Morte di Sadam Houssain, indagini sul caporalato: quaderni, telefoni e contatti al vaglio degli inquirenti
Dalla scomparsa dopo una giornata nei campi al ritrovamento del cadavere nel bagagliaio della sua automobile ci sono una serie di elementi che ora gli investigatori stanno cercando di ricomporre per capire cosa sia accaduto a Sadam Houssain, bracciante pakistano di 32 anni che viveva a Ippocampo, nel territorio di Manfredonia. La Procura di Foggia procede per omicidio volontario contro ignoti. Tra le piste al vaglio c’è quella che conduce al sistema dell’intermediazione della manodopera agricola e ai rapporti che il 32enne avrebbe intrattenuto con lavoratori e aziende del territorio. Un’ipotesi investigativa, ancora tutta da verificare, sulla quale potrebbero fornire indicazioni i telefoni, le Sim, le agende e i numerosi appunti acquisiti dagli inquirenti.
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