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La conferenza stampa a Palazzo di Città, ha presentato e dato il via ad uno degli eventi post estivi più attesi di Capitanata, in programma a San Severo dal 25 al 27 settembre. L'incontro, moderato da Michele Princigallo, responsabile dell’Ufficio stampa del comune, alla presenza del commissario prefettizio, Francesco Antonio Cappetta, ha posto all’attenzione del pubblico e della stampa, il programma dell’ottava edizione della manifestazione, con le anticipazioni, i protagonisti, le iniziative e le novità, raccontando il lavoro che sta accompagnando l'organizzazione verso le tre giornate del Festival. A coordinare l’iniziativa, la locale sezione di Confcommercio guidata dal noto imprenditore, Raffaele Mazzeo. Ancora una volta, l’evento, punta a riunire food, beverage, musica, intrattenimento e la valorizzazione del territorio e dei suoi prodotti, in un grande appuntamento nel cuore della Città dei campanili. “Dopo mesi di lavoro, siamo giunti a un momento importante del percorso che ci accompagnerà fino al Festival – hanno dichiarato gli organizzatori –. Dietro queste tre giornate ci sono passione, impegno, persone, aziende e realtà che hanno scelto di credere nel progetto. Il Beer and Food Festival vuol essere, prima di tutto, una festa della città: un’occasione per stare insieme, divertirsi, valorizzare San Severo e il suo territorio”.
Una lettera per ringraziare tutta l’equipe del progetto Sai di Manfredonia. Un’attestazione di stima e di affetto per coordinatore, operatori e operatrici, educatrice, assistente sociale, insegnante di italiano, psicologa "e tutte le persone che ogni giorno lavorano con impegno e con il cuore in questo progetto". Tetiana Morzevska ha messo nero su bianco le sue emozioni, quello che ha provato in un anno e dieci mesi in cui con sua madre Olha e suo figlio Danyl è stata tra i beneficiari del progetto SAI - Sistema Accoglienza Integrazione promosso dal Comune di Manfredonia e gestito dalla cooperativa sociale Medtraining. "Grazie per averci accolti, accompagnati e sostenuti durante questa fase della nostra vita".
Un’aggressione verbale in strada, durante una manovra di parcheggio, e la decisione di rivolgersi alle autorità. È quanto raccontato da Caterina Ferro, assessora al Bilancio del Comune di San Marco in Lamis, che ha denunciato di essere stata bersaglio, nella mattinata del 6 settembre, di un pesante insulto a sfondo sessista. Secondo quanto riferito dalla stessa amministratrice, una persona si sarebbe rivolta a lei con parole volgari, richiamando direttamente anche il suo ruolo istituzionale. Ferro ha quindi scelto di segnalare formalmente l’episodio, spiegando di non voler trasformare l’accaduto in una polemica politica, ma di ritenere necessario fissare un limite preciso. L’assessora ha sottolineato come chi ricopre un incarico pubblico debba naturalmente accettare critiche, contestazioni e giudizi anche duri sul proprio operato. Un confronto che, però, a suo avviso non può tradursi in offese personali o attacchi alla dignità.
Tutto ha avuto inizio con le navicelle spaziali viste nei cartoni animati quando aveva cinque anni e, se sullo schermo quei mezzi immaginari si allontanavano dalla Terra, lui cominciava a fare il percorso contrario: alzava gli occhi e cercava di capire che cosa ci fosse lassù. Non poteva sapere che quella curiosità infantile sarebbe rimasta con lui per oltre vent’anni, trasformandosi prima in passione, poi in studio da autodidatta e infine in un’attività di divulgazione che oggi fa del firmamento l’oggetto d’interesse per le serate di residenti e turisti. Nella sua intervista a l’Attacco Nunzio Micale, che ora di anni ne ha 27, fa affidamento alle sue reminiscenze: “Dai cartoni passai ai documentari finché trovai in cantina un telescopio che apparteneva a mio fratello”. Con l’aiuto dei genitori cominciò a puntarlo verso gli oggetti più semplici da riconoscere, la Luna e i pianeti. Quando poi imparò a leggere, gli furono d’ausilio i libri: “da cui consolidai il fatto che l’astronomia dovesse diventare letteralmente parte di me”. A Vieste, tuttavia, trovare qualcuno con cui condividere quella passione non era semplice. Gli appuntamenti erano soprattutto fuori dal Gargano e, ancora bambino, Nunzio veniva accompagnato dai genitori a Bari, al planetario, ai convegni e ai seminari, in occasione dei quali ha incontrato anche astronauti come Samantha Cristoforetti e Luca Parmitano, esperienze che hanno alimentato ulteriormente una curiosità che ormai non era più soltanto quella di un bambino. Il passaggio dalla mera passione alla divulgazione si ha nell’adolescenza. Nel 2013 crea su Facebook il Gruppo Astrofili Dauni, con l’idea di mettere in contatto appassionati e curiosi della provincia di Foggia. Intanto cambia telescopio, compra una macchina fotografica e comincia a utilizzare l’astrofotografia per raccontare quello che osserva. Ma è l’anno successivo a segnare una tappa decisiva: l’8 maggio 2014, quando ha appena 14 anni, organizza a Vieste il suo primo evento pubblico, nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Occhi su Saturno” e con la collaborazione del Comune. Da quel momento il telescopio smette definitivamente di essere uno strumento personale e viene reso qualcosa da mettere davanti agli occhi degli altri: “Iniziai i primi incontri di divulgazione proprio per portare ciò che abbiamo ogni giorno sopra le nostre teste e renderlo alla portata di tutti”.
