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La Soprintendenza ha posto ben dodici prescrizioni nel parere, comunque favorevole, sul progetto di adeguamento degli ultimi cinque chilometri della SP.109 tra Lucera e San Severo. La presa di posizione, illustrata nell’ambito della Conferenza di servizi, rischia quindi di complicare parecchio il percorso di completamento di una strada che viene considerata sempre più strategica nel sistema viario di Capitanata, anche perché inserita nella connessione tra i caselli autostradali di Poggio Imperiale e Candela, come segmento della tanto agognata Strada Regionale 1. Le problematiche sono emerse ufficialmente giovedì a Bari, durante l’audizione in Commissione regionale del dirigente della Provincia di Foggia, Luciano Follieri, del progettista Nicola Arcelli e dei rappresentanti dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appenino Meridionale e del Consorzio di Bonifica della Capitanata. Assente invece la soprintendente Anita Guarnieri che rappresenta l’ufficio da cui sono arrivate indicazioni che nello specifico riguardano azioni di tutela della vegetazione presente nei pressi del tracciato su cui ci sarebbero rilevanze anche paesaggistiche e archeologiche (tali da richiedere una “sorveglianza” per tutta la durata degli scavi), di questioni relative al corretto scorrimento e smaltimento delle acque meteoriche superficiali per non compromettere la consistenza del suolo, e soprattutto alla salvaguardia di due ponticelli in muratura sui canali Ferrante e Santa Maria che hanno alcune decine di anni di vita e per i quali è stata invocata una sostanziale intoccabilità. Quest’ultimo sembra essere l’ostacolo più evidente, perché la previsione è quella del loro totale rifacimento, oggi previsti in cemento armato e travi prefabbricate: “Non dovrà essere eseguito alcun intervento di demolizione e ricostruzione – si legge invece nel parere - poiché vietato dalle norme di tutela vigenti, ma sarà valutato un progetto di consolidamento e restauro, a firma di architetto abilitato, per il rilascio dell’autorizzazione di competenza”. I tecnici hanno ribadito la necessità di procedere rapidamente con l'intervento, evidenziando come l'attuale configurazione rappresenti una criticità sotto il profilo della sicurezza e della funzionalità dell'opera. È stato inoltre illustrato come i ponticelli costituiscano uno degli aspetti da risolvere per consentire la corretta realizzazione del progetto.
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Dal 7 settembre è iniziata la seconda fase degli incontri di animazione territoriale promossi dal GAL Gargano Agenzia di Sviluppo per presentare la Strategia di Sviluppo Locale e il nuovo bando dedicato alle start-up extra-agricole. I nuovi appuntamenti stanno facendo tappa nei comuni del territorio per illustrare le opportunità offerte dal primo bando della nuova programmazione 2023-2027 e fornire ai potenziali beneficiari tutte le informazioni utili sugli interventi finanziabili e sulle modalità di partecipazione. Il bando sostiene l’avvio di nuove attività in diversi ambiti dell’economia locale: dalle attività ricettive all’agroalimentare, dall’artigianato ai servizi rivolti alla popolazione e ai target con esigenze specifiche, fino alle numerose altre attività individuate attraverso i codici ATECO previsti dalla scheda del bando. La direttrice del GAL Gargano, Annarosa Notarangelo, ha accompagnato i partecipanti alla scoperta delle misure previste dal bando, illustrando nel dettaglio le diverse opportunità offerte. “Gli incontri di animazione territoriale rappresentano un momento fondamentale di confronto e di dialogo con il territorio”, ha affermato. “Questo primo bando della programmazione 2023-2027 rappresenta una concreta opportunità per chi desidera investire e avviare una nuova attività sul Gargano. Le domande potranno essere presentate dal 1° ottobre al 10 novembre e gli aiuti sono rivolti a persone fisiche e micro e piccole imprese che intendono avviare nuove attività nei settori chiave dell’economia garganica, come commercio, artigianato e servizi alla persona. È una grande occasione, in particolare, per giovani e donne, ma anche per chiunque abbia un’idea imprenditoriale e voglia mettersi in gioco, costruendo sul territorio il proprio futuro”. Dopo l’appuntamento del 7 settembre a San Marco in Lamis, ieri l’incontro si è svolto a Peschici, mentre giovedì scorso la tappa era stata a Lesina. Il calendario proseguirà con altri appuntamenti: il 15 settembre a San Giovanni Rotondo, il 18 settembre a Mattinata, il 21 settembre a Rodi Garganico e il 24 settembre a Vieste. All’incontro ospitato presso la Sala Auditorium del Centro Polifunzionale di Lesina hanno partecipato circa 20 persone, tra professionisti e imprenditori del settore turistico.
