guadagnare profondità e soprattutto un punto di riferimento più stabile. Ma anche nel 3-4-3 il suo ruolo sarebbe centrale: il centravanti rappresenterebbe il vertice di un tridente nel quale gli esterni offensivi avrebbero maggiore libertà di muoversi e attaccare gli spazi. E poi c’è Ferdinando Del Sole, forse l’uomo che più degli altri può cambiare la qualità dell’ultimo terzo di campo. Il suo contributo può tradursi in fantasia, dribbling, imprevedibilità e capacità di creare superiorità numerica. Nel 4-2-3-1 può occupare una delle corsie offensive o agire più vicino alla punta, a seconda delle esigenze. Nel 3-4-3, invece, potrebbe diventare uno dei due attaccanti esterni, con la possibilità di partire largo e poi accentrarsi. È proprio questo tipo di giocatore che può aiutare Auteri a rendere meno leggibile la manovra rossonera. E qui si arriva al punto centrale. Il modulo storicamente associato ad Auteri è il 3-4-3. Il tecnico siciliano ha costruito una parte importante della propria identità calcistica attorno a questo sistema, fatto di aggressività, ampiezza, pressione e attacco degli spazi. Pensare quindi che il 4-2-3-1 visto nelle prime gare rappresenti necessariamente la scelta definitiva sarebbe probabilmente affrettato. Può essere, piuttosto, una base dalla quale partire per arrivare a qualcosa di diverso. Il passaggio al 3-4-3, infatti, non deve essere visto come una rivoluzione. Molti principi possono rimanere gli stessi e cambiare può essere soprattutto la distribuzione degli uomini. La partita con il Cerignola ha dunque fotografato un Foggia ancora in costruzione. Auteri ha scelto le certezze, privilegiando gli uomini già rodati e un sistema conosciuto. È una scelta che può essere condivisa, soprattutto nelle prime settimane, ma che non può diventare un vincolo. Quando Ravasio, Zuccon e Del Sole saranno al cento per cento, aumenteranno le possibilità a disposizione del tecnico. E aumenterà anche la necessità di trovare una nuova sintesi tattica.

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