Aree Interne, l’aria è cambiata: Da Bari c’è un nuovo approccio, concordi su cosa (non) si farà

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Il messaggio dalla Regione è arrivato forte e chiaro martedì pomeriggio da Castelluccio Valmaggiore: nella nuova Strategia per le Aree interne, la… strategia è che non ci saranno praticamente più erogazioni di fondi a beneficio di un singolo borgo, ma solo per progetti per comprensori molto più ampi, possibilmente per tutti insieme. Cosa piuttosto difficile da attuare per quella dei Monti dauni che comprende ben 29 comunità, e alcune di queste lontane diverse decine di chilometri, senza contare che ci sono esigenze condivise, ma anche peculiarità che è complicato da contemplare in pochi elaborati su temi come trasporti, ambiente, turismo prima di tutto. 
E infatti, nella prima tappa del tour regionale che l’Amministrazione Decaro ha avviato per andare sui singoli territori a spiegare quali sono le intenzioni, ma anche ad ascoltare sul posto di cosa ci sia bisogno, la quasi totalità dei Sindaci è rimasta silente o comunque prudente, ben sapendo che gli incontri preliminari tenuti in precedenza non hanno mostrato grande concordia. Non è una buona notizia, ma è pure comprensibile, perché non è mica facile indurre una modalità completamente diversa di ragionare per area e non più guardando solo ai propri cittadini. Tanto per dire: c’è quello che pretende quote maggiori di fondi perché la sua popolazione è numericamente superiore, e c’è quella che invece ritiene debba essere esattamente il contrario, perché penalizzata dalla sua “piccolezza” che si traduce in ancora meno servizi per i cittadini. La Regione ha allestito cinque appuntamenti, una per ogni Area interna, dal Gargano al Salento, passando anche per l’Alta Murgia, dopo aver messo sul tavolo oltre 75 milioni di euro. Sono stati pensati come momenti di ascolto, confronto e partecipazione, aperti ad amministratori, imprenditori, operatori locali, in modo da poter definire gli interventi che saranno attuati nei territori.
“L’obiettivo è fare delle risorse disponibili uno strumento di sviluppo costruito a partire dalle specificità dei territori - hanno fatto sapere da Bari - rafforzando i servizi, l’attrattività, la qualità della vita e le opportunità economiche e sociali delle aree più fragili della Puglia. La strategia regionale intende così accompagnare i territori nella costruzione di un nuovo modello di sviluppo capace di valorizzare le risorse locali e contrastare i fenomeni di marginalizzazione, sostenendo la capacità dei Comuni e delle comunità di progettare il proprio futuro.
Ieri il tour ha fatto tappa a Manduria per l’Alto Salento (con dentro pure Avetrana, Maruggio, Sava e Torricella) che gestirà 13 milioni. La settimana prossima toccherà a Cagnano Varano per il Gargano (ci sono anche Carpino, Ischitella, Monte Sant'Angelo e Vico) per un’assegnazione di 11,5 milioni, poi a Spinazzola per l’Alta Murgia con anche Minervino e Poggiorsini con 7,7 milioni, e infine a Tiggiano per il Sud Salento (Alessano, Castrignano del Capo, Corsano, Gagliano del Capo, Miggiano, Montesano Salentino, Morciano di Leuca, Patù, Presicce-Acquarica, Salve, Specchia e Taurisano) con altri 13 milioni. La distribuzione è stata definita sulla base di indicatori demografici ed economici, considerando in tutto circa 230.000 abitanti.

Davanti al museo della Valle del Celone di Castelluccio Valmaggiore, peraltro sotto un’insolita e benefica pioggia, si sono presentati gli assessori regionali Marina Leuzzi (con delega all’Urbanistica e proprio alle Aree interne) e Raffaele Piemontese che a Bari si occupa di Trasporti e Infrastrutture, facendosi accompagnare dalla struttura tecnica di riferimento: Pasquale Orlando, direttore del Dipartimento programmazione e gestione dei fondi vincolati, responsabile del coordinamento dei programmi europei e del monitoraggio del Pnrr, Roberto Covolo, responsabile dell’attuazione del programma e programmazione strategica della Giunta Decaro, e Anna Maria Candela, dirigente del Dipartimento Cultura e Turismo. Presenti anche quasi tutti i consiglieri regionali di maggioranza. Leuzzi ha detto che l’obiettivo non è solo la “resistenza” per la gente dei territori marginali, ma anche una questione di tutela dei luoghi e dei diritti. “Questi fondi e i successivi progetti rappresentano solo un pezzo della soluzione - ha dichiarato - e sono l'avvio di un percorso in cui sarà fondamentale la relazione di collaborazione. Abbiamo molte sfide davanti a noi, per le quali c’è bisogno di costruire opportunità per restare, senza per forza dover resistere, andando incontro alle esigenze e ai bisogni di servizi e infrastrutture. Questo tour vuole cominciare la costruzione di un racconto che sia la base per soluzioni consapevoli e sostenibili”.

La maggior parte dei soldi dovrà essere spesa per contrastare la percezione quasi negativa di chi vive in quei territori e anche di chi li osserva da lontano, mirando a farli diventare luoghi capaci di generare nuove opportunità di vita, lavoro e impresa, e quindi la destinazione della quasi totalità è per interventi di sviluppo territoriale e valorizzazione turistico-culturale, aumentando l’attrattività, l’abitabilità e la competitività, creando nuove opportunità per chi vi risiede e per chi potrebbe scegliere di viverci, lavorarci o investire.
Sono state “dettate” quattro grandi direttrici: i luoghi, attraverso il recupero e la rifunzionalizzazione di immobili pubblici, edifici inutilizzati e spazi collettivi da destinare a servizi di comunità, attività culturali, innovazione sociale, formazione, coworking e nuove funzioni di interesse pubblico; i landmark territoriali, cioè quei patrimoni culturali, ambientali e identitari che rendono unico ciascun territorio, come castelli, masserie, siti archeologici, paesaggi rurali, cammini, tradizioni e patrimoni immateriali potranno essere valorizzati come fattori di sviluppo e attrazione; l’ospitalità, con l’obiettivo di rafforzare la capacità di accoglienza, migliorare i servizi per visitatori e residenti, promuovere forme innovative di ospitalità diffusa e favorire la permanenza nei territori di turisti, lavoratori da remoto, studenti, giovani famiglie e nuovi abitanti; imprese e lavoro, sostenendo la nascita e il consolidamento di attività economiche nei settori della cultura, del turismo, dell’artigianato, dell’agricoltura di qualità e dei servizi di prossimità. Particolare attenzione sarà dedicata all’autoimpiego, all’imprenditorialità giovanile e femminile e al recupero produttivo di immobili e spazi inutilizzati.

Piemontese ha invece evidenziato come proprio i Monti dauni attingono il 41% del totale dei fondi disponibili per le infrastrutture, con oltre 7 milioni che in questo momento “vanno spesi bene, senza contare le altre decine messe a terra per il rifacimento delle strade. Io su questo settore poi avrei l’idea di favorire quelle ‘bianche’, a beneficio di cicloturisti e percorsi alternativi di visita dei territori”.
Chi è andato sul pratico è stato invece il Gal Meridaunia, sempre più braccio operativo di riferimento. Adriana Natale ha snocciolato cifre e progetti portati a termine negli ultimi anni: “Abbiamo dimostrato di avere una governance forte, siamo riusciti a lavorare insieme individuando gli interventi che poi abbiamo fatto. Siamo stati ovunque e pensiamo di aver fatto bene quello che ci eravamo prefissi”.
Il presidente Pasquale De Vita, invece, ha assicurato di voler continuare a voler lavorare con i Sindaci e la Regione: “Abbiamo un’esperienza ormai consolidata – ha detto – con la precedente programmazione, oltre alle attività svolte con altre fonti di finanziamento. Noi aiutiamo a concretizzare la visione e le idee che si vogliono attuare, sia a livello locale che regionale, sempre nel pieno rispetto dalle autonomie decisionali di enti e imprenditori. Personalmente io punterei molto sulle politiche a fare dei giovani e delle imprese, ce lo racconta e ce lo suggerisce la storia, perché solo così si possono creare le basi per un reale sviluppo. Ed è quello che è accaduto con le precedente programmazione, creando servizi per i cittadini, realizzando infrastrutture, valorizzando i prodotti di cui ci possiamo vantare”.
Orlando ha rinnovato l’intenzione già espressa dalla parte politica della Regione: “Queste aree non devono solo essere solo accompagnate verso un destino ineluttabile. Si può fare qualcosa di diverso e concreto in termini di attrattività per chi abita e per chi vuole venire. Chiederemo però un coinvolgimento attivo della cittadinanza che custodisce uno straordinario territori”.