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Dal 7 settembre è iniziata la seconda fase degli incontri di animazione territoriale promossi dal GAL Gargano Agenzia di Sviluppo per presentare la Strategia di Sviluppo Locale e il nuovo bando dedicato alle start-up extra-agricole. I nuovi appuntamenti stanno facendo tappa nei comuni del territorio per illustrare le opportunità offerte dal primo bando della nuova programmazione 2023-2027 e fornire ai potenziali beneficiari tutte le informazioni utili sugli interventi finanziabili e sulle modalità di partecipazione.
Cinghiali che devastano i campi, provocano incidenti stradali e costano alla Regione 2,4 milioni di euro di risarcimenti in un solo anno, mentre i Piani di contenimento nei Parchi nazionali del Gargano e dell’Alta Murgia restano al palo. È la denuncia di Coldiretti Puglia, dopo quanto emerso nella IV Commissione regionale, dove è stato fatto il punto sulla sovrappopolazione dei cinghiali e sull’attuazione dei Piani di gestione e contenimento nei Parchi nazionali del Gargano e dell’Alta Murgia.
Il messaggio dalla Regione è arrivato forte e chiaro martedì pomeriggio da Castelluccio Valmaggiore: nella nuova Strategia per le Aree interne, la… strategia è che non ci saranno praticamente più erogazioni di fondi a beneficio di un singolo borgo, ma solo per progetti per comprensori molto più ampi, possibilmente per tutti insieme. Cosa piuttosto difficile da attuare per quella dei Monti dauni che comprende ben 29 comunità, e alcune di queste lontane diverse decine di chilometri, senza contare che ci sono esigenze condivise, ma anche peculiarità che è complicato da contemplare in pochi elaborati su temi come trasporti, ambiente, turismo prima di tutto.
E infatti, nella prima tappa del tour regionale che l’Amministrazione Decaro ha avviato per andare sui singoli territori a spiegare quali sono le intenzioni, ma anche ad ascoltare sul posto di cosa ci sia bisogno, la quasi totalità dei Sindaci è rimasta silente o comunque prudente, ben sapendo che gli incontri preliminari tenuti in precedenza non hanno mostrato grande concordia. Non è una buona notizia, ma è pure comprensibile, perché non è mica facile indurre una modalità completamente diversa di ragionare per area e non più guardando solo ai propri cittadini. Tanto per dire: c’è quello che pretende quote maggiori di fondi perché la sua popolazione è numericamente superiore, e c’è quella che invece ritiene debba essere esattamente il contrario, perché penalizzata dalla sua “piccolezza” che si traduce in ancora meno servizi per i cittadini. La Regione ha allestito cinque appuntamenti, una per ogni Area interna, dal Gargano al Salento, passando anche per l’Alta Murgia, dopo aver messo sul tavolo oltre 75 milioni di euro. Sono stati pensati come momenti di ascolto, confronto e partecipazione, aperti ad amministratori, imprenditori, operatori locali, in modo da poter definire gli interventi che saranno attuati nei territori.
“L’obiettivo è fare delle risorse disponibili uno strumento di sviluppo costruito a partire dalle specificità dei territori - hanno fatto sapere da Bari - rafforzando i servizi, l’attrattività, la qualità della vita e le opportunità economiche e sociali delle aree più fragili della Puglia. La strategia regionale intende così accompagnare i territori nella costruzione di un nuovo modello di sviluppo capace di valorizzare le risorse locali e contrastare i fenomeni di marginalizzazione, sostenendo la capacità dei Comuni e delle comunità di progettare il proprio futuro.
Ieri il tour ha fatto tappa a Manduria per l’Alto Salento (con dentro pure Avetrana, Maruggio, Sava e Torricella) che gestirà 13 milioni. La settimana prossima toccherà a Cagnano Varano per il Gargano (ci sono anche Carpino, Ischitella, Monte Sant'Angelo e Vico) per un’assegnazione di 11,5 milioni, poi a Spinazzola per l’Alta Murgia con anche Minervino e Poggiorsini con 7,7 milioni, e infine a Tiggiano per il Sud Salento (Alessano, Castrignano del Capo, Corsano, Gagliano del Capo, Miggiano, Montesano Salentino, Morciano di Leuca, Patù, Presicce-Acquarica, Salve, Specchia e Taurisano) con altri 13 milioni. La distribuzione è stata definita sulla base di indicatori demografici ed economici, considerando in tutto circa 230.000 abitanti.
