I Carabinieri della Compagnia di San Giovanni Rotondo, coadiuvati nella fase esecutiva dai comandi Arma territorialmente competenti, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Foggia su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 7 indagati (di cui 3 domiciliati in provincia di Foggia e 4 in provincia di Lecce) ritenuti responsabili, a vario titolo e in concorso, di furto aggravato, ricettazione, detenzione e porto in luogo pubblico di ordigni esplosivi - connotati dal carattere della micidialità - del tipo “marmotta”. Le indagini, coordinate dalla Procura di Foggia, sono state avviate a seguito di un assalto con esplosivo commesso nella notte del 13 giugno scorso con la tecnica della marmotta ai danni dello sportello ATM di un istituto bancario di San Giovanni Rotondo. In quella circostanza, a seguito della violenta deflagrazione – che provocò ingenti danni alla filiale e ad alcuni appartamenti ubicati nello stesso edificio – fu asportata una somma in banconote superiore a 15.000 euro. L’immediato intervento dei militari dell’Arma e le prime investigazioni avrebbero consentito ai Carabinieri, nei giorni successivi, di localizzare l’abitazione che gli autori avrebbero utilizzato quale base logistica sia nelle fasi preparatorie che in quelle immediatamente successive all’evento delittuoso.

I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Foggia, all’esito di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari nei confronti di 11 soggetti, gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti. Il provvedimento cautelare, eseguito nei Comuni di Foggia, Cerignola e San Giovanni Rotondo, ha disposto 4 misure di custodia cautelare in carcere, 3 arresti domiciliari, 3 obblighi di dimora nel Comune di residenza e 1 obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. L’operazione rappresenta il risultato di un’articolata indagine sviluppata dal Nucleo PEF e dal Gruppo Foggia, che ha consentito di ricostruire un consolidato sistema di approvvigionamento, custodia e distribuzione di sostanze stupefacenti operante nella Capitanata.

Otto giorni di ricerche senza una risposta, senza un indizio decisivo, senza una traccia che possa chiarire cosa sia accaduto. La scomparsa di Gerardo Del Sorbo, 82 anni, originario della provincia di Napoli, è diventata un caso sempre più difficile da risolvere. Nella Foresta Umbra, sul Gargano, le operazioni straordinarie di ricerca sono state interrotte, mentre resta aperto il fronte investigativo per fare luce sulla sorte dell’anziano, del quale non si hanno più notizie dal 26 ottobre. La decisione è maturata al termine di un tavolo tecnico convocato in Prefettura, durante il quale è stato fatto il punto sulle attività condotte negli ultimi giorni. Su proposta dei vigili del fuoco, sono stati valutati diversi elementi, tra cui il tempo trascorso dalla scomparsa, l’età dell’uomo e le condizioni meteorologiche, arrivando a una rimodulazione del dispositivo di soccorso.

Sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri sulle minacce rivolte a Roberto Rossi, procuratore della Repubblica di Bari e alla guida della Direzione distrettuale antimafia. Le intimidazioni sono comparse tra i commenti a un’intervista rilasciata dal magistrato al quotidiano L’Edicola, nella quale aveva affrontato il tema della lotta alle organizzazioni criminali attraverso l’aggressione ai patrimoni illeciti. Sono comparsi messaggi dal contenuto particolarmente grave, con riferimenti espliciti alla criminalità organizzata foggiana e avvertimenti indirizzati al procuratore. In uno dei commenti Rossi viene invitato a recarsi a Foggia, accompagnando l’invito con espressioni minacciose. Un altro messaggio richiama la mafia del territorio, facendo riferimento anche a Cerignola e a una presunta appartenenza alla Sacra Corona Unita.

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