“Le parole pronunciate dalla sindaca Episcopo alla festa del Pd di Martina Franca non coincidono con la realtà di Foggia - dichiara Fratelli d’Italia Foggia -. Non serve prendersela con la stampa se l’Amministrazione resta immobile e prigioniera di laceranti conflitti interni, tra livelli politici e livelli istituzionali che si paralizzano a vicenda invece di lavorare per la città”.
“Sul city branding evocato dalla sindaca, va detto con chiarezza che senza le idee e le risorse messe in campo dalla Camera di Commercio il festival dedicato a Umberto Giordano non si sarebbe mai realizzato: attribuirsi meriti altrui, oltre il branding rivendicato, è sleale e istituzionalmente inopportuno”.
“Quanto al risultato elettorale rivendicato come un plebiscito, quei 28 punti di distacco maturarono in un clima nel quale l’intera città e il centrodestra furono criminalizzati da un’infiltrazione mafiosa soltanto annunciata e mai dimostrata, sulla base della quale l’allora ministro dell’Interno Lamorgese, esponente di un governo di centrosinistra, sciolse il consiglio comunale di Foggia guidato dal centrodestra. Di quel successo, oggi, la Sindaca non può più vantarsi: dai social alla strada la sua amministrazione è contestata apertamente per le inefficienze accumulate in quasi tre anni di governo, tra le bordate di fischi rivolte alla Sindaca perfino durante la presentazione della squadra del Foggia”.
“Se Episcopo resiste ancora a Palazzo di Città è solo perché i vertici nazionali di Pd e Movimento 5 Stelle hanno bloccato ogni tentativo di sfiducia prima delle elezioni politiche; dopo il voto, per usare un’immagine cara alla politica, si annuncia già la notte dei lunghi coltelli”.
“Se i cittadini non la vogliono più, e nemmeno i partiti che dovrebbero sostenerla in maggioranza la sostengono davvero, di quale vittoria continua a parlare la sindaca? Il suo trono regge soltanto perché così è stato deciso sui tavoli romani, non certo per consenso reale a Foggia”.
“Prima di rincorrere racconti suggestivi nei salotti di partito, la Sindaca farebbe bene a dare risposte concrete ai foggiani: strade sporche, aree cassonetti trasformate in discariche a cielo aperto, verde pubblico ridotto a distese aride, asfalto colabrodo e marciapiedi pieni di insidie per i pedoni. Si continuano a spendere risorse pubbliche in concerti ed eventi culturali privi di un reale ritorno economico, mentre il commercio cittadino resta abbandonato a se stesso e avviato verso la desertificazione”.
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