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“L’Europa dei tecnocrati non vieta il cibo ultraformulato nelle gare delle mense pubbliche, mettendo sotto attacco la salute delle persone, a partire dai bambini. Siamo pronti a scendere in piazza per denunciare scelte folli, in palese contrasto con sempre più numerose evidenze scientifiche e mediche che hanno messo in luce tutti i terribili rischi, soprattutto per i più piccoli”.
Un numero del report di Assoturismo Capitanata sui primi sette mesi del 2026, stacca nettamente Mattinata dal resto del Gargano: -36,38% di presenze. Un crollo dei pernottamenti che stride ancora di più con quello degli arrivi, diminuiti appena dell’1,72%, e che consegna al centro garganico uno dei dati più difficili da spiegare dell’intera panoramica sul turismo. Provando ad ascoltare chi quella stagione l’ha vissuta dietro il bancone di un albergo, tra i tavoli di un ristorante o sulla spiaggia, lo scenario diventa molto difforme. All’Hotel Il Porto, 65 camere e una stagione che va dalla fine di marzo al ponte di Ognissanti, il segno è addirittura opposto: “Per quanto riguarda la nostra struttura siamo in controtendenza: ad oggi abbiamo registrato un 15% in più di soggiorni e presenze”, spiegano a l’Attacco. La differenza la fa soprattutto il mercato internazionale: “Circa il 65% della clientela è straniera, con Germania in testa, seguita da Francia, Stati Uniti e Regno Unito”. Un pubblico diverso da quello della tradizionale vacanza balneare di due settimane, che si ferma meno ma si muove di più: “Negli altri mesi possiamo parlare di una permanenza media di cinque giorni. Lo straniero spesso fa una vacanza a tappe: Campania, Gargano, Bari, Matera e poi magari torna in Campania. Vuole spendere in esperienze, non soltanto in bar e ristorazione: wine tasting, escursioni. L’offerta alberghiera deve completarsi con altro”. Gli eventi servono, ma da soli non bastano. “Un cliente che prenota a marzo non ha davanti il calendario estivo. È giusto che ci siano manifestazioni perché animano il territorio e aiutano le attività commerciali, ma un turista non sceglie una destinazione perché c’è un evento, a meno che non sia di portata realmente importante”. Prima vengono i servizi e sul Gargano, osservano dall’hotel, il conto è ancora aperto: “Spostarsi con un mezzo pubblico è quasi impossibile. C’è ancora un percorso da fare tra pubblico e privato, perché il turismo va avanti se si dialoga e, soprattutto, se poi si concretizza”. A non molta distanza, dal lido Cala Rosa la stagione si dice positiva, pur riconoscendo che il clima generale è diverso: “Per quanto ci riguarda abbiamo avuto molti più clienti. Giugno è andato molto meglio, luglio più o meno come lo scorso anno e agosto è stato imparagonabile: abbiamo lavorato molto di più. Anche aprile e maggio hanno dato buoni risultati e settembre continua a muoversi”. Qui, però, il motore è differente: una clientela fidelizzata e in larga parte di prossimità, proveniente da Mattinata, Manfredonia, Foggia e da altri centri pugliesi. Proprio questa caratteristica potrebbe aver protetto l’attività da una flessione che, secondo il titolare, chi vive maggiormente di turismo ha avvertito: “Noi fortunatamente non abbiamo patito questo calo. Ma sentendo gli altri operatori, il calo c’è stato. Chi si rivolge direttamente ai turisti probabilmente lo ha percepito di più”.
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I cambiamenti climatici non si fanno sentire solo nelle campagne. Le eccezionali ondate di calore estive registrate ultimamente comportano grandi problemi anche alla maricoltura del territorio. Le temperature eccezionalmente elevate del Mediterraneo stanno rendendo più complessa la gestione degli allevamenti a mare, in particolare di spigole e orate, le principali specie dell’acquacoltura marina nazionale.
La Regione Puglia vuole cambiare approccio nella Strategia per le Aree interne. Lo ha spiegato chiaramente martedì pomeriggio nella prima tappa del tour pugliese allestito proprio nei cinque territori di riferimento, dal Gargano al Salento, passando per Monti dauni e Murgia: non ci saranno praticamente più erogazioni di fondi a beneficio di un singolo borgo, ma solo per progetti per comprensori molto più ampi, possibilmente per tutti insieme.
