La UIL FP Foggia segue con attenzione e preoccupazione le notizie che stanno circolando in questi giorni in merito a possibili modifiche dell’attuale assetto organizzativo della rete dell’emergenza-urgenza 118 nella provincia di Foggia. Allo stato attuale, per quanto ci consta, non è intervenuta alcuna informativa né alcun confronto sindacale territoriale sulle eventuali determinazioni che potrebbero interessare alcune postazioni del servizio. Per questo riteniamo necessario mantenere un approccio responsabile, evitando di sovrapporre questioni diverse o alimentare ricostruzioni non supportate da atti ufficiali. Allo stesso tempo, non possiamo ignorare la preoccupazione che si sta registrando tra il personale stabilmente impiegato nel servizio, anche rispetto alle possibili conseguenze sull’organizzazione del lavoro e sulle sedi di impiego.

"Il deficit della sanità pugliese non può diventare il pretesto per smantellare, pezzo dopo pezzo, quei servizi che negli ultimi anni hanno rappresentato una garanzia concreta per i cittadini. Dopo l’aumento dell’addizionale regionale IRPEF, oggi ci troviamo a dover denunciare l’ipotesi di una riorganizzazione del Servizio di Emergenza-Urgenza 118 che, se dovesse tradursi nella riduzione delle postazioni presenti sul territorio, rischierebbe di compromettere seriamente la qualità e la tempestività del soccorso. Il 118 pugliese è stato più volte indicato come un servizio caratterizzato da elevati livelli di professionalità e da una buona organizzazione. Un risultato costruito negli anni grazie al lavoro degli operatori e anche attraverso l’internalizzazione del servizio nelle Sanitaservice. Parliamo di lavoratrici e lavoratori che ogni giorno garantiscono un’attività essenziale, spesso in condizioni difficili e in territori che presentano caratteristiche geografiche e infrastrutturali particolarmente complesse. Eppure, proprio mentre sarebbe necessario consolidare e rafforzare questo sistema, si torna a parlare di riorganizzazione e di possibile riduzione delle postazioni. È una prospettiva che non possiamo accettare" - commenta in una nota la Federazione di Foggia dell'USB.

Bruno Maizzi, presidente Movimento Consumatori Puglia e vicepresidente nazionale: "l'ASL di Foggia, dal 25 agosto non consegna i pannoloni agli anziani. Chi ha un parente alla RSA Don Uva a Foggia, oltre al fatto che, a seguito riduzione retta da parte della Regione Puglia" fino al 31 giugno 2023 le famiglie sostenevano storicamente il 30% della retta giornaliera, mentre il restante 70% era a carico del Servizio Sanitario Regionale (ASL), ed invece dal 1 luglio ci fu l'aumento al 50%: Con la Deliberazione della Giunta Regionale n. 659 del 16 maggio 2023, in adeguamento ai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) nazionali, la quota a carico dei pazienti e delle loro famiglie salì dal 30% al 50% (portando la compartecipazione al principio "metà e metà" con l'ASL).

Il margine per una proroga dei 108 lavoratori interinali di Sanitaservice Foggia sembra essersi definitivamente ristretto. Dopo la lettera con cui Michele Arminio, dirigente della Fp Cgil, ha denunciato i rischi legati alla scadenza dei contratti fissata per il 30 settembre, arriva la conferma che la Regione Puglia sta lavorando a una delibera sui piani assunzionali.Il provvedimento servirà a valutare le procedure già svolte e quelle che potranno essere avviate.  Parallelamente è in corso una riorganizzazione complessiva, in attesa dei concorsi destinati alle diverse strutture. Per gli interinali, tuttavia, non emergono possibilità di un ulteriore rinnovo. Uno scenario che conferma i timori manifestati dai lavoratori e che rappresenta la prosecuzione della vicenda affrontata nei giorni scorsi da l’Attacco con l’intervista al nuovo amministratore unico di Sanitaservice, Massimo Russo. Il quadro è apparso subito particolarmente complesso e l’ipotesi di una proroga era stata indicata come molto remota. A rischiare di restare fuori dal servizio dal primo ottobre sono 108 operatori: 40 impiegati nel 118 e 68 ausiliari-pulitori presenti negli ospedali e nelle strutture sanitarie della provincia di Foggia. Per la Fp Cgil, la loro uscita simultanea potrebbe provocare un pesante vuoto negli organici, con conseguenze dirette sul funzionamento delle ambulanze, sull’attività dei reparti e sui carichi di lavoro del personale già in servizio. “Questo non è un problema di burocrazia, ma di sopravvivenza dei servizi sanitari nella provincia di Foggia”, sostiene Arminio. Secondo il dirigente sindacale, senza gli interinali verrebbe meno una quota rilevante degli operatori oggi utilizzati per coprire i turni. Il rischio sarebbe quello di ricorrere ancora di più agli straordinari, sottoponendo il personale a orari estenuanti e aggravando le difficoltà di un sistema già alle prese con numerose carenze. Particolare attenzione viene riservata agli ausiliari, figure che il sindacato considera indispensabili per assicurare l’igiene, la sanificazione e il supporto quotidiano nei reparti. La loro assenza, avverte Arminio, non ricadrebbe soltanto sugli altri lavoratori, ma anche sui pazienti e sull’organizzazione complessiva dell’assistenza.
La Fp Cgil chiede quindi alla Regione e all’Asl di Foggia di accelerare le procedure pubbliche per ausiliari, soccorritori e autisti del 118, evitando che tra la cessazione dei contratti interinali e l’ingresso del nuovo personale si apra un vuoto. Per il sindacato sarebbe necessario mantenere in servizio gli attuali operatori almeno fino al completamento delle selezioni. Una soluzione che, però, appare difficilmente praticabile alla luce dell’impossibilità di procedere con ulteriori rinnovi.

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