Un’aggressione verbale in strada, durante una manovra di parcheggio, e la decisione di rivolgersi alle autorità. È quanto raccontato da Caterina Ferro, assessora al Bilancio del Comune di San Marco in Lamis, che ha denunciato di essere stata bersaglio, nella mattinata del 6 settembre, di un pesante insulto a sfondo sessista. Secondo quanto riferito dalla stessa amministratrice, una persona si sarebbe rivolta a lei con parole volgari, richiamando direttamente anche il suo ruolo istituzionale. Ferro ha quindi scelto di segnalare formalmente l’episodio, spiegando di non voler trasformare l’accaduto in una polemica politica, ma di ritenere necessario fissare un limite preciso. L’assessora ha sottolineato come chi ricopre un incarico pubblico debba naturalmente accettare critiche, contestazioni e giudizi anche duri sul proprio operato. Un confronto che, però, a suo avviso non può tradursi in offese personali o attacchi alla dignità.
Particolare amarezza viene espressa proprio per la natura sessista dell’insulto. Ferro richiama infatti un problema che considera più ampio del singolo episodio: la tendenza a colpire una donna impegnata nelle istituzioni attraverso espressioni che nulla hanno a che fare con le sue scelte amministrative o con le sue capacità.
L’episodio sarebbe nato mentre l’assessora stava parcheggiando la propria automobile. Anche su questo punto Ferro ha precisato che, qualora fosse stata commessa un’infrazione, esistono norme, sanzioni e organi deputati a intervenire, ma che nessuna eventuale contestazione può giustificare umiliazioni o aggressioni verbali.
Da qui la scelta di non lasciar cadere la vicenda e di presentare denuncia. Ferro rivendica il diritto al rispetto non in quanto amministratrice, ma come cittadina, distinguendo nettamente tra il legittimo dissenso e l’insulto personale.
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