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Una piazza gremita e un autentico bagno di folla hanno segnato la prima serata della Festa per i 15 anni della Lista Civica “Uniti per Cambiare”, svoltasi sabato 12 settembre in Piazza Giovanni Paolo II ad Apricena.

Da anni il luogo scelto per la Festa de l’Unità a San Severo è quello della Villa comunale, il parco nel centro della città, che fa memoria delle folle che animavano questa festa. Oggi, invece, così come visto nelle altre città della provincia, la Festa si presenta più ridotta – magari riprendersi nel fine settimana - lontana da quelle passate. Un segno dei tempi, in cui le persone sono meno interessate alla politica, pochi giovani e tante persone mature, anche di una certa età, che danno l’idea di chi e cosa possa avere interesse a partecipare al dialogo, allo scambio d’idee, ed avere il coraggio civico di entrare nell’arena politica e assumersi l’onere, l’onore e la responsabilità di amministrare. Compito difficile, oggi, quello della politica con la “P” maiuscola. Se per un’antica definizione cinese la politica è “l'arte di governare”, in Grecia tra le varie definizioni spicca quella di Pericle per cui la politica è “l'arte di vivere insieme”, o quella di Aristotele “governare la polis per il bene di tutti”. Retorica o così come dovrebbe essere? Nel recente passato, spiccò chiaro il pensiero di papa Paolo Sesto, che parlò della politica come la forma più alta di carità - dopo la preghiera -. Ma oggi, anche per volontà popolare e dei social, conta il nome del candidato e mai nessuno è tornato a parlare di fatti concreti. Perché, poi, alla fine, aveva ragione il grande Alcide De Gasperi - protagonista della ricostruzione politica ed economica dell'Italia dopo la seconda guerra mondiale e leader dei governi di centro nati dal 1947 – quando diceva che “il politico pensa alle prossime elezioni, lo statista alle future generazioni”. Ergo: un politico pensa al successo personale e del partito; lo statista a quello della sua città, del suo Paese. Ma senza la politica, quella della rappresentanza popolare, non si può guardare al presente e ai bisogni della città, della comunità, altrimenti per amministrare ci sarebbero solo commissari. La Costituzione della Repubblica italiana dice, all’articolo 48 che: “Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico”. Se tutti avessero contezza di che valore abbia il segno tracciato sulla scheda elettorale, forse, ci sarebbe più attenzione a chi dare il voto, alle persone che possano assumersi la responsabilità e l’onestà di amministrare, in modo partecipato e trasparente, una comunità, tra presente e futuro.

Nessun guanto di sfida, nessun ring, ma solo un sano confronto politico è quello che ci sarà domani sera alla Festa de L’Unità di Torremaggiore in Villa Comunale”, precisa a l’Attacco la segretaria cittadina del Pd Lucia Di Cesare.

Pd e Movimento Cinque Stelle, nuovo capitolo di una telenovela politica che da Roma finisce inevitabilmente per proiettare i suoi strali sui territori. Elly Schlein o Giuseppe Conte: chi guiderà davvero il centrosinistra verso le Politiche del 2027? La domanda non è più soltanto materia per retroscena romani. Dietro il dibattito sulle primarie, sul possibile candidato federatore e sulla tenuta del cosiddetto campo largo si nasconde infatti un braccio di ferro dalla posta altissima: stabilire chi avrà l’ultima parola nella coalizione. Se Roma discute, Foggia non è da meno. Anzi. Proprio la Capitanata, terra natia di Giuseppe Conte, rischia di diventare uno dei laboratori più interessanti del confronto tra dem e pentastellati.  Qui il leader del M5S deve fare i conti con il peso politico dell’area riconducibile a Raffaele Piemontese, riferimento storico del Pd foggiano e protagonista degli equilibri politici e istituzionali costruiti negli ultimi anni. E il terreno sul quale oggi si misura la forza dei due schieramenti ha un nome preciso: Sanitaservice ASL Foggia. La società in house foggiana è ancora in attesa della definizione della nuova governance. L’incarico di Angelo Tomaro, nominato amministratore unico il 12 giugno 2023, era stato fissato per tre anni, fino all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2025. Sanitaservice Foggia è infatti senza amministratore da oltre 45 giorni, termine indicato per procedere alla nomina di un nuovo amministratore o alla conferma di quello uscente. Nel frattempo è il revisore dei conti a svolgere le funzioni necessarie a garantire l’ordinaria gestione. Il nodo della successione è diventato soprattutto politico. Sul tavolo si confronterebbero due opzioni. Da una parte quella attribuita all’area Pd e, in particolare, a Piemontese: la riconferma dello stesso Tomaro. Dall’altra la posizione riconducibile al Movimento Cinque Stelle, che guarderebbe invece al professor Massimo Russo, docente di Statistica dell’Università di Foggia e già amministratore di Sanitaservice durante la prima legislatura Emiliano, il cui operato alla guida della società viene giudicato positivamente da più parti. Il suo nome sarebbe visto di buon occhio anche dal consigliere regionale di Per la Puglia Antonio Tutolo. Russo, in passato vicino all’ex assessore regionale Leonardo Di Gioia e candidato nel 2018 al Senato nell’area progressista, viene oggi considerato vicino al mondo pentastellato. È inoltre particolarmente attivo nel dibattito politico cittadino, dove, ha più volte assunto posizioni fortemente critiche nei confronti dell’amministrazione guidata dalla sindaca Maria Aida Episcopo costantemente alle prese con i dissidi interni della sua stessa maggioranza. Una nomina, dunque, che vale molto più di una semplice casella. 

Il Consiglio dell’Unione dei Comuni dei Cinque Reali Siti ha eletto oggi alla presidenza dell’Ente Domenico Di Vito, Sindaco di Orta Nova, che guiderà l’istituzione per il triennio 2026-2029. L’elezione è avvenuta contestualmente alla presentazione del Documento Programmatico intitolato Una visione comune per il futuro. Nata nel 2008 per coordinare l’azione delle amministrazioni locali di Orta Nova, Carapelle, Ordona, Stornara e Stornarella, l'Unione si avvia a raggiungere i vent'anni di attività. Un passaggio storico che il neo Presidente intende valorizzare rilanciando il ruolo dell'Ente sul territorio.

Paolo Giovanni Grieco lascia la Capitanata, il momento ufficiale del congedo dal territorio si è avuto ieri mattina con una conferenza stampa nel Salone di Rappresentanza della Prefettura con cui il Prefetto ha incontrato i giornalisti per trarre un bilancio sul lavoro effettuato nei 18 mesi di attività. Secondo indiscrezioni a succedergligià prima di Ferragosto, potrebbe essere Michele Lastella, attuale Prefetto di Pordenone, barese, classe 1966. Dal 15 dicembre 2021 Viceprefetto Vicario della Prefettura di Torino. Nominato Prefetto della Repubblica dal Consiglio dei Ministri in data 17 settembre 2024, dal 2 ottobre ha assunto le funzioni di Prefetto di Pordenone. Grieco, sessantasei anni, socio Lions, originario del salernitano, ha sostenuto gli aspetti positivi del territorio della provincia di Foggia, avente un'economia agricola di grande pregio, oltre ad evidenziare la necessità dello strumento dell'interdittiva laddove vi siano le condizioni per poterla emettere. “L’interdittiva antimafia è un buon segnale di attenzione dello Stato nei confronti di quelle situazioni altamente inquinanti, ma non è un giudizio, né una condanna. Purtroppo Foggia sconta anche residui di anni di condizionamenti e quindi con l’attività giudiziaria e dei Prefetti spesso vengono alla luce elementi, ma devo dire che il territorio foggiano ha grandi potenzialità, si tratta di una provincia potenzialmente ricca dal punto di vista agricolo, di trasformazione alimentare ed industriale. Ci sono grandi capacità e delle eccellenze che dovranno essere sempre di più valorizzate. Il nostro intervento non va a limitare l’imprenditoria, ma anzi ne aiuta quella onesta a poter lavorare in una situazione di tranquilla concorrenza”. Grieco difende il suo operato e alla domanda posta da l'Attacco circa il numero di interdittive anti-mafia emesse, Grieco ha risposto che sono in tutto “una quarantina. Il lavoro in questo anno e mezzo c’è stato, abbiamo esaminato molte situazioni, molte venivano anche dal passato su cui ci siamo soffermati dando delle soluzioni. Siamo usando nei limiti del possibile, lo strumento della collaborazione preventiva che aiuta l’impresa a continuare a lavorare ma che apre un monitoraggio della stessa da parte nostra”.

“Gli assalti a bancomat e Postamat in Puglia non possono essere più considerati solo una emergenza. I numeri raccontano purtroppo di un fenomeno che ha assunto dimensioni preoccupanti e richiede una risposta strutturale. Parliamo di un tema di competenza nazionale, su cui è stato importante oggi in Commissione confrontarsi, dal momento che la questione ha ricadute significative anche da un punto di vista sociale, privando le persone più fragili di un servizio essenziale. Preoccupano soprattutto le modalità di attacco, diventate nel tempo sempre più violente, a fronte di sistemi di sicurezza sempre più avanzati, e l’aumento di assalti nel 2026, basti pensare che rispetto ai primi sei mesi del 2025 ci sono stati 34 assalti in più agli ATM bancari. Per poter dare risposte concrete condividiamo la proposta avanzata oggi per l'istituzione di un osservatorio regionale che si coordini con quelli territoriali già costituiti a Bari e Brindisi e che presto saranno istituiti anche a Taranto e nelle altre province,  in modo da condividere informazioni anche con altre regioni d’Italia, nel tentativo di porre un argine agli attacchi.

Il dibattito sul fine vita entra ufficialmente nell’agenda del Consiglio regionale pugliese e lo fa anche per iniziativa del centrodestra o almeno parte di questa. Dopo quanto avvenuto in Veneto, in Puglia sono i consiglieri regionali Napoleone Cera della Lega e Marcello Lanotte di Forza Italia a spingere perché la Regione intervenga per colmare quello che definiscono un vuoto normativo, mettendo però al centro del percorso anche cure palliative, hospice e libertà di scelta. In conferenza stampa nella Sala Campione del Consiglio i due consiglieri hanno spiegato il motivo per cui indipendentemente dall’indirizzi dei rispettivi partiti si è deciso di avviare un processo autonomo perché hanno spiegato i valori etici prescindono dalle ideologie partitiche.

"Di concerto con il collega Presidente della I Commissione, Ubaldo Pagano, stiamo lavorando alla convocazione congiunta, per il 10 settembre, al fine di affrontare la questione sollevata, attraverso richiesta di audizione, dai colleghi Consiglieri del Partito Democratico Minerva, De Santis, Falcone e Pagano, in merito all'elevato indice di rischio di assalti agli ATM sul territorio. Ritengo che si tratti di una sollecitazione utile che richiede attenzione immediata e un approfondimento nelle sedi istituzionali competenti". 

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