Il Comitato delle Famiglie degli Ospiti della RSA “Santa Maria di Pulsano” torna a denunciare pubblicamente una situazione che, “a distanza di un anno dal nostro precedente comunicato stampa e dopo oltre due anni di segnalazioni, non soltanto non risulta risolta, ma appare ulteriormente aggravata. L'ispezione effettuata dalla ASL presso la struttura avrebbe riscontrato gravissime carenze igienico-sanitarie e strutturali. Si tratta di circostanze estremamente preoccupanti, che impongono risposte immediate, provvedimenti concreti e l'individuazione delle responsabilità. Di fronte a tali riscontri, la domanda è inevitabile: com'è possibile che, nonostante le ripetute denunce delle famiglie, si sia arrivati a questo punto? E soprattutto, perché le nostre segnalazioni non abbiano prodotto, fino a oggi, una soluzione effettiva e definitiva?”.

Dopo l’articolo pubblicato da l’Attacco sulle gravi carenze igienico-sanitarie e strutturali riscontrate nella Rsa pubblica Villa Santa Maria di Pulsano, a Monte Sant’Angelo, dal Dipartimento di Prevenzione dell’Asl Foggia, è arrivata la presa di posizione dell’Azienda Sanitaria Locale. In una nota stampa diffusa ieri mattina, la Direzione generale ha confermato le verifiche sulla struttura, annunciato la convocazione del Raggruppamento temporaneo di imprese che la gestisce e del Sindaco Pierpaolo d’Arienzo per il prossimo 23 ottobre e riferito che sono stati avviati i lavori di adeguamento. “Le verifiche sulla struttura sono state attivate in modo proattivo dall’Azienda, a seguito di una segnalazione, con l’obiettivo di accertare le condizioni della struttura e tutelare la salute e la sicurezza degli ospiti”, scrive l’Asl. L'Azienda sanitaria riferisce di avere disposto "tempestivamente due distinti sopralluoghi", uno a cura del Dipartimento di Prevenzione, "per la verifica dei requisiti igienico-sanitari, strutturali e tecnologici", e un secondo da parte del Distretto Socio Sanitario di Manfredonia, attraverso "una commissione composta da clinici, per la verifica sullo stato di salute dei pazienti". Dopo avere acquisito il verbale del Dipartimento di Prevenzione, "la Direzione strategica di Asl Foggia ha convocato per il 23 ottobre il Raggruppamento temporaneo di imprese affidatario della gestione e il Sindaco di Monte Sant'Angelo, già informato per le vie brevi". L'incontro, spiega l'Azienda, è finalizzato ad approfondire le criticità emerse, verificare le azioni già intraprese e individuare "gli interventi necessari per il ripristino delle condizioni di sicurezza, igiene e adeguatezza degli ambienti". Sul fronte dei lavori, l'Asl comunica che, con riferimento agli adeguamenti strutturali previsti negli atti di gara relativi al contratto sottoscritto con il raggruppamento temporaneo di imprese, i gestori "hanno comunicato con pec dell’11 ottobre 2026 l'avvio dei lavori a partire dalle opere interne". Non vengono specificati nel comunicato gli interventi già eseguiti, il loro stato di avanzamento o i tempi previsti per il completamento delle opere. La Direzione strategica conferma quindi "l'attenzione riservata alla vicenda e la necessità che siano garantite agli ospiti condizioni di permanenza adeguate, nel rispetto degli standard assistenziali, igienico-sanitari e di sicurezza previsti dalla normativa". Le decisioni arriveranno dopo il confronto di venerdì prossimo. "All'esito dell'incontro del 23 ottobre, sulla base degli elementi acquisiti e degli approfondimenti effettuati, saranno assunte le determinazioni del caso", si legge nel comunicato, nel quale l'Asl assicura che continuerà a seguire la situazione attraverso le strutture competenti, mantenendo alta l'attenzione sulla tutela degli ospiti e sulla verifica degli adempimenti richiesti al gestore. Nel frattempo, sempre ieri, l'Attacco ha contattato telefonicamente Antonio De Vita, responsabile sanitario della Rsa, per raccogliere la sua versione dei fatti.

In relazione alla notizia - diffusa in esclusiva da l’Attacco - riguardanti le condizioni della RSA Villa Santa Maria di Pulsano, a Monte Sant’Angelo, ASL Foggia per correttezza informativa, precisa che le verifiche sulla struttura sono state attivate in modo proattivo dall’Azienda, a seguito di una segnalazione, con l’obiettivo di accertare le condizioni della struttura e tutelare la salute e la sicurezza degli ospiti.

Una presa di posizione forte, che mette nero su bianco una lunga serie di criticità e chiama in causa le responsabilità della gestione. La RSA pubblica Villa Santa Maria di Pulsano, a Monte Sant'Angelo, finisce nuovamente al centro dell'attenzione per le condizioni in cui versa la struttura destinata all'assistenza degli anziani. Stavolta a parlare è il Dipartimento di Prevenzione dell'ASL Foggia, che nella relazione protocollata il 10 ottobre 2026 descrive un quadro di carenze igienico-sanitarie, manutentive e strutturali e annuncia l'adozione di provvedimenti sanzionatori. Il documento, firmato dal coordinatore Antonello Curiale e dal tecnico della prevenzione Giuseppe Triventi, con il visto della direttrice del Servizio Giuseppina Moffa, non si limita a segnalare singole irregolarità. La conclusione è esplicita e particolarmente pesante. La RSA, si legge nell'atto, "necessita di un intervento straordinario per il ripristino delle condizioni igienico sanitarie tese a garantire agli ospiti le condizioni ottimali per la loro permanenza". La verifica è stata effettuata alla presenza del responsabile sanitario della struttura, il dottor Antonio De Vita, e fa seguito alla nota dell'ASL Foggia del primo ottobre 2026, firmata da Angelica Mirrizzi, direttrice dell'Area Coordinamento Socio Sanitario. L'obiettivo era verificare il mantenimento dei requisiti organizzativi previsti dalla legge regionale 9/2017, oltre ai requisiti strutturali, tecnologici e igienico-sanitari di competenza del Dipartimento di Prevenzione. Il verbale, protocollato il 10 ottobre, elenca le criticità riscontrate durante il sopralluogo, mentre la verifica dei requisiti organizzativi risulta ancora in corso. Il primo ambiente finito sotto osservazione è il locale infermeria. Gli ispettori hanno giudicato inadeguato il carrello dell'emergenza, che non sarebbe in grado di contenere e organizzare in sicurezza "le attrezzature e i presidi salvavita necessari per la gestione delle emergenze". Una contestazione particolarmente delicata riguarda anche il frigorifero utilizzato per la conservazione dei farmaci a temperatura controllata. Il contenitore viene descritto come troppo piccolo, una condizione che, secondo la relazione, "impedisce una corretta tracciabilità, la catalogazione per la tipologia e il controllo rigoroso delle date di scadenza, mettendo a rischio la sicurezza dei pazienti". Nelle stanze di degenza il quadro descritto dal personale dell'ASL comprende problemi di manutenzione, sicurezza e pulizia. In alcuni locali i pavimenti risultano "rotti e divelti", con il conseguente rischio di caduta per gli ospiti e il personale e ulteriori difficoltà per le operazioni di sanificazione. L'impianto elettrico viene giudicato insufficiente e usurato in tutte le stanze, dove sono stati riscontrati collegamenti di fortuna e cassette di derivazione aperte. Una situazione che, secondo gli ispettori, evidenzia una "evidente carenza di manutenzione ordinaria e straordinaria". Anche le condizioni della biancheria vengono contestate. Lenzuola e federe dei cuscini si presentano particolarmente usurate e, in alcuni casi, sporche. La relazione segnala inoltre che non esiste un magazzino con una giacenza di biancheria pulita per i ricambi. Nei servizi igienici, alcune rubinetterie risultano non funzionanti e particolarmente usurate, anche a causa, secondo il documento, della carenza di pulizia ordinaria e manutenzione. In una stanza di degenza, sulla parete sono stati trovati "evidenti segni di espectorazione catarrale di muco giallognolo secco, non pulito da diverso tempo". In alcuni ambienti, infine, gli infissi risultano sprovvisti delle maniglie necessarie per aprirli. Le contestazioni proseguono nei locali adibiti a magazzino, dove gli ispettori hanno rilevato “un'evidente presenza di escrementi di topi" e la presenza di blatte. La pulizia delle aree comuni viene giudicata carente. Anche le adiacenze ai luoghi di lavoro, comprese le aree condivise, presentano condizioni igieniche inadeguate a causa della presenza di materiali vari. Nell'intera struttura sono state inoltre riscontrate infiltrazioni d'acqua in diverse aree e zone dell'edificio. Tra gli elementi più significativi della relazione figura la presenza di "odori di urina particolarmente sgradevoli sia nelle stanze che nei corridoi dei due piani adibiti a degenza".



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