Quarant’anni di porte aperte, quindici ospiti oggi e una giornata che comincia come in ogni famiglia. Alla XIX Festa del Volontariato, allo stand della Casa di Accoglienza Padre Agostino Castrillo della parrocchia Gesù e Maria, due volontari hanno raccontato a l’Attacco che cosa significa vivere l’accoglienza ogni giorno.
Nella sua intervista Roberto Ginese descrive la vita della Casa: la sveglia alle 7, chi esce presto per andare a lavorare, la cena preparata a turno e condivisa, fino alla sala tv. “Una casa normale”, la definisce. Ricorda il trasloco di dieci anni fa, dai vecchi stanzoni adibiti a dormitorio alle camere con bagno interno, e i visi degli ospiti “di gioia”. Racconta anche la fatica di ritrovare il dialogo con chi ha vissuto a lungo per strada, che “è come utilizzare una lingua differente”.
Sonia, anche lei volontaria, parla di chi in questi anni è passato dalla Casa: persone uscite dalla droga, persone arrivate in Italia per la guerra, chi aveva perso il lavoro ed è stato aiutato a trovarne uno nuovo.
Per i quarant’anni la parrocchia ha organizzato un mese di iniziative, “Dai Santi ai poveri, da poveri a Santi”. Il prossimo appuntamento è il 25 ottobre alle 20 nella Sala San Francesco, con lo spettacolo teatrale “Perché a te”, dedicato a san Francesco. Tutte le iniziative sono gratuite.
(Luca De Marco - l’Attacco)
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