Foggia Calcio multietnico nell’era del Salary Cap e della sostenibilità economica: è una strategia mirata

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Il Foggia che si affaccia alla nuova stagione ha una caratteristica che salta subito all’occhio: è multietnico, costruito mettendo insieme calciatori di provenienze diverse, percorsi differenti e, soprattutto, mercati calcistici che fino a qualche tempo fa non rappresentavano necessariamente il primo bacino di riferimento per una società di Serie C. Non è una semplice curiosità statistica. È una fotografia precisa della direzione intrapresa dal club. La presenza straniera nella rosa di Gaetano Auteri non sembra infatti il risultato di una casualità o della necessità di riempire qualche casella rimasta vuota. È figlia di una strategia. E dietro la strategia c’è una parola che in questa stagione assume un peso ancora maggiore rispetto al passato: sostenibilità.

Il calcio professionistico, soprattutto a questo livello, non permette più di confondere ambizione e spesa. Anzi, la nuova Serie C impone alle società di fare i conti con una realtà nella quale il monte ingaggi non può essere considerato una variabile indipendente.

Il Salary Cap entrato in vigore rende ancora più evidente la necessità di costruire rose compatibili con la capacità economica del club. In altre parole: non basta più chiedersi quanto sia forte un calciatore. Bisogna domandarsi quanto costi e quanto poss avalere domani, ed è qui che si spiega anche il ricorso a giocatori stranieri. Perchè allargando il raggio dello scouting, aumentano le possibilità di intercettare profili che, per età, provenienza e percorso, non hanno ancora raggiunto quotazioni elevate sul mercato italiano.

È la vecchia legge del rapporto qualità-prezzo applicata al calcio. Cercare prima degli altri. Individuare un giocatore quando il suo valore è ancora contenuto e provare a trasformarlo in una risorsa tecnica prima, economica eventualmente dopo.

Il Foggia sembra muoversi proprio su questo terreno. In difesa ha inserito elementi come SeckParisy, Azarovs e Demeter; in mezzo al campo c’è Coulibaly, mentre in attacco sono arrivati Merdji e Touré. Il punto, non è lo straniero. Il punto è il profilo. Un giocatore giovane, affamato, disposto a misurarsi con un campionato diverso, può rappresentare un investimento più sostenibile rispetto a un calciatore italiano già affermato che porta con sé una quotazione e un ingaggio inevitabilmente più elevati.

Il Salary Cap cambia le regole del gioco. La novità regolamentare rende tutto ancora più interessante. Non va interpretato semplicemente come un invito a spendere meno. Il suo effetto più importante è un altro: costringe le società a spendere meglio. Per un club che sta cercando di consolidare il proprio ritorno nel professionismo, questo aspetto diventa fondamentale.

Il Foggia non può permettersi di costruire una rosa caricando il monte ingaggi sulla base della speranza che siano i risultati a sistemare successivamente i conti. Prima viene l’equilibrio, poi la scommessa sportiva. E allora ogni contratto diventa parte di un disegno più ampio. Un prestito può abbassare il costo dell’operazione. Un giovane può avere un ingaggio più contenuto e margini di crescita. Un giocatore proveniente da un campionato estero può essere acquistato quando il suo valore è ancora relativamente basso. Un contratto pluriennale può consentire di distribuire il costo nel tempo, ma comporta anche il rischio di legarsi a un investimento che potrebbe non produrre il rendimento atteso. È questa la vera partita che si gioca dietro le quinte. LA SCOMMESSA DEI GIOVANI. Prendiamo Seck. È un classe ‘06 e arriva in prestito dalla Roma. Per il Foggia rappresenta un’opportunità perché consente di inserire in rosa un giovane proveniente da un settore di altissimo livello senza dover sostenere il costo di un cartellino. Ma il prestito, per sua natura, racconta anche un’altra storia: il Foggia può valorizzare il calciatore, farlo giocare, consentirgli di maturare, ma il patrimonio economico eventualmente prodotto dalla sua crescita non resterà necessariamente in casa rossonera. È uno dei compromessi con i quali una società deve fare i conti quando non dispone di risorse illimitate. Diverso è il discorso per chi arriva con un contratto più strutturato. Qui il rischio aumenta, ma aumenta anche il possibile ritorno. Se il giocatore funziona, diventa una risorsa della società. Se cresce, può acquisire valore. Se non si adatta, invece, il margine di manovra si restringe.È il confine sottile tra investimento e scommessa. IL RISCHIO DELL’AMBIENTAMENTO. Naturalmente, però, il mercato internazionale non presenta soltanto vantaggi. Ogni scelta porta con sé una controindicazione. E quella più evidente è l’ambientamento. Cambiare Paese significa cambiare lingua, abitudini, ambiente, cultura calcistica. Per un giovane può essere un’opportunità straordinaria, ma anche una difficoltà. E in Serie C non sempre c’è il tempo necessario per aspettare. Ancora di più per una squadra affidata a un allenatore come Auteri, che chiede ai propri giocatori partecipazione, intensità, conoscenza dei meccanismi e rapidità nell’interpretazione delle situazioni di gioco. Un conto è possedere determinate qualità atletiche e tecniche, un altro è riuscire a trasferirle immediatamente dentro un sistema. È qui che il lavoro dell’allenatore diventa decisivo. Auteri dovrà trasformare una rosa che parla lingue diverse in una squadra capace di parlare un unico linguaggio: quello del campo. E non è un passaggio scontato. ESPERIENZA E SCOMMESSE: SERVE IL MIX. Per questo la scelta di puntare su diversi stranieri (7 nella fattispecie) deve essere accompagnata da un’altra scelta: quella di non rinunciare all’esperienza italiana. Il Foggia ha cercato di costruire un equilibrio tra scommesse e certezze, tra giocatori da scoprire e calciatori che conoscono già la categoria, tra prospettiva e rendimento immediato. È un equilibrio indispensabile. Perché se i giovani rappresentano il possibile valore futuro, gli esperti devono garantire quello presente. In questo senso la multietnicità della rosa non deve diventare un fine, ma uno strumento. Non conta quante nazionalità siano rappresentate nello spogliatoio. Conta quanto ciascun giocatore sia funzionale al progetto. IL CALCIATORE COME INVESTIMENTO. C’è poi un altro aspetto che merita attenzione: oggi, per una società di Serie C, il calciatore non è soltanto un professionista da mettere in campo. È anche, nel limite del possibile, un investimento.Questo non significa trasformare il calcio in una banca d’affari. Significa prendere atto che la valorizzazione degli uomini della rosa può incidere sulla salute economica di un club.Se un giovane arrivato dall’estero gioca, cresce e diventa protagonista, aumenta il suo valore. Se un calciatore acquistato a condizioni sostenibili esplode, può diventare una plusvalenza o comunque una pedina con un peso maggiore sul mercato. Se invece rimane ai margini, l’operazione rischia di perdere rapidamente la sua convenienza. Ecco perché lo scouting e il lavoro dell’allenatore finiscono per essere due facce della stessa medaglia. Il primo deve trovare il giocatore giusto al prezzo giusto. Il secondo deve renderlo migliore. IL FOGGIA DEL FUTURO PASSA DA QUI. Il Foggia, insomma, sta provando a costruire una squadra guardando contemporaneamente al presente e al futuro. È una necessità dettata dai conti prima ancora che una scelta filosofica. Il ritorno tra i professionisti impone prudenza. Il Salary Cap impone attenzione. Il mercato impone creatività. E la competitività del campionato impone, contemporaneamente, di non confondere prudenza con rinuncia. La sfida sarà proprio questa: riuscire a spendere poco senza pensare in piccolo.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet