Nel percorso che ha condotto Silvana Salvemini, dirigente ai Servizi Sociali e alla Persona del Comune di San Severo, alle dimissioni restano ancora molte zone d’ombra. Ma una telefonata con un profondo conoscitore della macchina amministrativa comincia a fare luce su quanto potrebbe essere accaduto dietro le quinte. “Salvemini aveva scoperchiato delle cose come nessuno aveva mai fatto prima, e ne ha pagato il prezzo. Lei voleva un certo ordine, magari anche con modi poco ortodossi, però ha portato alla luce situazioni che neppure i Sindaci conoscevano. Mi riferisco a tutto l’intreccio di cooperative nei servizi sociali. Hanno approfittato di un certo malcontento da parte dei dipendenti per metterla nelle condizioni di lasciare”. E aggiunge: “Il segretario generale capeggiava un gruppo di dipendenti scontenti, abituati a lavorare in una certa maniera. La macchina amministrativa dei servizi sociali è sempre stata fatta andare per fatti suoi”. Intanto, è già cominciato il “dopo Salvemini”. Nella serata di ieri, in fretta e furia, la CGIL ha organizzato un incontro presso la Camera del Lavoro, per un primo momento di confronto tra le realtà del Terzo Settore, dell’associazionismo e dell’impegno sociale della città. Tra i promotori anche Antonio Stornelli. L’ex Sindaca Lidya Colangelo ha lanciato l’allarme: “San Severo è capofila del Piano Sociale di Zona. I servizi sociali toccano con mano la povertà ogni giorno: bisogna amministrarli con serietà e competenza. Rivendico, perciò, una scelta coraggiosa. Le dimissioni della dirigente sono una terribile conseguenza della caduta dell’Amministrazione e sono seriamente preoccupata per lo scenario che potrebbe palesarsi. Ci sono scadenze da rispettare e progetti da completare: dietro queste carte e questi numeri ci sono persone, famiglie, bambini, anziani e persone fragili. Un cambio, in questo momento, potrebbe trasformarsi in una catastrofe per tutto l’Alto Tavoliere. I 13 firmatari che si sono dimessi, provocando la conseguente caduta del Consiglio comunale, dovranno portare sulla coscienza e sul proprio “curriculum”, in vista della prossima candidatura, anche l’attuale disastro dei servizi sociali”. Oltre a Raffaele Bentivoglio, ex assessore alle Politiche Sociali, con il quale è noto il rapporto tutt’altro che felice, a collaborare a stretto contatto con Silvana Salvemini sono stati anche Pierluigi Marino, ex assessore con delega allo Sport, e Anna Paola Giuliani, ex assessora alla Cultura. Ma è soprattutto l’ex Sindaca Lidya Colangelo ad aver avuto un ruolo determinante nella scelta di Salvemini come dirigente di Area II. Fu infatti proprio durante la sua amministrazione che la dottoressa venne selezionata e nominata alla guida dei Servizi Sociali. Intervistata da l’Attacco, l’ex prima cittadina ha innanzitutto rivendicato quella scelta: “La dottoressa Salvemini era stata selezionata da me, nominata con mio decreto, dopo l’espletamento di una prova nella quale aveva dato prova di enorme competenza e professionalità”. I candidati risultati idonei erano due: Silvana Salvemini e Antonella Tortorella, dirigente di Area II dal 16 novembre 2022 al 16 giugno 2024, durante la sindacatura di Francesco Miglio e l’assessorato di Simona Venditti. Colangelo, però, ha precisato di non conoscere le ragioni che hanno portato Salvemini a lasciare l’incarico: “Non conosco le motivazioni che hanno spinto la dirigente a rassegnare le dimissioni. Posso solo dire che sono sinceramente molto dispiaciuta. Le auguro una prospera carriera professionale e il meglio nella vita”. L’ex Sindaca ha poi respinto con decisione le presunte pressioni che Salvemini avrebbe ricevuto da alcuni esponenti di Fratelli d’Italia: “Mi dispiace, sinceramente, leggere sul vostro giornale alcune affermazioni inesatte. Se Fratelli d’Italia avesse avuto qualcosa contro la Salvemini, queste dimissioni sarebbero arrivate molto prima, non pensa? Oppure avremmo potuto destituirla dall’incarico durante il mandato. Invece, i confronti e le diverse posizioni, in molti casi, sono fisiologici e fanno parte della sana natura dei rapporti. Quello che rivendico è che siamo stati noi, volutamente e coscientemente, proprio io con Fratelli d’Italia e con l’allora assessore Bruno Savino, a rompere nettamente con i dieci anni della vecchia amministrazione e con le sue vecchie logiche, dando un segnale netto di discontinuità. Avremmo potuto scegliere la Tortorella a quel punto”.