Sabato 12 settembre sarà per le Tenute Donna Vittoria l’occasione per presentare una novità assoluta nel panorama dei frantoi industriali. Al Vinòforum di Roma, presso lo stand di EvooSchool, l’imprenditore Maurizio Palladino presenterà in degustazione i suoi cinque oli extravergine di oliva biologici monovarietali, ma il momento clou sarà la presentazione del nuovo frantoio. A l’Attacco, il founder dell’azienda situata in agro di San Giovanni Rotondo ne ha illustrato le peculiarità: “È un frantoio in cui il controllo delle temperature avviene già a partire dal lavaggio delle olive. La particolarità della lavatrice è che utilizza acqua già refrigerata. Per ottenere un prodotto di qualità, soprattutto dalle nostre parti, è necessario raccogliere le olive in anticipo, quando le temperature sono ancora molto elevate. Per questo abbiamo bisogno di abbattere la temperatura, poiché mediamente le olive arrivano a 30-35 gradi. Una volta lavate, vengono anche asciugate, preservandole così dal rischio legato alle attività microbiotiche presenti nelle acque di lavaggio. La seconda particolarità riguarda il frangitore, dove arrivano le olive dopo il lavaggio e che svolge, in qualche modo, il lavoro che un tempo facevano le macine. Anche il frangitore è refrigerato, perché durante questa fase si può verificare un riscaldamento della pasta. Inoltre, rispetto a molti altri frangitori, questo modello ha un numero di giri variabile e consente di modificare le griglie. È proprio all’interno del frangitore che si definisce il gusto dell’olio: qui si sviluppano i profumi e si preservano le componenti fenoliche, perché avviene una parte fondamentale del processo enzimatico della produzione dell’olio. In questo tipo di frantoio c’è una cura quasi maniacale di ogni dettaglio”. All’EvooSchool, Palladino è ormai di casa. Qui si è formato e professionalizzato, iscrivendosi come associato professionista e partecipando costantemente alle attività della scuola, dove presenta i suoi oli e interviene, in qualità di produttore, anche durante le sessioni formative e d’esame. “Questa volta andiamo a presentare il nostro frantoio, che rappresenta una particolarità non solo per il nostro territorio, ma anche a livello italiano”. Come anticipato, non mancherà anche l’occasione per degustare i suoi oli: “Produciamo cinque monocultivar: Leccino, Bella di Cerignola e Peranzana, che hanno una duplice attitudine, da tavola e da olio, e presentano sentori di pomodoro. Poi produciamo l’Ogliarola garganica, tipica del nostro territorio, e la Coratina”.
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Il numero che apre il report è negativo e può generare inquietudine: -8,34%. Ciò nonostante è bene non fermarsi lì, pena il rappresentare la storia a metà. Esaminando l’elaborazione territoriale di Assoturismo Capitanata, realizzata sui dati del DMS Regione Puglia, si può constatare che il turismo sul Gargano, nei primi sette mesi del 2026, arretra nel suo complesso ma lo fa in maniera tutt’altro che uniforme. Perde terreno nelle località che tradizionalmente muovono i flussi maggiori, soffre pesantemente in una parte del turismo religioso e, quasi contemporaneamente, manda segnali di segno opposto dai laghi e da alcuni centri meno grandi. Più che una sola crisi, insomma, i numeri raccontano diversi Gargani che viaggiano a velocità differenti. Da gennaio a luglio sono stati registrati 474.577 arrivi, contro i 517.746 dello stesso periodo del 2025. In sette mesi ne mancano dunque oltre 43mila. Le presenze scendono invece da 2.268.188 a 2.082.014, con una flessione dell’8,21%. Il cambiamento appare perciò evidente in particolar modo guardando indietro di un anno. Il 2025 aveva chiuso i primi sette mesi con arrivi in crescita dell’8,61% sul 2024 e presenze aumentate del 6,77%. Il 2026, almeno fino a luglio, interrompe quella corsa.
Chi ne risente è innanzitutto il Gargano balneare, che rimane di gran lunga il cuore quantitativo del turismo locale, per il quale gli arrivi scendono del 4,13%, attestandosi a 343.048, ma sono soprattutto le presenze a perdere terreno: 1.777.093, il 7,89% in meno rispetto allo scorso anno. Questo significa che oltre ad arrivare meno persone, queste mediamente si fermano anche meno. Il soggiorno passa da circa 5,39 a 5,18 notti. Particolareggiando questo arretramento generale, però, ogni località fa storia a sé.
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Sono circa 4,6 milioni gli storni che svernano in Puglia, con un forte impatto sulle produzioni olivicole, considerato che nelle aziende monitorate è stata rilevata una perdita media di olive del 12,6%, un dato che conferma la necessità di intervenire per contenere i danni alle imprese agricole. Per questo Coldiretti Puglia valuta positivamente il provvedimento della Regione Puglia che autorizza, per la stagione 2026/2027, il prelievo in deroga dello storno (Sturnus vulgaris) sull’intero territorio regionale, con il prelievo che potrà essere effettuato dai cacciatori autorizzati dal 1° novembre 2026 al 31 gennaio 2027, in tutti gli Ambiti territoriali di caccia pugliesi e per un massimo di tre giornate di caccia alla settimana.
