Giorno di protesta, Bari blindata: pannelli di legno, espositori vuoti e negozi chiusi al passaggio manifestanti

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

La paura è arrivata prima del corteo. Si è infilata nelle vetrine svuotate, dietro i pannelli montati a protezione degli ingressi, nelle decisioni dei commercianti di chiudere al passaggio dei manifestanti. A Bari il sabato dello shopping ha cambiato volto: il salotto della città si è ritrovato a fare i conti con l’ombra dei saccheggi di Milano, con gli appelli circolati sui social e con un’attesa che, per ore, ha tenuto insieme passeggio e apprensione. Poi sono arrivati la manifestazione, alcune decine di giovani lungo le strade del centro, qualche momento di tensione e infine lo scioglimento al Molo San Nicola. Senza incidenti. È stato questo l’epilogo di una giornata surreale, nella quale il timore delle violenze ha inciso sulla vita della città molto prima che qualcuno iniziasse a sfilare. Già dalla tarda mattinata, via Sparano ha mostrato i segni delle precauzioni. Prada ha oscurato le vetrine con pannelli, Gucci le ha svuotate e ha trasferito la merce, pur mantenendo possibile l’accesso al negozio.  Anche altre attività si sono protette: Sephora ha utilizzato il legno per schermare alcune superfici, Foot Locker ha adottato misure di sicurezza dopo i saccheggi subiti dalla catena a Milano il sabato precedente. Nel cuore commerciale del capoluogo, gli allestimenti hanno lasciato spazio alle protezioni. Il lusso è arretrato dietro le barriere, mentre fuori hanno continuato a passare clienti, famiglie e persone dirette ai locali.Il contrasto ha restituito l’immagine più straniante della giornata: le insegne illuminate sopra gli espositori vuoti, le porte ancora aperte accanto alle vetrine schermate, la normalità degli acquisti condizionata dalla possibilità di dover interrompere tutto. Per i commercianti è stato un sabato trascorso a osservare anche ciò che accadeva fuori, oltre la soglia. Per chi ha attraversato il centro, il consueto percorso tra negozi e locali si è trasformato in una passeggiata tra pattuglie, controlli e precauzioni. La città, inizialmente, ha provato a conservare le proprie abitudini. Bar e ristoranti hanno lavorato, il passeggio è proseguito, ma il dispositivo di sicurezza è apparso ben visibile. 

Le pattuglie hanno presidiato i punti sensibili, mentre gli agenti in borghese hanno affiancato i servizi su strada. In piazza del Ferrarese, all’ingresso del borgo antico, è stato attivato un presidio permanente. Con il trascorrere delle ore, però, il centro è apparso meno frequentato del consueto. In via Sparano si sono susseguiti controlli e identificazioni: l’allerta ha accompagnato ogni movimento, quando ancora non era partito alcun corteo. 

Alle spalle della mobilitazione delle forze dell’ordine c’è stata l’attività investigativa avviata alla vigilia. Secondo quanto comunicato dalla Questura, venerdì sera gli agenti hanno bloccato e perquisito un gruppo di ragazzi tra i 15 e i 18 anni diretto verso il centro. Sono stati sequestrati tre passamontagna, materiale pirotecnico e alcuni cellulari; i minorenni sono stati poi affidati ai genitori. Le indagini, coordinate dalla Dda e dalla Procura per i minorenni, hanno riguardato ipotesi di reato che comprendevano l’istigazione a delinquere finalizzata alla devastazione e al saccheggio, con finalità di terrorismo, oltre a contestazioni relative ad armi, munizioni, esplosivi e travisamento. 

Un quadro investigativo ancora da accertare, distinto da quanto è poi avvenuto in piazza. Nel pomeriggio alcune decine di giovani sono confluite in piazza del Ferrarese. Hanno portato rivendicazioni contro il carovita, le spese militari e le scelte del governo. Antonella De Renzo, coordinatrice di Cambiare Rotta Bari, ha dichiarato di non conoscere il Movimento 17 ottobre e ha ricondotto la propria presenza alle ragioni della protesta giovanile: sanità, formazione e lavoro, contrapposti alla centralità che, a suo giudizio, il governo aveva attribuito alla guerra. 

Quando il corteo non autorizzato ha imboccato via Sparano, l’apprensione si è tradotta in un gesto concreto. Molti negozi hanno chiuso gli ingressi, alcuni passanti hanno cercato riparo negli esercizi commerciali. Gli agenti si sono schierati in assetto antisommossa. I giovani hanno scandito slogan contro la guerra, attraversato via Argiro e raggiunto la Prefettura.  A poca distanza, le forze dell’ordine hanno protetto il Consolato onorario di Israele. Si sono levati cori contro le spese militari, insulti alla polizia e alla presidente del Consiglio. 

Il passaggio più delicato si è registrato in corso Vittorio Emanuele, dove i manifestanti hanno incrociato un gruppo di militanti di destra, presenti per quella che loro stessi avevano definito una ronda contro possibili danneggiamenti. Un cordone di agenti ha separato i due gruppi. Ci sono stati cori e slogan, ma nessun contatto. Il corteo ha raggiunto infine il Molo San Nicola e si è disperso. 

Bari ha chiuso così il suo sabato sospeso: nessun assalto, nessuno scontro. Sono rimaste le immagini delle vetrine protette e di una città che, per un pomeriggio, ha passeggiato insieme alla paura.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet