Il presidente della “Commissione di indirizzo e vigilanza sulla Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza – Opera di San Pio da Pietrelcina O.F.M. Cap.”, Maximino Caballero Ledo, in base ai poteri conferitogli dallo Statuto, ha proceduto nei giorni scorsi alla nomina dei membri del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza.

I trasferimenti sono cominciati, ma proprio dal gruppo che, secondo la Fondazione Turati, avrebbe potuto continuare a essere seguito a Vieste. Restano invece ancora nella struttura i cinque pazienti indicati da tempo come i casi più complessi sotto il profilo psichiatrico, quelli per i quali la Fondazione aveva chiesto con maggiore insistenza una diversa collocazione perché ritenuti poco compatibili con un reparto di riabilitazione. È il nuovo paradosso della vicenda Turati: dei diciassette utenti interessati dalla decisione (uno di loro era andato incontro a una dimissione decisa dalla famiglia), oggi ne rimangono undici e i trasferimenti verso il Don Uva di Foggia stanno procedendo a piccoli gruppi, generalmente di due persone per volta. A fare il punto con l’Attacco è ancora il Direttore Generale Maurizio De Scalzi, che nei mesi scorsi aveva già contestato le modalità con cui era stata gestita l’intera operazione. La richiesta della Fondazione era stata duplice: da una parte evitare di lasciare a Vieste proprio gli utenti con problematiche maggiormente riconducibili alla salute mentale; dall’altra organizzare il trasferimento in maniera il più possibile organica, così da consentire alla struttura di rimodulare anche il servizio e il personale. “Invece li stanno portando via due per volta, con molta calma e, per il momento, non abbiamo alcun segnale che intendano farsi carico di quelli per i quali avevamo chiesto da tempo un intervento”. Una situazione che De Scalzi definisce sostanzialmente rovesciata rispetto alle richieste formulate dalla Fondazione: “Quelli che secondo noi potevano tranquillamente rimanere vengono portati via; quelli che avevamo segnalato come non appropriati per una struttura riabilitativa restano con noi”.

A distanza di un mese dall’articolo de l’Attacco sulla petizione promossa nel 2022 da Matteo Caputo inerente un ambulatorio di fisiokinesiterapia nel  PTA di Monte Sant’Angelo, qualcosa, timidamente, si è smosso. Non ancora abbastanza per parlare di apertura, ma quanto basta per capire che il progetto continua a essere preso in considerazione. Caputo, dal canto suo, denuncia il silenzio delle istituzioni: “Mi hanno fermato diversi cittadini, anche persone che avevano firmato la petizione, che mi hanno ringraziato e chiesto di continuare a portare avanti questa battaglia. Ma a livello istituzionale non ho avuto alcun riscontro”, ci racconta.

La partita per la guida di Sanitaservice Asl Foggia passa adesso nelle mani della nuova Direzione generale dell’Azienda sanitaria. La procedura per la nomina dell’amministratore unico della società in house, infatti, era stata avviata dalla precedente gestione strategica dell’Asl, quando alla guida dell’Azienda c’era il commissario straordinario Antonio Nigri. L’avviso, pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Puglia il 18 maggio scorso, dava esecuzione alla deliberazione numero 510 del 7 maggio 2026. Ora il dossier arriva sul tavolo della nuova direttrice generale Tiziana Di Matteo. Tra le possibilità previste dallo stesso avviso c’è anche quella di modificare, prorogare, sospendere o revocare il bando per legittimi motivi.  Un’eventuale riapertura o proroga dei termini, dunque, potrebbe inevitabilmente determinare un ulteriore allungamento dei tempi prima di conoscere il nome del nuovo amministratore unico. Ma come avviene esattamente la scelta? È questo uno degli aspetti più importanti della procedura. Non siamo di fronte a un normale concorso pubblico nel quale una commissione assegna punteggi, forma una graduatoria e proclama un vincitore. L’avviso stabilisce espressamente che l’amministratore unico viene nominato dal direttore generale dell’Azienda controllante attraverso una procedura ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi di trasparenza, pubblicità e imparzialità. L’incarico ha una durata di tre esercizi consecutivi, con possibilità di rinnovo per un periodo della stessa durata. I candidati devono naturalmente possedere precisi requisiti. Oltre a quelli generali e a quelli di onorabilità, professionalità e autonomia, è richiesta una laurea magistrale, specialistica o del vecchio ordinamento e un’esperienza dirigenziale di almeno tre anni con autonomia nella gestione di risorse finanziarie e umane all’interno di una pubblica amministrazione. In alternativa è ammessa un’esperienza almeno triennale come amministratore unico, amministratore delegato, direttore amministrativo, direttore del personale o direttore dell’area economico-finanziaria di società di capitali a controllo pubblico o privato. Non possono invece ricoprire l’incarico né i dipendenti dell’Asl Foggia né quelli della stessa Sanitaservice. Il punto decisivo arriva nella fase finale. L’avviso definisce infatti la selezione come una procedura di carattere “idoneativo”: non sono previste graduatorie, attribuzioni di punteggio o altre classificazioni di merito. La nomina spetta al socio unico, sulla base della competenza e dell’esperienza che emergono dai curricula presentati, attraverso un provvedimento motivato.

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