Candela ha parlato della costruzione di una strategia “guardando al tessuto economico, ma i Sindaci devono aiutarci. Non è più il tempo della spesa con soldi da impiegare, senza un ragionamento di visione. Dobbiamo pensare a riqualificare e migliorare con interventi per area e non per singoli Comuni. Devo dire che voi – riferendosi ai primi cittadini tra cui si sono registrate solo un paio di assenze – avete già imparato camminare insieme, nonostante sia la zona più complessa. Non dobbiamo guardare solo ai bisogni, ma anche ai diritti da rendere esigibili”.
Ecco, i Sindaci. A fare da padrone di casa è stato Pasquale Marchese, il quale ha sottolineato il fatto che la Regione sia venuta sul posto ad ascoltare: “Da questo ascolto possono nascere politiche aderenti alle esigenze del territorio, capaci di incidere concretamente sulla vita delle persone. Questa terra conosce le difficoltà legate allo spopolamento, alla distanza dai servizi essenziali e alla carenza di collegamenti. Allo stesso tempo, esprime la tenacia di chi sceglie di restare, custodire i propri luoghi e investire nel futuro, anche grazie a risorse importanti come la bellezza del paesaggio, la solidità delle relazioni, la qualità delle produzioni e un patrimonio culturale e ambientale capace di generare sviluppo, attrattività e nuova occupazione. La concreta attuazione della Strategia richiede infrastrutture adeguate, servizi sanitari e scolastici di prossimità, collegamenti più efficienti, sostegno alle imprese agricole e turistiche e nuove opportunità per i giovani che scelgono di restare o di tornare. Il futuro delle aree interne si costruisce valorizzando le risorse che rendono questi luoghi unici. Ambiente, enogastronomia e accoglienza possono concorrere alla costruzione di un'offerta integrata, riconoscibile e capace di generare economia, oltre a luoghi che custodiscono memoria e pensiero, insomma l'identità locale favorendo gli itinerari culturali e il turismo lento. Chi sceglie di visitare i Monti dauni deve poter incontrare un territorio unito, capace di presentarsi attraverso un'identità comune un'offerta organizzata. La cultura è un'infrastruttura essenziale, al pari della banda larga e della viabilità. Per questo chiediamo risorse certe e continuative per i piccoli musei e per le reti culturali diffuse nei Comuni”.

Giovanna Santacroce di Volturino era anche nella doppia vesta di presidente regionale dell’Unione dei Comuni e Comunità Montane. Anche lei ha invocato maggiore attenzione non solo dal punto di vista economico, ma anche legislativa e normativa, “perché – ha detto – abbiamo problematiche diverse rispetto ad altre realtà, magari non montane, e che vanno affrontare in maniera diversa. Faccio l’esempio del mio Comune che ha un avanzo di bilancio di 4 milioni di euro rivenienti dalla royaltes dell’eolico, ma non posso spenderli per quello che serve veramente. La Regione, che percepiamo vicina alle nostre istanze, ci dovrebbe aiutare anche in questo, allargando i vincoli, perché con quelle risorse si potrebbe abbassare le tasse, eliminare certi tributi, fare investimenti e quindi creare attrattiva e ripopolamento”.
Decisamente dissenziente la posizione di Massimo Venditti che giù più volte aveva contestato l’approccio generale della Regione Puglia: “Se non tirano fuori reali incentivi per imprese e pensionati, tra poco non ci sarà più nessuno nei nostri paesi che, secondo me, molti di questi che parlano, nemmeno sanno dove si trovano.  Ci vengono consegnate proposte già stabilite senza discutere veramente, senza capire di cosa abbiamo bisogno. E non sono solo soldi, perché prima delle risorse bisogna vedere le reali esigenze e poi realizzare un progetto”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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