“L’acqua ad uso irriguo va garantita in tutto il territorio pugliese, con tariffe eque, sostenibili, che siano sostanzialmente le stesse per gli agricoltori di tutti i territori. Questo, al momento, non avviene, perché le tariffe praticate dall’ARIF risultano essere molto più elevate di quelle del Consorzio di Bonifica Centro Sud Puglia. Chiediamo alle istituzioni competenti di fare le opportune valutazioni e di intervenire, affinché si risolva una questione che va avanti ormai da tempo”. È Gennaro Sicolo, vicepresidente nazionale e presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani, a intervenire su una questione che, carte alla mano, continua a creare sperequazioni,
A Foggia l’impresa invecchia e il ricambio generazionale diventa una delle principali sfide per la tenuta del sistema produttivo. Il nuovo dossier della CNA nazionale “Imprese senza ricambio” fotografa una situazione che, nella provincia di Foggia, assume dimensioni particolarmente significative: sono 7.578 i titolari di imprese individuali con almeno 70 anni, pari al 16,9% del totale dei titolari. Un dato che colloca Foggia ai vertici della graduatoria nazionale per incidenza degli imprenditori più anziani.
È una campagna delle mandorle a velocità diverse quella che si sta registrando in Puglia, con la raccolta già terminata in alcuni areali e ancora da avviare in altri, ma con una stima di produzione in aumento del 30% rispetto allo scorso anno, generosa, di ottima qualità, e prezzi in salita. A tracciare il bilancio è Coldiretti Puglia, che evidenzia come le temperature elevate abbiano anticipato la maturazione delle mandorle, portando avanti la raccolta rispetto alla consueta tempistica, quando le operazioni prendevano avvio tra la fine di agosto e la prima settimana di settembre e si protraevano più a lungo.
I dati relativi ai primi sette mesi del 2026 restituiscono per il turismo del Gargano un quadro che merita un’analisi approfondita e non semplicemente una lettura basata sulla variazione percentuale degli arrivi. Secondo i dati contenuti nell’elaborazione territoriale di Assoturismo Capitanata, desunti dal DMS Regione Puglia, nel periodo gennaio-luglio 2026 il Gargano ha registrato complessivamente 474.577 arrivi, rispetto ai 517.746 dello stesso periodo del 2025, con una diminuzione dell’8,34%. Le presenze sono state invece 2.082.014, contro le 2.268.188 del 2025, con una flessione dell’8,21%.
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La Soprintendenza ha posto ben dodici prescrizioni nel parere, comunque favorevole, sul progetto di adeguamento degli ultimi cinque chilometri della SP.109 tra Lucera e San Severo. La presa di posizione, illustrata nell’ambito della Conferenza di servizi, rischia quindi di complicare parecchio il percorso di completamento di una strada che viene considerata sempre più strategica nel sistema viario di Capitanata, anche perché inserita nella connessione tra i caselli autostradali di Poggio Imperiale e Candela, come segmento della tanto agognata Strada Regionale 1. Le problematiche sono emerse ufficialmente giovedì a Bari, durante l’audizione in Commissione regionale del dirigente della Provincia di Foggia, Luciano Follieri, del progettista Nicola Arcelli e dei rappresentanti dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appenino Meridionale e del Consorzio di Bonifica della Capitanata. Assente invece la soprintendente Anita Guarnieri che rappresenta l’ufficio da cui sono arrivate indicazioni che nello specifico riguardano azioni di tutela della vegetazione presente nei pressi del tracciato su cui ci sarebbero rilevanze anche paesaggistiche e archeologiche (tali da richiedere una “sorveglianza” per tutta la durata degli scavi), di questioni relative al corretto scorrimento e smaltimento delle acque meteoriche superficiali per non compromettere la consistenza del suolo, e soprattutto alla salvaguardia di due ponticelli in muratura sui canali Ferrante e Santa Maria che hanno alcune decine di anni di vita e per i quali è stata invocata una sostanziale intoccabilità. Quest’ultimo sembra essere l’ostacolo più evidente, perché la previsione è quella del loro totale rifacimento, oggi previsti in cemento armato e travi prefabbricate: “Non dovrà essere eseguito alcun intervento di demolizione e ricostruzione – si legge invece nel parere - poiché vietato dalle norme di tutela vigenti, ma sarà valutato un progetto di consolidamento e restauro, a firma di architetto abilitato, per il rilascio dell’autorizzazione di competenza”. I tecnici hanno ribadito la necessità di procedere rapidamente con l'intervento, evidenziando come l'attuale configurazione rappresenti una criticità sotto il profilo della sicurezza e della funzionalità dell'opera. È stato inoltre illustrato come i ponticelli costituiscano uno degli aspetti da risolvere per consentire la corretta realizzazione del progetto.
