Le dimissioni della dirigente hanno riacceso i riflettori anche sui rapporti con il mondo delle associazioni e sulla gestione delle politiche sociali. Tra le testimonianze raccolte c’è quella di Elvira De Santis, presidente dell’associazione Autismo Sansevero: “Ho avuto con lei un rapporto molto superficiale. Durante la sua dirigenza, però, ho seguito un progetto finanziato con una somma residua destinata esclusivamente all’autismo, che era stata già frazionata, anche se non so dire se in maniera corretta o meno. Con lei non ho avuto grossi problemi, perché mi interfacciavo principalmente con una responsabile”. Poi, insieme all’allora assessore alle Politiche sociali Raffaele Bentivoglio, De Santis si rivolse alla dirigente per cercare di dare continuità al progetto: “Successivamente, però, sono andata da lei insieme all’ex assessore alle Politiche sociali, Raffaele Bentivoglio, perché volevamo dare continuità a quel progetto, che aveva avuto un ottimo riscontro sul piano sociale. Soprattutto, volevamo offrire agli adulti che non andavano più a scuola un’opportunità diversa dal solito centro in cui, di fatto, vengono semplicemente accolti. Era un progetto di grande impatto sociale. Per questo siamo andati da lei, con l’obiettivo di trovare le risorse necessarie per poterlo proseguire. Lei mi ha risposto così: “Signora, San Severo spende un milione di euro all’anno solo per garantire gli accessi forzati ai bambini che vengono per i disagi socio-ambientali”. I rapporti tra Silvana Salvemini e Raffaele Bentivoglio, com’è noto, erano tutt’altro che collaborativi. Tra i due, sin dai primi momenti, ci sarebbe stato un forte attrito, che avrebbe finito per rallentare il lavoro nel settore delle Politiche sociali. “Tutti i giorni era una lotta”: così una fonte vicina a l’Attacco descrive il rapporto tra i due.

“Cara dottoressa Salvemini, c’è ancora tanto lavoro da fare e, se non lo capiscono a San Severo, si guardi intorno”. Suonavano quasi profetiche le parole pronunciate nove mesi fa dal direttore de l’Attacco, Piero Paciello, nel finale della nota della rubrica Detti&Contraddetti dello scorso 2 dicembre. Nove mesi dopo, nella mattinata di venerdì, Silvana Salvemini, dirigente ai Servizi Sociali e alla Persona del Comune di San Severo, ha protocollato le proprie dimissioni. Prima di lasciare l’incarico, la dirigente di Area II aveva reso noto, attraverso un comunicato stampa congiunto con il commissario straordinario Francesco Cappetta, che per l’anno scolastico 2026/2027 la gestione digitale del servizio mensa sarebbe stata affidata a un nuovo operatore economico e che i dati, compresi quelli relativi al credito, sarebbero stati trasferiti su una nuova piattaforma. Una comunicazione che, alla luce di quanto accaduto, contribuisce a fare il punto su un rapporto, quello tra Cappetta e Salvemini, tutt’altro che semplice. L’arrivo del Commissario Straordinario sembra aver segnato per la dirigente un punto di non ritorno, con un progressivo irrigidimento dei rapporti e il tentativo di metterla alle strette fino a spingerla a lasciare l’incarico. Facciamo un esempio. Da diversi mesi, l’Attacco sta conducendo un’approfondita inchiesta giornalistica sui rapporti tra la prefettura di Foggia e la società Alcantara Service srl, con particolare riferimento alla gestione dei centri di accoglienza straordinaria nella provincia di Foggia e, in particolare, a Manfredonia. La prefettura rappresenta il centro di comando del sistema dell’accoglienza: è l’istituzione che decide dove aprire e dove chiudere i centri, dove trasferire le persone, quali cooperative ammettere alle gare e quali escludere. Ed è la stessa prefettura ad avere il compito di vigilare sulla qualità e sulla regolarità dei servizi erogati. In un sistema così strutturato, la presenza di una dirigente dei Servizi Sociali ritenuta malleabile può evidentemente risultare funzionale agli interessi della prefettura e di chi, per suo conto, opera sul territorio. Non era evidentemente il caso della dirigente Salvemini. A sostenerlo è Bruno Savino, ex assessore alle Politiche sociali del Comune di San Severo. “La dottoressa Salvemini è una persona che, quando la conosci, potrebbe anche non brillare per simpatia. Però è una persona che sa il fatto suo. Ha trovato dei Servizi sociali che funzionavano discretamente, li ha riorganizzati e li ha rimessi a nuovo. Non si lascia intimorire, non si lascia pressare. Se qualcuno, in passato, era abituato ad andare da un dirigente e dire: “Mi devi far assumere questa persona” oppure “devi far vincere la gara a questa azienda”, con la Salvemini non funzionava così”. Sin dal suo arrivo, alcuni esponenti del partito cittadino di Fratelli d’Italia cominciarono a farle guerra. Un nome su tutti: Leonardo Lallo. “Forse perché la Salvemini, essendo molto preparata, è una persona che guarda al sodo. Invece, a volte si preferiscono i dirigenti amici degli amici, dirigenti che in qualche modo sono malleabili”. Angelo Masucci, già candidato Sindaco ed ex consigliere di opposizione, racconta così i suoi rapporti con la dirigente: “Ho avuto modo di confrontarmi con la dottoressa Salvemini in alcune occasioni. Quando la Palazzina Liberty era ancora chiusa, nonostante fossero state completate le opere, presentai alcune interrogazioni consiliari. In quell’occasione la dottoressa Salvemini si procurò il mio numero, mi chiamò e mi disse: “Volevo ringraziarla per questa interrogazione, perché io non sapevo nemmeno di avere questa struttura nel patrimonio legato al mio settore”. L’altra occasione risale a quando alcuni dipendenti del Comune di San Severo si lamentarono del fatto che Salvemini non concedesse la mobilità su Foggia. Anche in quel caso mi spiegò con grande professionalità che non era nelle condizioni di concedere quelle mobilità perché era impegnata nell’ultimazione della rendicontazione del PNRR”. Masucci aggiunge poi: “L’idea che mi sono fatto di lei è quella di una persona che potrà anche essere spigolosa, ma che è sicuramente capace ed estremamente seria. Mi meraviglia che non si sia trovata bene con il Commissario prefettizio”. Nazario Tricarico, già candidato Sindaco civico, conosce bene la dottoressa Salvemini e ne traccia un ritratto netto: “Conosco la dirigente e so che è una persona che svolge il proprio ruolo in maniera risoluta e precisa. Ha messo ordine in tutta una serie di situazioni all’interno del Comune di San Severo. Il problema è che, quando si ha un certo tipo di approccio alle questioni, con margini di trattativa molto ridotti, è chiaro che possano verificarsi delle frizioni. A mio giudizio, con le dimissioni della Salvemini il Comune di San Severo ha subito una grossa perdita. Non avevamo mai avuto un dirigente che si ponesse di traverso rispetto ad alcuni “vizietti” della politica, che spesso ha visto nei Servizi sociali una sorta di bancomat per alimentare il consenso e fare clientela. Fossi stato al posto del commissario, avrei fatto di tutto per tenermela, perché adesso non so come riuscirà a sbrogliare questa situazione”. Tricarico conferma infine l’atteggiamento assunto da Fratelli d’Italia nei confronti della dirigente: “Ha lamentato costantemente la mancanza di margini di manovra nei confronti della Salvemini. Probabilmente erano abituati, in passato, a pensare che i dirigenti potessero essere gestiti sulla base di obiettivi politici. In questo caso, invece, si sono trovati di fronte a una persona poco gestibile”.