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Perché andar via quando può esserci qualcosa da costruire? La storia personale di Antonio Mitrione è venuta fuori nel corso dell’ultima serata di Oleocentrica - La Settimana dell’Olio, dedicata quest’anno anche alla sfida dei mercati internazionali. Mitrione, 28 anni, è il giovane produttore di Carpino alla guida di Oilivis, impresa garganica nata nel 2022 e oggi capace di ricavare dall’export circa la metà del proprio fatturato.
Nel pomeriggio di ieri, presso la Chiesa del Gesù Buon Pastore di Vieste, sono state celebrate le esequie del Brigadiere Capo Q.S. Pasqualino Parrella, effettivo alla locale Tenenza dei Carabinieri, scomparso all’età di 49 anni.
Noi siamo piccoli, ma non ci arrendiamo”. Potrebbe essere questo lo slogan capace di unire i piccoli paesi dell’Appennino Dauno, impegnati in una sfida che va ben oltre la sopravvivenza dei singoli borghi: quella contro lo spopolamento, l’abbandono e il rischio concreto di estinzione. Non è più una scommessa che si gioca soltanto sui tavoli delle istituzioni, ma un’azione condivisa che coinvolge sempre più le comunità locali, ormai consapevoli della portata del fenomeno e della prospettiva, tutt’altro che astratta, di perdere pezzi della propria storia, della propria identità e del proprio futuro. Lo ha dimostrato Celle di San Vito, il più piccolo comune della Puglia, dove i suoi 144 abitanti hanno scelto di mettersi in gioco e di prestarsi alla costruzione di un vero e proprio almanacco di biografie, presentandosi a viso aperto e raccontando sé stessi e il paese in cui vivono. “People, oltre i numeri i paesi sono delle persone”, il nome dell’evento conclusivo del progetto social nel quale, attraverso brevi video, ciascuno è diventato cantastorie di un mondo dal sapore antico, restituendo voce e volto a una collettività che, nonostante i numeri, rivendica il diritto di esistere e di farsi conoscere. L’iniziativa, realizzata per Officineventi dal videomaker e regista Niki Dell’Anno, in stretta collaborazione con le operatrici dell’Infopoint comunale, ha raccolto un risultato sorprendente: quasi un milione e mezzo di visualizzazioni. Ma il successo non si è fermato alla rete. L’attenzione suscitata dai video si è tradotta anche in presenze concrete: il B&B e l’albergo comunale del paese hanno registrato il tutto esaurito. Un successo che ha portato il piccolo borgo dell’Appennino Dauno ben oltre i suoi confini, fino al Tg1, che ha dedicato al progetto un servizio in una recente edizione delle 13:30. Una vetrina nazionale per un paese che per numero di abitanti potrebbe stare tutto dentro un grande condominio, dove non ci sono né la scuola né un presidio sanitario. Ci sono un piccolo alimentare, un bar ristorante e l'ufficio postale, che apre a giorni alterni. Il medico di base si contatta su whatsapp e sale in paese una volta a settimana.
