Come era stato anticipato da l’Attacco settimane fa, il Ministero dell’ambiente ha preparato una nuova terna per la presidenza dell’ente Parco nazionale del Gargano, tutta espressione di Forza Italia. Oltre al commissario straordinario Raffaele di Mauro e alla vichese Tiziana Casavecchia, che già comparivano nella precedente terna, compare il nome di Nazareno Gabrielli al posto dell’operatore turistico di Rodi Garganico Vincenzo D’Errico, su cui il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano aveva espresso lo scorso anno l’intesa col ministro Gilberto Pichetto Fratin, “gabbando” il centrodestra, che aveva un accordo interno su di Mauro. Un accordo anche tra i tre nomi, cui venne però meno D’Errico accettando di poter diventare presidente dell’ente e dicendo addio a Forza Italia. Poi, nei mesi scorsi, ci sono state le audizioni davanti alle commissioni ambiente di Camera e Senato, che pur esprimendo parere consultivo bocciando D’Errico – formalmente proposto dal Ministero dopo l’intesa con Emiliano – hanno confermato il paradosso di un voto contrario alla proposta ministeriale da parte degli eletti di maggioranza. Infine la nuova terna, con la sostituzione di Gabrielli – vicinissimo a di Mauro – a D’Errico, si ignora però se sia stata già trasmessa all’attuale presidente della Regione Antonio Decaro. Ma D’Errico continua a non darsi per vinto e rende nota l’ordinanza del Consiglio di Stato, pubblicata venerdì, sulla domanda di sospensione, proposta dal Ministero, dell’efficacia della sentenza di primo grado del TAR Puglia, che accogliendo il ricorso di D’Errico, aveva ordinato a Roma di concludere il procedimento, in un senso o nell’altro. Il massimo giudice amministrativo non ha accolto la domanda cautelare del Ministero “ritenuto non sussistente il pregiudizio grave e irreparabile derivante dall’esecuzione della sentenza di primo grado impugnata, in considerazione della circostanza che, come emerge anche dalla nota del 30 settembre 2026, il M.A.S.E. ha provveduto a sostituire, nella terna dei candidati destinati a rivestire la carica di presidente dell’ente Parco nazionale del Gargano, il nome del dottor Vincenzo D’Errico con altro candidato, così dimostrando che il procedimento si sta avviando verso la sua naturale conclusione” e “ritenuto, inoltre, che, in ogni caso, non sussiste alcun pericolo che il vertice dell’ente Parco possa risultare vacante con conseguente ripercussioni sulla gestione dell’ente medesimo, in quanto, comunque, in caso di mancata nomina del presidente, le funzioni svolte dallo stesso sarebbero, comunque, assunte dal commissario straordinario”, come si legge nell’ordinanza.
D’Errico commenta parlando di “nuova vittoria” e denunciando “il cortocircuito istituzionale di un Ministero che ha chiesto ai giudici di sospendere una sentenza a cui dice di aver appena obbedito”.
“Il MASE ha deciso di fare appello al Consiglio di Stato. Tuttavia, proprio alla vigilia dell'udienza, il Ministero ha compiuto l'ennesimo un passo falso clamoroso, inviandomi una comunicazione ufficiale comunicando che l’”Autorità politica ha ritenuto opportuno sostituire, nella terna già composta, il nominativo con quello dell'architetto Nazareno Gabrielli”, genitore di Gabriello Gabrielli notoriamente intimo amico del commissario di Mauro”, fa sapere ancora D’Errico.
“Un paradosso giuridico totale: da un lato il Ministero ha chiesto ai giudici di Roma di sospendere l'ordine del TAR, ma dall'altro lato lo stesso Ministero ha dichiarato di eseguire quell'ordine. Ma le contraddizioni non si fermano alla procedura. Nel suo appello, il Ministero ha tentato di giustificare il blocco della nomina evocando presunti e infondati conflitti d'interesse. Una narrazione smentita dai documenti interni dello stesso MASE: in una nota riservata del capo di gabinetto, emerge chiaramente che la procedura è stata in realtà bloccata a causa di un parere politico negativo espresso solo a luglio 2026 da una commissione parlamentare, organo meramente consultivo. Intervengo pubblicamente per la prima volta su questa complessa vicenda non per una mera rivendicazione personale, ma con il preciso obiettivo di difendere un preminente interesse pubblico. La mia designazione è scaturita da un'intesa istituzionale “forte” tra il Ministero e la Regione Puglia, un accordo di assoluto rilievo costituzionale che non può essere calpestato, aggirato o svilito. Questi documenti dimostrano che il Ministero ha cercato di costruire motivazioni posticce per giustificare un ritardo inaccettabile, nascondendo la vera natura meramente politica dello stop”, continua D’Errico.
“La nostra battaglia legale proseguirà a tutela della trasparenza e per il rispetto del Gargano, con ancora più determinazione contro questo nuovo, strumentale e immotivato diniego ministeriale, che rappresenta un palese e inaccettabile tentativo di estromettermi dalla terna per ragioni esclusivamente politiche, aggirando le pronunce dei giudici e calpestando l'intesa già validamente raggiunta con la Regione”.
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