Una platea gremita di cittadini, professionisti, rappresentanti della sanità territoriale, amministratori provenienti da Foggia, dalla provincia e dalla Regione ha presenziato, giovedì 10 settembre, alla cerimonia inaugurale della nuova struttura sanitaria Medilife Surgery, in Via Napoli 6 a Foggia. Uno degli elementi centrali del progetto è l’innovativa sala operatoria in classe ISO 5, tra le primissime in Puglia, realizzata per consentire attività chirurgiche anche ad alta invasività nelle discipline di Ortopedia, Ginecologia, Otorinolaringoiatria, Chirurgia Plastica e Oculistica, alle quali si affiancano le attività di Gastroenterologia. Il centro ospita inoltre un servizio di diagnostica per immagini con Risonanza Magnetica dedicata all’apparato muscoloscheletrico, con l’obiettivo di integrare nello stesso luogo le diverse fasi del percorso del paziente, dalla diagnosi al trattamento fino ai controlli successivi. Una parte rilevante dell’investimento riguarda anche la digitalizzazione dei servizi. Medilife Surgery sta infatti sviluppando un ecosistema digitale basato sull’Intelligenza Artificiale, integrato con la piattaforma e con i dati della struttura, pensato per assistere il paziente dalla prenotazione alla prestazione, dalla consultazione dei referti fino alla fase successiva a un eventuale intervento chirurgico. Al centro del sistema è previsto un assistente conversazionale evoluto destinato a rendere più semplice e immediata l’interazione con i servizi sanitari. Accanto all’attività clinica troverà spazio anche una scuola di formazione accreditata dalla Regione Puglia, che consentirà di mettere in relazione professionisti sanitari, giovani in formazione e nuove competenze. La vicinanza con gli ambienti clinici permetterà di sviluppare attività formative direttamente sul campo, anche attraverso la condivisione a fini didattici degli interventi chirurgici. La presentazione è stata curata dall’ingegnere e imprenditore Giuseppe Sciretta, tra i promotori di Medilife Surgery, e dal dottor Michele Parracino, legale rappresentante della struttura. Sono intervenuti anche la consigliera regionale Rossella Falcone e gli assessori comunali Luigi Iorio e Michele Salatto; quest’ultimo ha portato i saluti della sindaca Maria Aida Episcopo, assente per impegni istituzionali. "Per noi innovare vuol dire mettere strumenti, professionalità e organizzazione al servizio di percorsi più efficienti e di una migliore esperienza per il paziente. È questa integrazione il cuore di Medilife Surgery". Nasce da questa filosofia la sfida condivisa da Giuseppe Sciretta, Michele Parracino e tutta la qualificata squadra di professionisti che a vario titolo hanno avviato la scommessa del nuovo ed ipertecnologico centro sanitario di via Napoli.

Sul futuro della Fondazione Filippo Turati di Vieste, interessata dal ricollocamento di alcuni pazienti verso il Don Uva di Foggia, potrebbe aprirsi una nuova strada, che porta dritta ad Algesiro Cariglia, imprenditore viestano di origine, ex maresciallo dei Carabinieri, oggi attivo soprattutto nel settore dell’acquacoltura e già impegnato in un’importante operazione di rilancio dell’ex Nicotel Gargano di Manfredonia. “Io sono fortemente interessato”, dice, contattato da l’Attacco, pur chiedendo prudenza perché, spiega, anticipare troppo i passaggi potrebbe interferire con equilibri imprenditoriali ancora in fase di definizione. È la prima manifestazione pubblica di interesse che emerge dopo mesi nei quali la Turati, alle prese con il caso dei trasferimenti e con un rapporto ormai logorato con la Regione, aveva lasciato intendere di non escludere neppure una futura cessione. Sullo sfondo c’è una struttura considerata da più parti un presidio strategico per il Gargano, ma che oggi vive una fase di forte incertezza, tanto sul piano assistenziale quanto su quello societario. Cariglia arriva da un altro dossier che, per dimensioni e ambizioni, racconta bene il tipo di operazioni che intende costruire. Nei mesi scorsi si è aggiudicato l’ex Nicotel Gargano, struttura alberghiera chiusa da anni nella zona industriale di Manfredonia, al fine di renderla un polo turistico-ricettivo orientato al benessere e alla longevità. Un investimento che lui stesso immagina non isolato, ma inserito in una rete più vasta di servizi, sanità, accoglienza e turismo destagionalizzato, in un disegno più ampio nel quale la Fondazione potrebbe trovare spazio: “Sono in contatto con una rete di imprese per valutare la possibilità di rilevare la Turati”, afferma Cariglia, ponendo però una condizione precisa: l’operazione dovrebbe essere costruita insieme a “esperti della sanità pubblica”. Non si parla, dunque, di un’acquisizione già chiusa né di un accordo definito, però è un interesse reale, dichiarato, che per la prima volta porta la questione della possibile cessione della Turati fuori dal terreno delle indiscrezioni: “Mi sta a cuore, è una struttura d’eccellenza”.

