Crioconservazione degli ovociti per preservare la fertilità e tutelare il diritto alla genitorialità. ASL Foggia ha approvato l’avviso pubblico per il riconoscimento del contributo Social Freezing, rivolto a donne di età compresa tra 27 e 37 anni, in linea con le politiche di welfare regionali. Il social freezing è una tecnica di preservazione della fertilità a fini sociali che consiste nella crioconservazione degli ovociti a scopo precauzionale: può essere richiesta dalle donne che desiderano programmare una gravidanza e che siano nelle condizioni mediche di farlo, per garantire una maggiore probabilità di riuscita nel caso in cui, con il trascorrere del tempo, dovessero esserci difficoltà di concepimento, imputabili a una riduzione fisiologica della fertilità.

“Mi chiamo Rosa, vivo e lavoro a Parigi da quasi quattro anni. All’inizio di giugno sono comparsi i primi problemi intestinali - scrive in una lettera Rosa Costrino -. Mi sono affidata ai medici, ho eseguito visite ed esami, ma i tempi per gli accertamenti erano ancora lunghi e, nel frattempo, le mie condizioni continuavano a peggiorare. Quando mia madre è arrivata a trovarmi, mi è bastato guardarla negli occhi per capire quanto fosse preoccupata. Mi vide pallida e molto debole e capì che non potevamo più aspettare. Fu lei a convincermi a tornare in Italia. Oggi so che quella decisione ha cambiato il corso della mia vita”.

La carenza di medici, le difficoltà legate alle situazioni di emergenza-urgenza, il funzionamento della Casa e dell’Ospedale di Comunità, la medicina territoriale e il tema delle risorse regionali. Di questo e di tanto altro si è parlato nel corso di due serate - quelle di mercoledì 29 e di giovedì 30 luglio -  all’Anfiteatro “Carlo Nobile” di Vieste. Gli incontri, organizzati su iniziativa dell’associazione “La Sanità Negata” - nata nell’ottobre 2024 per tenere alta l’attenzione sulle criticità dell’assistenza sanitaria nel territorio - , hanno riportato al centro del dibattito pubblico il futuro della sanità viestana. Il primo appuntamento ha visto protagonista il dottor Antonio Battista, igienista e specialista in statistica sanitaria, che ha offerto una lettura tecnica delle difficoltà che interessano il sistema sanitario pugliese e, in particolare, il Gargano. La seconda serata, invece, è stata dedicata al confronto con le associazioni di volontariato cittadine. Il tutto alla presenza del sindaco di Vieste e presidente della Provincia di Foggia, Giuseppe Nobiletti. Rispetto alla sanità, le criticità, riscontrate anche dai cittadini sono molteplici: dalla persistente carenza di personale sanitario, soprattutto medico, alle difficoltà dell’emergenza-urgenza, fino alla limitata operatività di alcuni servizi, come la radiologia, e alle problematiche legate ai collegamenti con la nuova sede della Casa di Comunità. Nel suo intervento Battista ha invitato ad allargare lo sguardo oltre le singole emergenze, spiegando come molti di questi problemi siano il risultato di un sistema che deve fare i conti con limiti economici e organizzativi: “Se avessimo avuto anche 200 milioni di euro in più non avremmo evitato l’aumento dell’addizionale Irpef”, ha osservato, soffermandosi sul peso del disavanzo sanitario regionale. Non solo. Per l’ex direttore sanitario, gli ostacoli non concernono soltanto le risorse disponibili, ma anche il loro utilizzo: “Bisogna cambiare i criteri di riparto, aumentando le risorse laddove c’è una popolazione più anziana”. Un altro nodo messo in luce riguarda le strutture finanziate con il PNRR: “Le Case di Comunità, in molti casi, sono state realizzate ma manca il personale necessario per farle funzionare”. Da qui la conclusione: “Non si possono dare risposte se non si risolve il problema del disavanzo”.

Andrea Baldini è un performer, attore, cantante e ballerino pugliese (Galatina, LE). “Fino a poche settimane fa ero impegnato in televisione a I Fatti Vostri su Rai 2 e in teatro con I 7 Re di Roma, lo storico spettacolo di Gigi Proietti riportato in scena da Enrico Brignano - racconta in una lettera -. Vi scrivo perché vorrei condividere una storia che credo possa rappresentare non solo una testimonianza personale, ma anche un riconoscimento al lavoro svolto dalla sanità pubblica del nostro territorio”.



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