L’assemblea dei lavoratori di Sanitaservice con Raffaele Piemontese il giorno del silenzio elettorale
Su Sanitaservice Foggia la partita per la nomina del nuovo amministratore unico sembra complicarsi proprio quando avrebbe dovuto avvicinarsi alla conclusione. E quella che poteva apparire come una normale procedura amministrativa sta assumendo sempre più i contorni di una questione politica. Come già raccontato da l’Attacco, l’iter per individuare il nuovo vertice della società in house era stato avviato dalla precedente direzione strategica dell’Asl. Con l’arrivo della nuova direttrice generale Tiziana Dimatteo, però, sul tavolo sarebbe finita anche l’ipotesi di riaprire i termini della selezione, eventualità che inevitabilmente allungherebbe i tempi e rimetterebbe almeno in parte in movimento una partita che sembrava già incanalata. Ed è proprio questa possibilità a far discutere. Perché la decisione finale ricade nella sfera di responsabilità della direzione generale dell’Asl e oggi è Dimatteo a dover scegliere quale strada imboccare. Eppure, secondo quanto filtra negli ambienti politici e sanitari foggiani, la direttrice apparirebbe combattuta, quasi frenata davanti alla scelta. Da chi o da cosa? È questa la domanda che comincia a circolare con sempre maggiore insistenza. C’è chi legge l’eventuale riapertura semplicemente come la volontà della nuova direzione di valutare autonomamente una procedura ereditata dal passato. Una scelta che, se adeguatamente motivata e consentita dagli atti, rientrerebbe nelle prerogative amministrative. Ma nei corridoi della politica foggiana circola anche un’altra lettura, decisamente più maliziosa: quella di una partita sulla quale continuerebbe a pesare l’influenza di Raffaele Piemontese, da anni uno dei principali riferimenti politici del centrosinistra in Capitanata.
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