Il dibattito sul fine vita entra ufficialmente nell’agenda del Consiglio regionale pugliese e lo fa anche per iniziativa del centrodestra o almeno parte di questa. Dopo quanto avvenuto in Veneto, in Puglia sono i consiglieri regionali Napoleone Cera della Lega e Marcello Lanotte di Forza Italia a spingere perché la Regione intervenga per colmare quello che definiscono un vuoto normativo, mettendo però al centro del percorso anche cure palliative, hospice e libertà di scelta. In conferenza stampa nella Sala Campione del Consiglio i due consiglieri hanno spiegato il motivo per cui indipendentemente dall’indirizzi dei rispettivi partiti si è deciso di avviare un processo autonomo perché hanno spiegato i valori etici prescindono dalle ideologie partitiche.
Cera respinge l’idea che l’iniziativa sia semplicemente l’effetto di quanto accaduto in Veneto. “C’era già un dibattito aperto tra noi consiglieri regionali in Puglia su questo tema. Dal momento in cui la Consulta ha aperto al diritto, è chiaro che sul vuoto normativo dobbiamo intervenire. Il legislatore è qui per questo e dobbiamo dare risposte anche ai cittadini pugliesi”. Una proposta che potrebbe persino trovare punti di contatto con quella depositata dalla maggioranza. Cera non chiude la porta: “Non ho ancora avuto modo di leggere il loro testo. Lo faremo con attenzione. Noi diamo molta importanza alle cure palliative, agli hospice e all’organizzazione della sanità. Vedremo se ci sarà la possibilità di convergere”. E anche all’interno del centrodestra il confronto resta aperto, soprattutto perché, sottolinea il consigliere leghista, “questi sono temi etici che vanno oltre la politica”. Da qui l’intenzione di coinvolgere associazioni, mondo cattolico e realtà pro vita prima di arrivare alla definizione del testo. Sulla stessa linea Marcello Lanotte. Per il consigliere di Forza Italia la politica regionale non può più ignorare una questione ormai entrata con forza nel dibattito pubblico. “Nessuno può fingere che il tema non esista. Sarebbe certamente auspicabile che fosse affrontato dal Parlamento, ma finché questo non avviene non è giusto che i cittadini pugliesi non abbiano le stesse garanzie di accesso previste in altre regioni”. Nel merito, la proposta assegna priorità all’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore, prevedendo solo successivamente il percorso relativo al fine vita. Viene inoltre tutelata l’obiezione del personale sanitario e contemplata l’ipotesi dell’autosomministrazione del farmaco. Lanotte rivendica soprattutto un principio: “La politica non deve avere un approccio manicheo, stabilendo ciò che è giusto e ciò che è sbagliato sui temi etici. Deve essere riconosciuta ai cittadini la libertà di valutare per sé”. L’auspicio, dunque, è che la discussione superi gli steccati tra maggioranza e opposizione. “Mi auguro che il Consiglio regionale non faccia come gli struzzi, mettendo la testa sotto la sabbia come avvenuto negli anni precedenti”, conclude Lanotte. Il fine vita diventa così uno dei primi terreni sui quali, in questa legislatura, gli schieramenti potrebbero lasciare spazio alle coscienze individuali e a convergenze finora difficilmente immaginabili. di Antonio Cardano
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