Dal Belgio al Gargano per trascorrere un periodo di vacanza, senza interrompere le cure. È stato possibile grazie alla Struttura Semplice a Valenza Dipartimentale di Dialisi dell’ospedale “Teresa Masselli-Mascia” di San Severo. Nei mesi di luglio e agosto 2026, il Centro Dialisi del nosocomio sanseverese ha accolto, tra gli altri, un paziente dializzato proveniente dal Belgio, giunto in Italia per trascorrere un periodo di vacanza.

La vicenda della Fondazione Filippo Turati diventa il punto di partenza per una riflessione più ampia sul funzionamento della sanità pugliese, sui rapporti tra la Regione e le strutture private e, soprattutto, sul futuro dell’assistenza in provincia di Foggia. A intervenire è Potito Salatto, imprenditore della sanità privata e presidente di Confindustria Foggia, che ai microfoni de l’Attacco chiede chiarimenti sui criteri adottati per il trasferimento dei pazienti ospitati dalla Turati. Il riferimento è alla decisione di indirizzare gli assistiti verso il Don Uva di Foggia, struttura appartenente al gruppo Telesforo. Una scelta sulla quale Salatto precisa immediatamente di non voler esprimere alcun giudizio negativo nei confronti dell’operatore individuato. Il tema sollevato, chiarisce, non riguarda chi abbia accolto i pazienti, ma il metodo seguito per arrivare a quella soluzione. “Non ho nulla contro il Don Uva o contro il gruppo Telesforo – afferma – ma ritengo che sarebbe stato opportuno seguire un percorso diverso. Gli interlocutori della Regione siamo tutti noi operatori privati. Perché le altre strutture presenti sul territorio non sono state informate e consultate? Sarebbe stato utile verificare preventivamente quali disponibilità e quali servizi ciascun gruppo fosse in grado di offrire”. Una procedura più trasparente e condivisa, secondo il presidente degli industriali foggiani, avrebbe permesso di evitare dubbi e interpretazioni, oltre a costruire una risposta maggiormente aderente alle esigenze dei pazienti e delle loro famiglie. “Occorrono metodi capaci di garantire la massima chiarezza e di non lasciare spazio a sospetti. Sarebbe stato necessario interpellare tutti e capire chi potesse mettere a disposizione posti, personale e attrezzature adeguate”. Salatto pone anche un problema geografico. La provincia di Foggia è vasta, complessa e caratterizzata da collegamenti spesso difficili. Concentrare i trasferimenti nel capoluogo o, in alcuni casi, ancora più lontano rischia quindi di creare ulteriori disagi. “Bisogna domandarsi se sia davvero opportuno che pazienti provenienti dal Gargano vengano trasferiti a Foggia o addirittura nella Bat, senza aver prima verificato l’esistenza di soluzioni più vicine. Non si tratta semplicemente di spostare una persona da una struttura all’altra: bisogna considerare le famiglie, le distanze e la continuità dell’assistenza”.

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet