Trenta medici per un territorio che ne richiederebbe circa novanta, abbastanza per coprire appena cinque o sei postazioni in tutta la provincia di Foggia. È il quadro che i professionisti del 118 hanno presentato ieri mattina nella sede dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri, in via Acquaviva, per dire che l’emergenza territoriale è a un passo da un punto di non ritorno. A far scattare l’allarme è la delibera n. 1253 della Giunta regionale, che secondo i sindacati carica i medici degli obblighi della dipendenza senza riconoscerne le tutele.
La conferenza era stata annunciata il giorno prima da un comunicato dell’Ordine, firmato dal presidente Pierluigi Nicola De Paolis e dal segretario nazionale della FIMMG Emergenza Territoriale Francesco Marino, che parlava di medici “pronti alle dimissioni in blocco”. Marino ha spiegato che il rischio concreto è che i pochi medici rimasti lascino il servizio perché si sentono feriti nella propria dignità professionale. 
Davanti ai giornalisti, le organizzazioni sindacali del settore hanno spiegato le ragioni della protesta, partendo da una carenza di personale che nei numeri non lascia margini. I numeri sono il cuore del problema. Con la nuova proposta aziendale, ha ricordato Francesco Marino, la provincia di Foggia dovrebbe contare circa novanta medici dell’emergenza territoriale, ne sono rimasti soltanto trenta, e tra questi ci sono anche i colleghi dichiarati non idonei ai mezzi di soccorso: quelli che possono salire davvero su un’ambulanza sono ancora meno. In tutta la Puglia, secondo il comunicato, i medici del 118 sono 190 a fronte dei 400 necessari. Pierluigi Nicola De Paolis ha spiegato a l’Attacco che ogni postazione dovrebbe essere coperta da quattro o cinque medici, mentre oggi in tutta la provincia se ne riescono a coprire soltanto cinque o sei, in quella che è la terza provincia d’Italia per estensione. “Se vogliamo perdere completamente i medici dell’emergenza e urgenza, bene, ci stiamo riuscendo”, ha detto.

Prende il via al Policlinico Foggia la chirurgia robot-assistita in ambito ginecologico, con l’esecuzione dei primi interventi mediante utilizzo del sistema robotico da Vinci XI, a valere sull’iniziativa "Innovazione Tecnologia per il potenziamento della chirurgia robotica" realizzata con il sostegno della Regione Puglia, nell'ambito del Programma Regionale Puglia FESR-FSE+ 2021-2027, Azione 8.4, per un importo di finanziamento complessivo pari a € 6.149.500,00.

Trenta medici per un fabbisogno di circa novanta. È il quadro dell’emergenza territoriale in provincia di Foggia emerso durante la conferenza stampa all’Ordine dei Medici, dove i sindacati hanno lanciato l’allarme sulla situazione del 118. A preoccupare è anche l’applicazione della delibera regionale n. 1253, con la scadenza del 31 dicembre per la ridefinizione dell’accordo.

Dieci Sindaci del territorio hanno sottoscritto una richiesta formale indirizzata al presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, all’assessore regionale alla Salute e al Benessere Donato Pentassuglia, al direttore generale dell’ASL Foggia Tiziana Dimatteo e alla Direzione strategica aziendale, chiedendo la convocazione urgente di un incontro sulla riorganizzazione territoriale del servizio di emergenza-urgenza 118.

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