La carenza di medici, le difficoltà legate alle situazioni di emergenza-urgenza, il funzionamento della Casa e dell’Ospedale di Comunità, la medicina territoriale e il tema delle risorse regionali. Di questo e di tanto altro si è parlato nel corso di due serate - quelle di mercoledì 29 e di giovedì 30 luglio - all’Anfiteatro “Carlo Nobile” di Vieste. Gli incontri, organizzati su iniziativa dell’associazione “La Sanità Negata” - nata nell’ottobre 2024 per tenere alta l’attenzione sulle criticità dell’assistenza sanitaria nel territorio - , hanno riportato al centro del dibattito pubblico il futuro della sanità viestana. Il primo appuntamento ha visto protagonista il dottor Antonio Battista, igienista e specialista in statistica sanitaria, che ha offerto una lettura tecnica delle difficoltà che interessano il sistema sanitario pugliese e, in particolare, il Gargano. La seconda serata, invece, è stata dedicata al confronto con le associazioni di volontariato cittadine. Il tutto alla presenza del sindaco di Vieste e presidente della Provincia di Foggia, Giuseppe Nobiletti. Rispetto alla sanità, le criticità, riscontrate anche dai cittadini sono molteplici: dalla persistente carenza di personale sanitario, soprattutto medico, alle difficoltà dell’emergenza-urgenza, fino alla limitata operatività di alcuni servizi, come la radiologia, e alle problematiche legate ai collegamenti con la nuova sede della Casa di Comunità. Nel suo intervento Battista ha invitato ad allargare lo sguardo oltre le singole emergenze, spiegando come molti di questi problemi siano il risultato di un sistema che deve fare i conti con limiti economici e organizzativi: “Se avessimo avuto anche 200 milioni di euro in più non avremmo evitato l’aumento dell’addizionale Irpef”, ha osservato, soffermandosi sul peso del disavanzo sanitario regionale. Non solo. Per l’ex direttore sanitario, gli ostacoli non concernono soltanto le risorse disponibili, ma anche il loro utilizzo: “Bisogna cambiare i criteri di riparto, aumentando le risorse laddove c’è una popolazione più anziana”. Un altro nodo messo in luce riguarda le strutture finanziate con il PNRR: “Le Case di Comunità, in molti casi, sono state realizzate ma manca il personale necessario per farle funzionare”. Da qui la conclusione: “Non si possono dare risposte se non si risolve il problema del disavanzo”.