Fare dell’ostricoltura una possibile leva di sviluppo per il Gargano è stato focus che ha guidato “Adria Oyster - La moderna sostenibilità di una coltura antica”, l’incontro tenutosi giovedì 3 settembre a Baia Calenella, nel comune di Vico del Gargano, e moderato dal direttore del Quotidiano l’Attacco Piero Paciello. In questo contesto, la biologa marina e ricercatrice Cnr Lucrezia Cilenti, assessora di Ischitella, ha ricordato l’esperienza dell’Ostrica San Michele, allevata nella laguna di Varano dal Consorzio dei pescatori di Ischitella attraverso una produzione nata dalla valorizzazione dei risultati della ricerca scientifica.
Un prodotto che trova nelle acque lagunari un punto di forza, ma che richiede ecosistemi tutelati e manutenzione costante. Da qui la richiesta alla Regione di prevedere risorse specifiche per la gestione delle lagune di Lesina e Varano, a cominciare dai canali di marea.
Un altro contributo rilevante si è avuto persino dall’Emilia-Romagna. Piergiorgio Vasi, dirigente regionale, ha raccontato di come lì l’emergenza del granchio blu abbia spinto parte del comparto a diversificare e investire nell’ostricoltura. Un limite trasformato, dunque, in occasione economica. In questo senso, sul Gargano potrebbe partire una prospettiva ancora più larga: costruire un’identità dell’ostricoltura adriatica, che raccolga territori diversi attorno a un mare che, secondo Vasi, conferisce caratteristiche organolettiche peculiari ai propri prodotti.
Sulle possibilità di mercato si è soffermato Daniele Pasqualini, esperto di commercializzazione: gli ambienti lagunari sono particolarmente adatti alla produzione e lo sviluppo del settore potrebbe generare ricadute non soltanto per le singole aziende, ma per l’intera comunità, dal commercio all’occupazione. Restano però nodi concreti: disponibilità degli spazi, investimenti e sostegno delle istituzioni.
Da remoto è intervenuto anche Vadis Paesanti, responsabile Agri-Pesca Federcoop, che ha lanciato un messaggio con forza: i pescatori non sono soggetti a cui guardare con diffidenza, ma sentinelle dell’ecosistema, che dialogano con ricerca e istituzioni, mentre la vicesindaca di Vico Porzia Pinto ha legato lo sviluppo di queste economie alla necessità di creare lavoro e contrastare lo spopolamento.
E sostenibilità significa anche recupero. Cilenti ha ricordato, a margine dell’incontro, le LuliArt realizzate dall’associazione Serendipità3L: gusci d’ostrica trasformati dall’artista Libera Falco, mediante la tecnica del puntinismo, in piccole opere dedicate agli organismi delle lagune e dell’Adriatico. Anche uno scarto, in questo modo, torna ad essere risorsa.
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