È stato sufficiente un annuncio su internet privo di quel codice che oggi rappresenta una sorta di “carta d’identità” di qualunque struttura destinata agli affitti turistici, per aprire una porta dietro la quale la Polizia Locale di Vieste e la Guardia di Finanza hanno trovato molto più di una semplice irregolarità formale. Alla vigilia di Ferragosto, nell’ambito dei controlli sulle attività ricettive e sull’imposta di soggiorno, gli agenti hanno individuato quella che, per dimensioni, può essere assimilata a un piccolo residence: circa dieci appartamenti, per una capacità stimata attorno ai quaranta posti letto, completamente sconosciuti agli uffici comunali. L’attività veniva pubblicizzata online, ma agli atti del Comune non risultava la documentazione necessaria per esercitarla: non vi era alcuna Scia, nessuna comunicazione di avvio, nessun Codice identificativo nazionale, né - conseguentemente - la sua esposizione nell’annuncio. Mancavano inoltre gli adempimenti relativi all’imposta di soggiorno e la comunicazione delle persone alloggiate attraverso il sistema previsto per le strutture ricettive. “Non c’era nulla, nemmeno la comunicazione di inizio attività”, sintetizza a l’Attacco la comandante della Polizia Locale Caterina Ciuffreda. La struttura - sita sulla litoranea Vieste-Peschici, spiega, è stata intercettata durante una più ampia attività svolta assieme alle Fiamme Gialle, già impegnate nel controllo dell’evasione dell’imposta di soggiorno e nella verifica di codici identificativi sospesi o cessati. Il punto di avvio è stato un annuncio su Subito.it: “In ogni annuncio deve essere indicato il CIN - viene illustrato dal personale che ha materialmente seguito il controllo - poiché chi intende prenotare deve poter verificare il codice attraverso i sistemi ufficiali e avere contezza della struttura a cui si sta rivolgendo”.
Proprio l’assenza del CIN ha fatto scattare il primo campanello d’allarme e il conseguente sopralluogo, effettuato il 14 agosto, ha consentito di verificare che quella posta in essere era un’attività articolata su più unità abitative (una decina, di cui nove destinati a locazione turistica - tenendo a mente che il proprietario risiederebbe nello stesso complesso), per una stima fatta dagli agenti di circa quaranta di posti letto complessivi da riempire.
Le violazioni riscontrate investono più piani. Sul versante ricettivo è stata richiamata la normativa regionale relativa all’esercizio dell’attività; sul fronte del CIN, la disciplina nazionale che impone sia il possesso del codice sia la sua pubblicazione negli annunci. Contestati inoltre gli inadempimenti sull’imposta di soggiorno e sulla registrazione degli ospiti. Gli atti sono stati trasmessi al SUAP comunale, cui spetterà adottare i provvedimenti conseguenti, compresa l’ordinanza di cessazione dell’attività esercitata senza i titoli richiesti. Non è però ancora la parola fine. La Polizia Locale e la Guardia di Finanza stanno continuando gli accertamenti per ricostruire, tra l’altro, da quanto tempo l’attività fosse effettivamente esercitata e verificare ulteriori aspetti della posizione. Ciuffreda è prudente sul tema edilizio: eventuali difformità sono ancora oggetto di verifica e, proprio per questo, allo stato non possono essere date per assodate. Per giunta, gli approfondimenti prevedono il confronto con eventuali precedenti atti e segnalazioni.
“Il caso è venuto fuori nel cuore della stagione, quando”, spiegano dal Comando, “è anche più semplice verificare concretamente l’effettivo utilizzo degli immobili. In periodi meno affollati può infatti essere più difficile accertare la natura dell’ospitalità, mentre nei giorni di punta la presenza di turisti rende più immediata la ricostruzione dell’attività svolta”. La loro linea, ci tengono a evidenziare, non è soltanto repressiva. Il Comando offre durante tutto l’anno assistenza a proprietari e gestori che vogliano capire come regolarizzare un affitto turistico: dalla procedura amministrativa al CIN, fino alle credenziali necessarie per comunicare gli alloggiati: “Spieghiamo passo passo cosa deve essere fatto. in quanto molte volte c’è anche una mancata conoscenza della normativa. Però, quando accertiamo una violazione, siamo tenuti a contestarla”.
Il controllo sul residence fa parte di un’operazione molto più vasta messa in campo nel ponte di Ferragosto in cui complessivamente sono stati elevati circa 900 verbali, in larghissima parte per violazioni al Codice della strada: soste irregolari, mancato pagamento della tariffa, occupazione di marciapiedi, attraversamenti pedonali o stalli riservati ai disabili. Altri verbali hanno riguardato il conferimento irregolare dei rifiuti, per il quale l’ordinanza comunale prevede sanzioni fino a 400 euro. Parallelamente è proseguita la “Beach Patrol”, con controlli quotidiani lungo tutto il litorale (da Sfinalicchio fino a Pugnochiuso e, periodicamente, verso Vignanotica). In collaborazione con G.E.V. e Pegaso, gli agenti hanno vigilato soprattutto contro accampamenti, falò e occupazioni abusive dell’arenile.
Polizia Locale e Guardia di Finanza stanno effettuando controlli mirati infine sull’uso improprio dei codici identificativi. Sono stati individuati, riferisce il Comando, anche casi sporadici in cui un CIN riconducibile a un’altra attività sarebbe stato utilizzato nella pubblicizzazione di immobili differenti. Un fenomeno non definito abituale, ma comunque entrato nei radar delle verifiche. Ma il caso più rilevante resta quello nato da un semplice annuncio online che ha allarmato gli agenti. Apparentemente solo un dettaglio mancante, che la maggior parte delle persone non avrebbe nemmeno notato, ma che ha insospettito l’occhio attento degli operatori, permettendo di aprire il vaso di Pandora.
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