“Continui allagamenti in Puglia, in questo momento con strade invase dall’acqua. Dietro gli allagamenti c’è il suolo che consumiamo. L’Ordine dei Geologi di Puglia esprime vicinanza alle comunità colpite. Ieri sottopassi allagati e auto bloccate a Bari, dopo i danni nel Foggiano a Lesina e Poggio Imperiale nella notte tra il 30 e il 31 ottobre. Oggi l’allerta arancione interessa tutta la regione, con scuole chiuse a Lecce, Brindisi e San Severo, parchi e cimiteri chiusi, Barletta e Monopoli in allerta per sottopassi e strade a rischio. Nelle ultime settimane disagi anche a Taranto, Ginosa, Mottola, Massafra, Fasano, Alberobello e in vari centri del Salento, tra cui Nardò, Gallipoli e Porto Cesareo. La pioggia intensa è l’innesco, ma la causa dei danni è il suolo naturale che abbiamo consumato", dichiara il presidente dott. Giovanni Caputo.

Il Rapporto Ecosistema Urbano 2026, realizzato da Legambiente e Ambiente Italia e pubblicato oggi dal Sole 24 Ore, fotografa la città con un numero che pesa: 95ª posizione su 106 capoluoghi, con 40,63 punti a fronte di una media nazionale di 55,7. Un distacco di oltre quindici punti dalla media, che colloca Foggia subito sotto di Taranto (90ª) che sappiamo bene con quali grosse problematiche deve convivere e lontana non solo da Mantova, prima con 81,29 punti, ma anche da Lecce (56ª) e Bari (71ª), a dimostrazione che il Sud non è una condanna e che in Puglia si può, anzi si deve, fare meglio.

“Il Gargano non può più aspettare. La situazione amministrativa in cui versa l’Ente Parco ha raggiunto un livello di stallo inaccettabile - il commento del WWF Foggia - per un’area protetta di così straordinaria complessità ecologica e valenza paesaggistica. I numeri di questa paralisi sono impietosi: il Parco è attualmente senza un Presidente, risulta privo di un Direttore effettivo da almeno dieci anni ed è completamente orfano del Consiglio Direttivo dal 2020. È inoltre ancora privo dei suoi strumenti di governo: Piano del Parco, Regolamento e Piano Economico e Sociale”.

Come era stato anticipato da l’Attacco settimane fa, il Ministero dell’ambiente ha preparato una nuova terna per la presidenza dell’ente Parco nazionale del Gargano, tutta espressione di Forza Italia. Oltre al commissario straordinario Raffaele di Mauro e alla vichese Tiziana Casavecchia, che già comparivano nella precedente terna, compare il nome di Nazareno Gabrielli al posto dell’operatore turistico di Rodi Garganico Vincenzo D’Errico, su cui il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano aveva espresso lo scorso anno l’intesa col ministro Gilberto Pichetto Fratin, “gabbando” il centrodestra, che aveva un accordo interno su di Mauro. Un accordo anche tra i tre nomi, cui venne però meno D’Errico accettando di poter diventare presidente dell’ente e dicendo addio a Forza Italia. Poi, nei mesi scorsi, ci sono state le audizioni davanti alle commissioni ambiente di Camera e Senato, che pur esprimendo parere consultivo bocciando D’Errico – formalmente proposto dal Ministero dopo l’intesa con Emiliano – hanno confermato il paradosso di un voto contrario alla proposta ministeriale da parte degli eletti di maggioranza. Infine la nuova terna, con la sostituzione di Gabrielli – vicinissimo a di Mauro – a D’Errico, si ignora però se sia stata già trasmessa all’attuale presidente della Regione Antonio Decaro. Ma D’Errico continua a non darsi per vinto e rende nota l’ordinanza del Consiglio di Stato, pubblicata venerdì, sulla domanda di sospensione, proposta dal Ministero, dell’efficacia della sentenza di primo grado del TAR Puglia, che accogliendo il ricorso di D’Errico, aveva ordinato a Roma di concludere il procedimento, in un senso o nell’altro. Il massimo giudice amministrativo non ha accolto la domanda cautelare del Ministero “ritenuto non sussistente il pregiudizio grave e irreparabile derivante dall’esecuzione della sentenza di primo grado impugnata, in considerazione della circostanza che, come emerge anche dalla nota del 30 settembre 2026, il M.A.S.E. ha provveduto a sostituire, nella terna dei candidati destinati a rivestire la carica di presidente dell’ente Parco nazionale del Gargano, il nome del dottor Vincenzo D’Errico con altro candidato, così dimostrando che il procedimento si sta avviando verso la sua naturale conclusione” e “ritenuto, inoltre, che, in ogni caso, non sussiste alcun pericolo che il vertice dell’ente Parco possa risultare vacante con conseguente ripercussioni sulla gestione dell’ente medesimo, in quanto, comunque, in caso di mancata nomina del presidente, le funzioni svolte dallo stesso sarebbero, comunque, assunte dal commissario straordinario”, come si legge nell’ordinanza. 

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