Il dato più evidente resta quello delle presenze. Alla Casa circondariale di Foggia ci sono oggi 689 detenuti, quasi il doppio dei 365 posti disponibili. Il tasso di sovraffollamento raggiunge così il 220%, facendo dell’istituto foggiano uno dei più affollati d’Italia. È quanto emerso dalla visita effettuata questa mattina da Nessuno Tocchi Caino, con una delegazione guidata dal segretario Sergio D’Elia. Accanto all’emergenza strutturale, però, arrivano alcuni segnali incoraggianti. Gli episodi di autolesionismo sono passati dai circa 120 del 2025 ai circa 60 registrati quest’anno. Non si sono verificati suicidi, mentre le aggressioni agli operatori sono scese da 38 a 17. Restano comunque carenze nell’organico. Gli agenti effettivi sono 225 rispetto ai 244 previsti. Particolarmente delicata la situazione sanitaria. I detenuti con patologie psichiatriche sono 123, mentre tre persone attendono da oltre un anno di essere trasferite in una Rems. Sono inoltre 145 i detenuti con problemi di tossicodipendenza.
Per D’Elia, tuttavia, il dato numerico restituisce solo una parte della situazione. "Abbiamo la stessa opinione che avevamo prima di entrare. Conosciamo bene questa realtà. Per noi, che visitiamo le carceri quasi tutti i giorni, Foggia ha un record che lo fa salire, insieme a San Vittore e Poggioreale, sul podio infame dei primi 3 carceri più sovraffollati d’Italia". Il segretario di Nessuno Tocchi Caino parla anche delle condizioni dell’istituto. "Quando in un carcere c’è sovraffollamento, ci sono degrado e abbandono. È quello che abbiamo visto ancora una volta oggi. Un degrado in cui vivono non solo i detenuti, ma anche le persone che lavorano all’interno dell’istituto". Domani su l’Attacco l’approfondimento completo.
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