Da anni il luogo scelto per la Festa de l’Unità a San Severo è quello della Villa comunale, il parco nel centro della città, che fa memoria delle folle che animavano questa festa. Oggi, invece, così come visto nelle altre città della provincia, la Festa si presenta più ridotta – magari riprendersi nel fine settimana - lontana da quelle passate. Un segno dei tempi, in cui le persone sono meno interessate alla politica, pochi giovani e tante persone mature, anche di una certa età, che danno l’idea di chi e cosa possa avere interesse a partecipare al dialogo, allo scambio d’idee, ed avere il coraggio civico di entrare nell’arena politica e assumersi l’onere, l’onore e la responsabilità di amministrare. Compito difficile, oggi, quello della politica con la “P” maiuscola. Se per un’antica definizione cinese la politica è “l'arte di governare”, in Grecia tra le varie definizioni spicca quella di Pericle per cui la politica è “l'arte di vivere insieme”, o quella di Aristotele “governare la polis per il bene di tutti”. Retorica o così come dovrebbe essere? Nel recente passato, spiccò chiaro il pensiero di papa Paolo Sesto, che parlò della politica come la forma più alta di carità - dopo la preghiera -. Ma oggi, anche per volontà popolare e dei social, conta il nome del candidato e mai nessuno è tornato a parlare di fatti concreti. Perché, poi, alla fine, aveva ragione il grande Alcide De Gasperi - protagonista della ricostruzione politica ed economica dell'Italia dopo la seconda guerra mondiale e leader dei governi di centro nati dal 1947 – quando diceva che “il politico pensa alle prossime elezioni, lo statista alle future generazioni”. Ergo: un politico pensa al successo personale e del partito; lo statista a quello della sua città, del suo Paese. Ma senza la politica, quella della rappresentanza popolare, non si può guardare al presente e ai bisogni della città, della comunità, altrimenti per amministrare ci sarebbero solo commissari. La Costituzione della Repubblica italiana dice, all’articolo 48 che: “Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico”. Se tutti avessero contezza di che valore abbia il segno tracciato sulla scheda elettorale, forse, ci sarebbe più attenzione a chi dare il voto, alle persone che possano assumersi la responsabilità e l’onestà di amministrare, in modo partecipato e trasparente, una comunità, tra presente e futuro.
Già, perché il segretario del circolo PD sanseverese, Antonio Bubba, nel dibattito che ha aperto la Festa de l’Unità, ieri sera, con le forze del centrosinistra – PSI, Tempi Nuovi, SI, Con, Movimento Uniti per San Severo, San Severo Democratica – riferendosi a quanto detto, ha evidenziato che: “Bisogna ripotare la politica tra le persone e nei luoghi della città, creando uno spazio aperto nel quale incontrarsi, ascoltarsi e confrontarsi sul futuro di San Severo. In un momento in cui la distanza tra cittadini e politica è sempre più evidente, abbiamo scelto di ripartire proprio dall’ascolto, dalla partecipazione e dalla presenza nella comunità. Perché la fiducia non si può semplicemente chiedere: va riconquistata ogni giorno con credibilità, serietà e capacità di dare risposte concrete ai problemi delle persone”.
I giovani sanseveresi che mancano all’appello. I dati Istat evidenziano l’andamento demografico in calo, con la fuga dei cervelli, che avrebbe consentito anche un necessario ricambio della classe dirigente: dai 56.000 abitanti del 2001, ai 49.000 del 2024. Emorragia messa in evidenza da l’Attacco, come lo spopolamento delle aree interne e la mancanza di lavoro, già da oltre quindici anni. Un cavallo di battaglia del giornale che tiene i riflettori accesi su una questione che è stata sottovalutata a livello istituzionale, oggi ripresa - con enfasi ed eventi, che hanno creato l’incontro tra studenti e il mondo del lavoro – anche dal Movimento Uniti per San Severo, Gentilezza è Cultura e ciò che il PD, con ritardo, ha destinato ad un evento di domenica. Restanza e tornanza, due facce della stessa medaglia, con il coraggio (e le prospettive, però, hanno detto i rappresentati delle forze del centrosinistra) di chi decide di restare nella propria città, nella propria terra, non per rassegnazione, ma con un atteggiamento propositivo.
Un fenomeno che, come detto da Matteo Iantoschi, la Città dei campanili ha già vissuto negli anni Cinquanta, ma grazie al vento del “boom economico” italiano e ad una classe lungimirante che ha amministrato la città in quel periodo storico, ha reso attrattiva San Severo - con l’avvio dell’edilizia, l’artigianato, l’agricoltura e i suoi prodotti d’eccellenza, senza dimenticare il commercio e i servizi – con il conseguente aumento della popolazione attiva. L’onorevole Carla Giuliano (M5S) ha concluso il dibattito, con notizie sulla legge elettorale e non solo.
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