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Allo Slow Park di Foggia si celebrano i Troccoli e la pasta della Capitanata. Un ideale viaggio turistico-culturale tra ricette, sapori e saperi grazie ai racconti dello chef Francesco Panniello, del giornalista Domenico Carella e di diversi professionisti uniti dalla voglia narrare la bellezza “invisibile” della nostra terra. Un percorso nel gusto attraverso il troccolo, formato di pasta identitario del territorio, per esplorare e conoscere storie, paesaggi e gastronomia locale. È il senso de “La Pasta tipica di Capitanata. Troccoli in festa: alla scoperta dei sapori e delle bellezze turistico-culturali”, il nuovo appuntamento del “Capitanata Spring Festival - Summer edition”, la manifestazione promossa dal consorzio di cooperative sociali Oltre per promuovere le qualità enogastronomiche e le bellezze paesaggistiche, naturalistiche, storiche e culturali che spaziano dal Gargano ai Monti dauni.
Giovedì 27 agosto torna uno degli appuntamenti più attesi dell’estate: la Notte Bianca di Mattinata, evento inserito nel cartellone “Mattinata èXtraordinaria 2026”, promosso dal Comune di Mattinata. Una serata che coinvolgerà il centro cittadino e accompagnerà residenti e visitatori attraverso un programma articolato tra gastronomia, musica, spettacolo e intrattenimento. A partire dalle ore 20:30, le vie del paese si animeranno con il percorso enogastronomico e l’Area Street Food, affiancati da musica dal vivo, artigianato, animazione e spettacoli. Il pubblico potrà muoversi tra le diverse tappe e vivere il paese attraverso proposte pensate per fasce d’età e interessi differenti. Un ruolo centrale sarà affidato alle attività locali, coinvolte direttamente nella costruzione del percorso e protagoniste con proposte gastronomiche e iniziative dedicate. La Notte Bianca diventa così anche un’occasione per valorizzare le realtà del territorio, le produzioni locali e la capacità di accoglienza del paese, mettendo in relazione pubblico, operatori e spazi urbani.
Un giovane campione di danza, l’amministratore delegato di un grande gruppo industriale, un “ambasciatore” di Orsara e della Puglia nel mondo e un divulgatore scientifico apprezzato in tutta Italia: martedì 25 agosto 2026, alle ore 18, l’Amministrazione comunale premierà quattro personalità, quattro orsaresi che danno lustro al nome di Orsara di Puglia a livello nazionale e internazionale. L’appuntamento è a Palazzo De Gregorio, dove saranno il sindaco Mario Simonelli e la delegata alla Cultura Concetta Terlizzi a consegnare i riconoscimenti. Lo faranno nell’ambito dell’evento intitolato “Vite che ispirano Orsara”.
È stata una delle feste più belle per Celenza Valfortore. Perché questa volta a essere celebrato non era soltanto il medico, il ricercatore, lo scienziato di fama internazionale. Era uno dei figli più illustri di Celenza che tornava tra la sua gente. E la sua gente ha voluto dirgli grazie.
Due serate per ricordare che c’è stato un periodo di vita, di grande musica, di guardare al futuro con meno patemi, con gioia. La Lira aveva appena conquistato l’Oscar delle monete ‘per la forte capacità di ripresa’ e il cammino dell’Italia era tracciato a quattro mani da Moro/La Malfa. La benzina costava 90 lire al litro e la cinquecento Fiat, con tettuccio in tela, era accessoriata di autoradio. Il gruppo “LAMBRATE 60”, quattro formidabili ragazzi che sanno di musica, hanno riempito le piazze di Cagnano Varano e Vico del Gargano. Pubblico quasi selezionato, rigorosamente dotati di cuore di panna e capelli color neve; molte fresche nonnine ancora pronte a zampettare e Leo Lazz’vecchio ci ha tenuto a dirci che poco importa se sono passati pochi anni dalla ‘beat generation’; poco importa se una ragazza veniva amata in due; si applaudiva ad ogni uscita di 45 giri pronti per il Jukebox e le rotonde sul mare non erano proprio tutte rotonde, ci stavano anche quelle quadrate a San Menaio; I balli della mattonella non tutti sapevano di sale, spesso sapevano di borotalco e brillantina. Per noi, beat generation saliti a Milano, avevamo il punto di raduno al Bar Senato, in via Senato, angolo di San Damiano e corso Venezia.
Prosegue l'Estate Vichese 2026, il cartellone che in queste settimane sta animando Vico del Gargano, San Menaio, Calenella e la Foresta Umbra attraverso musica, cultura, tradizioni e spettacolo. Tra gli appuntamenti più attesi della programmazione c'è il concerto di Andrea Sannino, in programma sabato 22 agosto alle ore 22:00 nel Piazzale Monte Tabor. Cantautore e interprete legato alla tradizione musicale napoletana, Sannino ha costruito negli anni un rapporto diretto e popolare con il pubblico, grazie a un repertorio capace di unire melodia, sentimento e identità.
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