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Dal 7 settembre è iniziata la seconda fase degli incontri di animazione territoriale promossi dal GAL Gargano Agenzia di Sviluppo per presentare la Strategia di Sviluppo Locale e il nuovo bando dedicato alle start-up extra-agricole. I nuovi appuntamenti stanno facendo tappa nei comuni del territorio per illustrare le opportunità offerte dal primo bando della nuova programmazione 2023-2027 e fornire ai potenziali beneficiari tutte le informazioni utili sugli interventi finanziabili e sulle modalità di partecipazione. Il bando sostiene l’avvio di nuove attività in diversi ambiti dell’economia locale: dalle attività ricettive all’agroalimentare, dall’artigianato ai servizi rivolti alla popolazione e ai target con esigenze specifiche, fino alle numerose altre attività individuate attraverso i codici ATECO previsti dalla scheda del bando. La direttrice del GAL Gargano, Annarosa Notarangelo, ha accompagnato i partecipanti alla scoperta delle misure previste dal bando, illustrando nel dettaglio le diverse opportunità offerte. “Gli incontri di animazione territoriale rappresentano un momento fondamentale di confronto e di dialogo con il territorio”, ha affermato. “Questo primo bando della programmazione 2023-2027 rappresenta una concreta opportunità per chi desidera investire e avviare una nuova attività sul Gargano. Le domande potranno essere presentate dal 1° ottobre al 10 novembre e gli aiuti sono rivolti a persone fisiche e micro e piccole imprese che intendono avviare nuove attività nei settori chiave dell’economia garganica, come commercio, artigianato e servizi alla persona. È una grande occasione, in particolare, per giovani e donne, ma anche per chiunque abbia un’idea imprenditoriale e voglia mettersi in gioco, costruendo sul territorio il proprio futuro”. Dopo l’appuntamento del 7 settembre a San Marco in Lamis, ieri l’incontro si è svolto a Peschici, mentre giovedì scorso la tappa era stata a Lesina. Il calendario proseguirà con altri appuntamenti: il 15 settembre a San Giovanni Rotondo, il 18 settembre a Mattinata, il 21 settembre a Rodi Garganico e il 24 settembre a Vieste. All’incontro ospitato presso la Sala Auditorium del Centro Polifunzionale di Lesina hanno partecipato circa 20 persone, tra professionisti e imprenditori del settore turistico.
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Il messaggio dalla Regione è arrivato forte e chiaro martedì pomeriggio da Castelluccio Valmaggiore: nella nuova Strategia per le Aree interne, la… strategia è che non ci saranno praticamente più erogazioni di fondi a beneficio di un singolo borgo, ma solo per progetti per comprensori molto più ampi, possibilmente per tutti insieme. Cosa piuttosto difficile da attuare per quella dei Monti dauni che comprende ben 29 comunità, e alcune di queste lontane diverse decine di chilometri, senza contare che ci sono esigenze condivise, ma anche peculiarità che è complicato da contemplare in pochi elaborati su temi come trasporti, ambiente, turismo prima di tutto.
E infatti, nella prima tappa del tour regionale che l’Amministrazione Decaro ha avviato per andare sui singoli territori a spiegare quali sono le intenzioni, ma anche ad ascoltare sul posto di cosa ci sia bisogno, la quasi totalità dei Sindaci è rimasta silente o comunque prudente, ben sapendo che gli incontri preliminari tenuti in precedenza non hanno mostrato grande concordia. Non è una buona notizia, ma è pure comprensibile, perché non è mica facile indurre una modalità completamente diversa di ragionare per area e non più guardando solo ai propri cittadini. Tanto per dire: c’è quello che pretende quote maggiori di fondi perché la sua popolazione è numericamente superiore, e c’è quella che invece ritiene debba essere esattamente il contrario, perché penalizzata dalla sua “piccolezza” che si traduce in ancora meno servizi per i cittadini. La Regione ha allestito cinque appuntamenti, una per ogni Area interna, dal Gargano al Salento, passando anche per l’Alta Murgia, dopo aver messo sul tavolo oltre 75 milioni di euro. Sono stati pensati come momenti di ascolto, confronto e partecipazione, aperti ad amministratori, imprenditori, operatori locali, in modo da poter definire gli interventi che saranno attuati nei territori.
