Lesina ha vissuto, com’è opinione diffusa, una giornata che resterà nella memoria della sua comunità, con la prima unione civile della sua storia comunale. “Ho avuto l’onore e l’emozione di celebrare la prima unione civile nella nostra città, quella tra Giorgio e Primiano che hanno deciso di condividere pubblicamente un impegno fatto di amore, rispetto, fiducia e responsabilità - ha detto la Sindaca, Alessandra Matarante -. L’unione di Giorgio e Primiano appartiene alla loro storia personale ma, da oggi, entra anche nella storia di Lesina. È un momento che racconta la comunità che vogliamo essere: aperta, rispettosa e capace di accogliere, nella quale ogni persona possa sentirsi riconosciuta e libera di costruire la propria felicità. Perché l’amore, quand’è autentico, non chiede privilegi. Chiede rispetto. Non chiede di essere spiegato. Chiede di essere vissuto. Non abbiamo celebrato solo una prima volta. Abbiamo scritto insieme una nuova pagina della storia di Lesina”. A ciò son seguiti i sinceri auguri, alla coppia, da parte della Prima cittadina, di tutta l’Amministrazione comunale e della comunità della città lagunare. Nella normalità di come va trattata la storia dei giovani Giorgio, di San Severo, e Primiano, di Lesina, entrambi accompagnati con la gioia della circostanza e di una felice vita futura, da genitori, parenti e amici, a cui si sono uniti tanti cittadini, durante la festa all’aperto. Per lavoro lavorano insieme e fuori zona, ma sono molto legati alle loro origini. Ma la strada per la normalità è ancora lunga e non sono mancati, sotto il post del profilo personale di Alessandra Matarante, insieme ai tanti auguri e felicitazioni, i pur pochi di inciviltà e pessimo gusto: “Sono la Sindaca e ufficiale dello Stato civile che ha il compito di garantire che quel momento avvenga con rispetto: chiunque siano le persone che scelgono di farlo - ha detto a l’Attacco, Matarante -. A ulteriore garanzia c’è una legge della Repubblica italiana, la n° 76 del 2016 che reciuta, all’articolo uno: “La presente legge istituisce l'unione civile tra persone dello stesso sesso quale specifica formazione sociale ai sensi degli articoli 2 e 3 della Costituzione e reca la disciplina delle convivenze di fatto”. Ciò al di là della mia emozione personale e della mia questione umana che non rinnego, perché ritengo, il tutto, normale. Inoltre, come scritto nel mio programma elettorale, sono particolarmente orgogliosa di aver avviato un percorso diverso, perché quand’ero assessora c’era un bando, credo di Anci Puglia, che si chiamava “Genere in Comune”, parlava proprio di parità di genere e prevedeva la formazione per gli amministratori e i dipendenti comunali”.