Dall’assolvimento dell’obbligo scolastico alla laurea, passando per il diploma: il 5° Maxi Avviso ASMEL, pubblicato su InPA, si rivolge a candidati con differenti titoli di studio, in base al profilo professionale scelto. Le candidature saranno aperte dalle ore 12:00 del 15 settembre alle ore 12:00 del 30 settembre 2026 su Asmelab per la creazione e l’aggiornamento di 39 Elenchi di Idonei, utilizzabili dagli Enti Locali per assunzioni a tempo indeterminato e determinato.

Si avvicina l’ora delle elezioni per il rinnovo degli organi dei due Consorzi di bonifica della provincia di Foggia, attese in autunno. Nel caso del Consorzio per la bonifica della Capitanata la lunga presidenza affidata a Giuseppe de Filippo (ex numero uno di Coldiretti provinciale) sembra destinata a continuare, tant’è che i rumors parlano di una lista unica delle organizzazioni agricole: questa sarebbe l’intenzione dei vertici provinciali di Confagricoltura, Coldiretti e CIA, concordi nel ritenere che si sia ben lavorato in questi anni. Situazione, invece, del tutto diversa per quanto riguarda il Consorzio di bonifica montana del Gargano, che dall’insediamento della nuova governance nel dicembre 2021 ad oggi non ha mai conosciuto un clima sereno. L’assemblea dei consorziati è stata convocata per il 4 ottobre prossimo, quando chi invoca la discontinuità proverà a scalzare il duo carpinese formato dal presidente uscente Michele Palmieri e dal direttore/ex vicepresidente Michele Tabacco. Il consiglio scadrà il 14 dicembre e non è ancora stata pubblicata la modulistica per partecipare alle elezioni. Si sta lavorando ad un fronte compatto di Confagricoltura, CIA e Coldiretti. Quest’ultima appare più defilata, ma, nell’ambito di una intesa che consideri anche la lista unica per la continuità nel Consorzio foggiano, si mira a trovare la quadra. Quanto a Copagri è commissariata e ha peraltro perso una costola, persone che hanno seguito Palmieri, oggi espressione confindustriale e rimasto legato all’ex presidente Francesco Capacchione, di cui fu vice nell’associazione. Lo stesso Capacchione che accompagnò Palmieri mesi fa quando fu audito a Bari dalla commissione regionale agricoltura, su richiesta della consigliera regionale Pd Rossella Falcone e del presidente Antonio Tutolo. La volontà dell’uscente di ripresentarsi è data per scontata, mentre nello schieramento opposto i nomi di punta saranno – per quanto si sa adesso– quelli dell’ex presidente del Consorzio Giovanni Terrenzio, 67enne imprenditore di Rignano Garganico patron di Prima Bio, e del 37enne olivicoltore di Vico del Gargano Guido Cusmai. Il vichese, che come possibile nuovo vertice rappresenterebbe una ventata di novità e da tempo manifesta tutta la propria delusione di fronte all’operato del cda attuale (in cui rifiutò di subentrare, negli scorsi anni, proprio per dissociarsene), è presidente regionale dei giovani di CIA Puglia oltre che dell’OP olivicola APO Foggia.

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