“L’obiettivo è fare delle risorse disponibili uno strumento di sviluppo costruito a partire dalle specificità dei territori - hanno fatto sapere da Bari - rafforzando i servizi, l’attrattività, la qualità della vita e le opportunità economiche e sociali delle aree più fragili della Puglia. La strategia regionale intende così accompagnare i territori nella costruzione di un nuovo modello di sviluppo capace di valorizzare le risorse locali e contrastare i fenomeni di marginalizzazione, sostenendo la capacità dei Comuni e delle comunità di progettare il proprio futuro.
Ieri il tour ha fatto tappa a Manduria per l’Alto Salento (con dentro pure Avetrana, Maruggio, Sava e Torricella) che gestirà 13 milioni. La settimana prossima toccherà a Cagnano Varano per il Gargano (ci sono anche Carpino, Ischitella, Monte Sant'Angelo e Vico) per un’assegnazione di 11,5 milioni, poi a Spinazzola per l’Alta Murgia con anche Minervino e Poggiorsini con 7,7 milioni, e infine a Tiggiano per il Sud Salento (Alessano, Castrignano del Capo, Corsano, Gagliano del Capo, Miggiano, Montesano Salentino, Morciano di Leuca, Patù, Presicce-Acquarica, Salve, Specchia e Taurisano) con altri 13 milioni. La distribuzione è stata definita sulla base di indicatori demografici ed economici, considerando in tutto circa 230.000 abitanti.
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Dal 7 settembre è iniziata la seconda fase degli incontri di animazione territoriale promossi dal GAL Gargano Agenzia di Sviluppo per presentare la Strategia di Sviluppo Locale e il nuovo bando dedicato alle start-up extra-agricole. I nuovi appuntamenti stanno facendo tappa nei comuni del territorio per illustrare le opportunità offerte dal primo bando della nuova programmazione 2023-2027 e fornire ai potenziali beneficiari tutte le informazioni utili sugli interventi finanziabili e sulle modalità di partecipazione.
Cinghiali che devastano i campi, provocano incidenti stradali e costano alla Regione 2,4 milioni di euro di risarcimenti in un solo anno, mentre i Piani di contenimento nei Parchi nazionali del Gargano e dell’Alta Murgia restano al palo. È la denuncia di Coldiretti Puglia, dopo quanto emerso nella IV Commissione regionale, dove è stato fatto il punto sulla sovrappopolazione dei cinghiali e sull’attuazione dei Piani di gestione e contenimento nei Parchi nazionali del Gargano e dell’Alta Murgia.
“L’Europa dei tecnocrati non vieta il cibo ultraformulato nelle gare delle mense pubbliche, mettendo sotto attacco la salute delle persone, a partire dai bambini. Siamo pronti a scendere in piazza per denunciare scelte folli, in palese contrasto con sempre più numerose evidenze scientifiche e mediche che hanno messo in luce tutti i terribili rischi, soprattutto per i più piccoli”.
Il Consiglio di Amministrazione della BCC San Giovanni Rotondo ha esaminato i risultati del primo semestre 2026: i migliori dalla costituzione dell’Istituto. La raccolta complessiva supera per la prima volta il miliardo di euro, un traguardo storico che certifica la fiducia crescente di soci, clienti, famiglie e imprese nel modello di credito cooperativo. L’utile in formazione arriva invece a oltre 6 milioni di euro, il dato semestrale più alto mai registrato in ventotto anni di attività della Banca. “Sicuramente i cittadini della nostra provincia hanno fiducia nella nostra banca” spiega all’Attacco il Presidente della BCC, Giuseppe Palladino. “Lo dimostrano i numeri di questo semestre, che certificano la solidità della banca. I risparmi che raccogliamo sul territorio li reinvestiamo sul territorio: una parte del miliardo serve a dare fiducia ai giovani che vogliono comprare casa e restare qui, e alle imprese che vogliono ampliare o rinnovare la propria attività.”
La stagione regge. Non esplode, non crolla... regge. E già questo, in un’estate segnata da incendi, dall’incertezza economica e da un turismo sempre più imprevedibile, è una notizia.
Tuttavia, sarebbe un errore fermarsi ai numeri.
