Non ce l’ha fatta più a resistere e, alla fine, il vulcano del commercialista (e tesserato PD) Nicola Mele ha eruttato lava sul primo cittadino Domenico la Marca. Con una lettera pubblica indirizzata al Sindaco, ha esternato tutta la delusione che ha accompagnato la sua esclusione dalle nomine del Collegio sindacale e del revisore unico ASE. Ne ha fatto parte fino alle nuove nomine che, a suo avviso, sarebbero state in qualche modo influenzate – a suo danno – da “un chiaro atto censorio da parte di un esponente politico non più verde di età che se non erro è stato tra l’altro citato anche nella ormai già per molti dimenticata relazione di scioglimento per presunte infiltrazioni mafiose del Comune di Manfredonia”. In quella relazione, c’erano decine di nomi di ex amministratori, perciò sono disparate le ipotesi per individuare costui o costei. Quelle che vanno per la maggiore sono due, per i quali il fattore comune – oltre ad aver amministrato la città nel passato più o meno recente – è rappresentato dall’attività professionale. In ogni caso, le nomine del Collegio sindacale ASE sono state accompagnate da un acceso scontro interno alla maggioranza di governo cittadino. Sottolineando – ancora una volta – che, nonostante l’avviso pubblico sia stato pubblicato online, le delibere di nomina non risultano né sul sito del Comune di Manfredonia e né su quello di ASE. Per conoscere i nomi dei nuovi organi di controllo è necessario ricorrere alle fonti confidenziali: è incredibile ma è vero. Il presidente individuato è Franco Troiano, il cui nome ha fatto saltare dalla sedia i democratici. “Dopo aver egregiamente curato la rendicontazione elettorale del Sindaco”, come aveva già sottolineato Angelo Riccardi, è stato voluto alla guida dell’organo sindacale ASE. Una scelta che non era per niente condivisa dal Partito Democratico sipontino, men che meno dall’assessora Rita Valentino. Secondo le confidenze raccolte, l’assessora all’Ambiente avrebbe posto un aut aut al Sindaco: o desisteva dalla nomina di Troiano, oppure lei avrebbe riconsegnato le proprie deleghe. Sarebbe stata vista percorrere i corridoi di Palazzo di San Domenico mentre agitava tra le mani i fogli che aveva stampato con le sue dimissioni. Non è noto per quale motivo abbia poi desistito ma i rapporti con il primo cittadino non sono rimasti idilliaci.
Valentino ha comunque potuto individuare uno dei componenti del Collegio, e si tratterebbe di un non meglio precisato Lupoli: ignoto il suo nome. Mentre l’altro gruppo dei democratici ha in Michele Angelo Ciuffreda il proprio prescelto. Rappresenta, più precisamente, il gruppo di Paolo Campo: ne è cugino diretto.
Infine, c’è Teresa Mele che viene da Torremaggiore ed era già membra dell’organo sindacale ASE. In precedenza, infatti, era stata individuata dall’Amministrazione comunale che era guidata da Gianni Rotice. Lei è “in quota a Gesù”, secondo il commento ironico di Riccardi.
Tornando al Partito Democratico sipontino, si può affermare che ribolle delle ambizioni dei suoi singoli. La temperatura è ormai quasi al limite – non quella meteorologica -, tanto è vero che ci sarebbero già in atto dinamiche sorprendenti. Una di queste è rappresentata dal consigliere e capogruppo consiliare Raffaele Caputo che – stando a indiscrezioni raccolte da l’Attacco -, si sarebbe allontanato da Paolo Campo e, piuttosto, sarebbe ora molto vicino all’assessora Valentino. Caputo ha un rapporto diretto e preferenziale con Campo da sempre, perciò sarebbe davvero sorprendente.
Sarebbe invece clamoroso il distacco tra l’ex consigliere regionale e il segretario cittadino Matteo Panza, come qualcuno ha fatto trapelare. I due sono uniti da un rapporto strettissimo anche a livello personale e, forse, il motivo per cui stanno circolando queste voci – in un periodo di “guerre clandestine” – è dovuto al fatto che Panza è un operatore di Polizia Locale. Nella sua veste professionale, fa coppia fissa con il marito dell’assessora e può essere questo elemento – testimoniato dalla presenza dei due al compleanno dell’assessore regionale Raffaele Piemontese - ad aver corroborato le tesi sulla distanza che oggi intercorrerebbe tra Panza e il suo mentore politico Paolo Campo.
Per concludere il quadro d’insieme dei democratici sipontini, nemmeno gli assessori possono stare molto tranquilli. Detto già di Valentino, gli altri due – da un po' di tempo a questa via - sentono le orecchie che fischiano. Sia Matteo Gentile che Cecilia Simone sono nelle mire del gruppo che si sta muovendo in antitesi da quello di Campo, che entrambi rappresentano. Ci sarebbe Caputo, come primo, tra quelli che attenderebbero la defenestrazione dell’assessore allo Sviluppo economico. Mentre per quanto concerne le deleghe al Bilancio, gira il nome della consigliera Paola Leone. E’ abbastanza vicina a Campo, però è soprattutto riferimento diretto della famiglia Gelsomino: suo marito è Gino D’Errico, direttore amministrativo del porto turistico Marina del Gargano.
L’immagine della pentola a pressione ben si attaglia a quello che è il Partito Democratico di Manfredonia. Bolle tutto, ad una temperatura superiore rispetto a quella delle pentole normali. E, soprattutto, è tutto sotto il coperchio. Guai a sollevarlo prima del dovuto.
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