Uno dei presidi culturali più importanti per una comunità è senza dubbio la biblioteca. La chiusura temporanea di una struttura bibliotecaria per mesi, o addirittura per anni, come accaduto nel caso della Biblioteca “La Magna Capitana”, rappresenta un fallimento culturale per una città. I sei principali centri della Capitanata – San Giovanni Rotondo, Lucera, San Severo, Manfredonia, Cerignola e Foggia – custodiscono nel loro insieme un patrimonio librario di straordinario valore e vastissime dimensioni. A caratterizzarne l’identità culturale contribuiscono i fondi storici delle singole città, espressione di una memoria collettiva che attraversa territori diversi, dal Gargano ai Monti Dauni, fino al Tavoliere. Con la digitalizzazione del patrimonio culturale si è avviato un processo di rinnovamento che ha trasformato anche il modo di vivere e fruire la biblioteca. Questo presidio culturale pubblico va ripensato nelle sue modalità di accesso e utilizzo, valorizzando soprattutto il fondo storico che custodisce e che rappresenta l’identità di una città e di una comunità. Le scuole devono contribuire a coltivare l’attenzione verso questi luoghi, stimolandone la conoscenza e promuovendone la frequentazione. Per evitare che le biblioteche si trasformino in cattedrali nel deserto, è necessario maturare la consapevolezza del loro valore e riscoprire il piacere della lettura attraverso l’esperienza diretta: passeggiare tra gli scaffali, sfogliare le pagine di un libro di carta, lasciarsi avvolgere dalle storie racchiuse nelle copertine dei volumi. Un’esperienza sensoriale e culturale che nessuna lettura digitale può restituire pienamente. “Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è un’immortalità all’indietro”, diceva Umberto Eco. In questo percorso, la biblioteca può diventare una compagna preziosa, capace di accompagnare le vite di migliaia di lettori. A San Giovanni Rotondo, comune di 26.120 abitanti, la Biblioteca civica “Michele Lecce”, situata in via Cappuccini 16, custodisce un patrimonio di circa 2.000 volumi, a cui si aggiungono documenti audiovisivi (dischi, cassette e videocassette), cartografici, grafico-iconici (incisioni, fotografie e diapositive), documenti musicali a stampa, manoscritti, carteggi, pubblicazioni in serie (periodici e annate di periodici), edizioni dell’Ottocento e letteratura grigia. Tra i fondi antichi spicca il fondo Capuano, legato alla storia culturale della città garganica. La biblioteca può contare su un solo dipendente comunale, ma la gestione dello spazio culturale è condivisa con un’associazione che mette a disposizione due operatori. “Da quando è stata avviata la cogestione con questa associazione, si è registrato un aumento sia del numero di tessere rilasciate sia della frequentazione da parte degli utenti, anche grazie alla programmazione culturale proposta dall’associazione”, è quanto riferiscono gli uffici del Comune di San Giovanni Rotondo.