Girovagando tra gli alberghi, i lidi e i ristoranti di Peschici, gli operatori parlano di prenotazioni in linea con il 2025, di agosto praticamente pieno, di un incendio che ha provocato soprattutto un danno mediatico (telefonate timorose e qualche disdetta evitata). C’è però un altro aspetto, molto più interessante, che esula dalla stagione corrente in senso stretto, ma sempre il turismo riguarda: Peschici ha davvero deciso quale turismo vuole costruire? Se la risposta è no, si finisce per rincorrere tutto senza scegliere niente. Turismo familiare, giovani, weekend, turismo di qualità, campeggiatori, stranieri, eventi, movida: tutto insieme. Ma un’identità turistica non nasce per somma di offerte, bensì da una visione. Sul Gargano - non solo a Peschici - i problemi sono sempre gli stessi: collegamenti difficili, parcheggi insufficienti, trasporti pubblici poco competitivi, una destagionalizzazione evocata ogni anno ma ancora lontana dal diventare realtà. Ciò nonostante il Promontorio continua ad avere numeri importanti, grazie a un patrimonio naturale straordinario, con una costa che non ha bisogno di slogan per essere raccontata e centri storici tra i più suggestivi della Puglia. Quello che manca, forse, è il coraggio di ragionare come un sistema. “Fare rete” non si esplica nell’organizzare qualche evento insieme, ma lavorando a un’idea condivisa di territorio, capendo quale mercato si vuole intercettare e in cui si vuole investire, tutti nella stessa direzione.
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La Vieste del turismo: quest'anno un inizio stagione un po' lento, ma agosto resta la grande partita
Un inizio d’estate caratterizzato da qualche incertezza, a dispetto di un agosto che anche quest’anno si preannuncia essere il mese decisivo della stagione turistica viestana. Se giugno e buona parte di luglio hanno fatto registrare un andamento un tantino meno brillante delle aspettative, soprattutto in alcune settimane, le prenotazioni per il mese più atteso dell’anno lasciano intravedere uno scenario sostanzialmente in linea con quello del 2025. Tra le voci più autorevoli collezionate da l’Attacco c’è quella di Nicola Abatantuono, titolare del Lido Delfino, secondo cui il bilancio della prima parte della stagione va letto senza allarmismi: “Abbiamo avuto a giugno un piccolo calo e anche a luglio un leggero decremento”, spiega, attribuendo parte della flessione al meteo instabile che ha caratterizzato le settimane successive al ponte del 2 giugno. “Il turismo di prossimità, se non fa caldo, non si muove”. Ma è soprattutto sul mese di agosto che concentra l’attenzione: “Io credo che la tendenza sarà quella di sempre, non mi aspetto niente di diverso dagli anni precedenti. Stiamo in un andamento buono, non negativo, ma neanche positivo”. Una valutazione condivisa da Pasquale Bua, responsabile del Pirola Beach, che commenta: “Le aspettative erano alte, ma la stagione è partita abbastanza a rilento. C’è stato un piccolo calo rispetto all’anno scorso, niente di drastico”. Guardando invece alle prenotazioni, il prospetto per l’immediato futuro cambia sensibilmente: “Per agosto siamo più o meno in linea con gli altri anni. Nelle due settimane centrali siamo praticamente al completo e rispecchiano quello che accade normalmente”. Anche a detta di Bua il mese di agosto costituisce quindi il vero spartiacque della stagione. E sulla medesima lunghezza d’onda si colloca pure Antonio Cocomazzi, proprietario dell’Hotel Lido, che asseriesce: “Penso che nessuno avrà grossi problemi ad agosto. Le difficoltà ci sono state a giugno e nei primi due terzi di luglio, ma ad agosto tutte le aziende chiudono e la gente, gioco forza, va in vacanza”. Per l’albergatore la differenza rispetto al passato non riguarda tanto il numero dei turisti quanto la durata del soggiorno: “Prima si fermavano una settimana o dieci giorni. Oggi si concentrano sull’infrasettimanale o sul weekend e le permanenze lunghe si vedono soprattutto ad agosto”. E aggiunge una frase che sintetizza lo stato d’animo di molti operatori: “Agosto è sempre stato il mese che mette la pace a tutti”. Un giudizio leggermente più ottimistico arriva invece da Annalisa Mazzone, titolare del Lido Helios, che racconta di aver registrato risultati persino superiori alle attese: “Francamente noto un leggero aumento rispetto agli altri anni. Anch’io temevo un calo per il costo del carburante e per il contesto internazionale, invece ho lavorato bene sia a giugno che a luglio”. Anche lei, perciò, prevede un agosto senza particolari sorprese: “Le tre settimane centrali prospettano il pieno. Sarà un agosto normale, come gli altri anni”.
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La salute comincia dalla tavola e passa dal gesto semplice di consumare ogni giorno almeno 5 porzioni tra frutta e verdura, pari a circa 400 grammi complessivi, come raccomandato dall'Organizzazione mondiale della sanità, un obiettivo che, però, resta ancora lontano per molti pugliesi, mentre negli ultimi anni le famiglie hanno ridotto sensibilmente gli acquisti di ortofrutta, con effetti che riguardano non solo il comparto agricolo ma anche il benessere delle persone.
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