La situazione del comparto sanitario relativamente alle figure dei soccorritori, alla luce della riduzione delle postazioni 118 che di recente ha assunto un peso importante nei centri della Capitanata ha indotto gli operatori a scendere in piazza per rivendicare maggiori diritti, più tutele e garanzie ma anche e soprattutto che vengano riconosciute l’esperienza maturata sul campo, durante la lunga e difficile stagione pandemica. Dopo aver prestato servizio per anni nell’ambito dell’emergenza sanitaria, gli ex operatori chiedono tempi certi, garanzie contrattuali.
È iniziato questa mattina il presidio pacifico, inizialmente previsto di undici ore, davanti alla sede dell'Asl Foggia, in via Michele Protano. Tra le principali richieste, l’accelerazione e l’espletamento dei concorsi pubblici. Il presidio ha visto manifestare il personale in forza a San Severo, Manfredonia e Cerignola, autisti soccorritori del servizio 118 e ausiliari pulitori scesi in strada, a Foggia, protestare per la tutela dei propri diritti lavorativi.
“Il bando del concorso è scaduto l’8 gennaio e fino ad oggi ancora non si parla di niente, non c’è al momento né una banca dati, né una data certa di quando si farà il concorso. Questi ritardi sono dovuti anche al cambio dell’amministratore di Sanità Service – ha affermato ai nostri microfoni un manifestante -. Aspettiamo che ci siano novità, attualmente la situazione è nera, vediamo solo tante promesse ma zero fatti, un’idea di quale siano le condizioni dei lavoratori si può avere solo girando nei reparti”, afferma ai nostri microfoni un manifestante. Parole che fanno il paio con quelle espresse da Armando Germinale, autista soccorritore 118 e da Anna Leuci, ausiliaria pulitore di Cerignola. “Stiamo chiedendo lo sblocco delle assunzioni e dei soccorsi, la situazione non è più sostenibile. Chiediamo solo i nostri diritti”, afferma il soccorritore.
“Saremo qui ad oltranza, finché non arriveranno le risposte che stanno tardando e per le quali abbiamo chiesto solleciti da tanto tempo. Vogliamo far valere i nostri diritti e avere risposte concrete, nonostante i mille solleciti – afferma l’ausiliaria -. Siamo stati licenziati il 30 settembre, avendo già lavorato per Sanità Service nel periodo Covid, siamo stati usati allora e anche adesso, utilizzati e buttati fuori. Siamo stati riassunti tramite agenzia di somministrazione e licenziati ancora una volta. Ci era stato promesso che il concorso sarebbe uscito ad ottobre ma ad oggi ancora nulla. Resteremo qui fino a quando non ci daranno risposte”.
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