Mattina segnata dagli incendi sul Gargano. Due distinti roghi sono divampati nel territorio compreso tra Monte Sant’Angelo e Manfredonia, rendendo necessario l’intervento delle squadre antincendio. La situazione più impegnativa si registra alla periferia di Monte Sant’Angelo, in direzione dell’abbazia di Pulsano. Le fiamme hanno interessato un’area estesa, coinvolgendo pascoli, sterpaglie e porzioni di macchia mediterranea, in prossimità sia di una zona boschiva sia della viabilità.

Chi viaggia in treno lungo la tratta che costeggia la stazione dell’Incoronata, a Foggia, negli ultimi tempi si è imbattuto in uno spettacolo tutt’altro che rassicurante: il torrente Cervaro appare invaso da una densa coltre di schiuma bianca e marroncina o rossiccia, segno di uno sversamento che, a quanto denuncia un cittadino, si protrae da tempo senza interventi. Non sarebbe un episodio nuovo: già a fine giugno il fenomeno era stato documentato da Daunia24, senza che all’epoca fossero arrivate conferme ufficiali sulla natura dello sversamento. A segnalarlo a l’Attacco è stato un cittadino, preoccupato per una situazione che definisce un vero e proprio “disastro ambientale”. Il fenomeno va avanti da tempo, spiega, e nonostante numerose fotografie diffuse online nulla è cambiato: la schiuma resta abbondante e le istituzioni non hanno ancora installato le telecamere di sicurezza necessarie, a suo dire, per individuare i responsabili. “Le sole immagini fotografiche non sono bastate a smuovere le istituzioni”, scrive, chiedendo un intervento diretto sul posto per documentare la gravità della situazione. Tra le immagini circolate online, una in particolare mostra con chiarezza l’entità del fenomeno: un tratto del torrente, tra argini in cemento e vegetazione spontanea, quasi interamente ricoperto da schiuma densa e biancastra, con un sacchetto di plastica visibile nell’acqua. Non è stato possibile risalire con certezza alla data dello scatto, ma l’immagine è coerente con quanto denunciato dal cittadino, secondo cui il fenomeno è tuttora in corso. Per capire cosa possa aver generato il fenomeno, ci siamo rivolti a Vincenzo Rizzi, ambientalista molto conosciuto a Foggia, che ha analizzato la situazione a partire dalle immagini in circolazione. 

“Dall’incontro del tavolo permanente dedicato agli incendi boschivi sul Gargano è emerso con chiarezza un dato: per affrontare efficacemente questa emergenza servono responsabilità ben definite, programmazione e interventi concreti. Il confronto tra tutti i soggetti coinvolti ha confermato che la prevenzione deve rappresentare la priorità assoluta e che ciascun livello istituzionale è chiamato a fare fino in fondo la propria parte. La lotta agli incendi boschivi è innanzitutto una competenza delle Regioni, chiamate a programmare la campagna antincendio, investire nella prevenzione, organizzare uomini e mezzi, curare la manutenzione del territorio e dotarsi di strumenti adeguati per intervenire tempestivamente. Lo Stato garantisce un supporto fondamentale attraverso la Protezione Civile nazionale e la flotta aerea antincendio, che interviene quando le risorse regionali non sono sufficienti a fronteggiare l’emergenza. Per questo è legittimo chiedersi se la Regione Puglia abbia fatto tutto ciò che era nelle proprie possibilità. Altre realtà del Mezzogiorno, come la Calabria, hanno investito con decisione nel rafforzamento della propria capacità operativa e rappresentano un modello da osservare.

Il recente video-denuncia firmato da Pinuccio ha riacceso i riflettori su una delle ferite più gravi e irrisolte del territorio: la devastazione ambientale e urbanistica di Torre Mileto (Lesina), preziosa striscia di terra compresa tra il mare e il lago di Lesina, situata all'interno del Parco Nazionale del Gargano. Il reportage sul campo mostra chiaramente le conseguenze di decenni di deregulation e assenza dello Stato: circa 2.000 villette abusive edificate senza piano urbanistico, sprovviste dei servizi primari e delle necessarie infrastrutture fognarie, immerse tra accumuli di rifiuti e degrado diffuso. Come WWF Foggia cogliamo questa fondamentale occasione di visibilità mediatica per ribadire che Torre Mileto costituisce una vera e propria vergogna a livello nazionale, se non mondiale. Non si tratta soltanto di una sequenza di ecomostri e abusivismo edilizio, ma del sintomo tangibile di un sistema in cui l’illegalità è stata sistematicamente alimentata da una storica connivenza politica e istituzionale.

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