La fragilità presenta il conto alla sanità pugliese e la III Commissione, presieduta da Felice Spaccavento, dedica la seduta del 5 ottobre alla rete dei servizi per Alzheimer e demenze. Quattro audizioni intrecciano diritti dei pazienti, sostenibilità delle strutture. Antonio Paolo Scalera, della Lega, denuncia le carenze dei Centri per i disturbi cognitivi e demenze e l’assenza di un percorso diagnostico terapeutico assistenziale regionale. Chiede che il Tavolo tecnico sulle demenze diventi operativo, con tempi e obiettivi verificabili, rappresentanti dei familiari e un rapporto regionale: la risposta non può fermarsi all’istituzione di un organismo.
Sul fronte dei gestori, AIOP, Welfare a Levante, Legacoop e Confcooperative Sanità chiedono tariffe aggiornate, ferme al 2020, e sostegno. Rinnovi contrattuali e rincari pesano sui bilanci; aumentare le remunerazioni senza adeguare i budget rischierebbe di ridurre l’assistenza. Legacoop denuncia il trattamento da “Calimero” riservato alla cooperazione sociale. Il confronto riguarda anche i fondi. Welfare a Levante rivendica i 265 milioni previsti nel 2022, che la regione puglia dovrà destinare a RSA e Centri diurni , una volta che sarà chiarito  il fondo nazionale che sarà assegnato dal Governo alle varie regioni, ma la dirigente Elena Memeo precisa che quella cifra copriva il fabbisogno potenziale, inclusi posti non ancora realizzati o accreditati. Il fondo 2026 supera i 224 milioni; l’incremento è di circa 2,2 milioni. Resta da ampliare l’offerta. Pentassuglia indica la revisione dei fabbisogni, il raccordo tra Sanità e Welfare e una digitalizzazione unica per monitorare la spesa. Conferma il lavoro su IVA e trasporto delle persone con disabilità, richiamato dal consiglio regionale di Fratelli D’Italia, Giannicola De Leonardis, ma lega la programmazione alle risorse nazionali. Intanto in Capitanata la protesta dei dieci sindaci sulle seconde ambulanze sembra aver avuto gli effetti desiderati: l’assessore Pentassuglia ai microfoni dell’Attacco assicura il mantenimento delle postazioni e punta sul concorso per autisti e soccorritori. La sfida è trasformare gli impegni in servizi.

Tariffe ferme al 2020, costi in crescita e bilanci sotto pressione. Nella III Commissione Sanità del Consiglio regionale pugliese, il confronto del 5 ottobre su RSA e centri diurni ha riportato al centro la sostenibilità dell’assistenza alle persone non autosufficienti. AIOP, Welfare a Levante, Legacoop e Confcooperative Sanità Puglia chiedono interventi concreti, mentre la Regione richiama i vincoli finanziari e il lavoro sui fabbisogni.

“Non togliamo postazioni”. L’assessore regionale alla Salute, Donato Pentassuglia, risponde alla protesta dei dieci sindaci della Capitanata contro il rischio di soppressione delle seconde ambulanze del 118. Una mobilitazione nata dalla preoccupazione per la tenuta dell’emergenza in una provincia estesa, con collegamenti difficili e territori nei quali la disponibilità di un mezzo aggiuntivo può incidere sui tempi dei soccorsi.

Fino a mercoledì continueranno gli eventi in presenza e virtuali, sul tema: “Allattamento al seno: informazione, sostegno e prossimità”, con video call interattive nella virtual room in cui ginecologi, pediatri e ostetriche offriranno supporto, informazioni e consigli alle neo mamme che allattano al seno, per superare gli ostacoli legati agli spostamenti necessari a raggiungere i Presidi Ospedalieri.

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