C’è perplessità, oltre che scetticismo, tra gli ambientalisti dopo l’annuncio fatto da Comune di Foggia e M5S rispetto all’investimento, da parte dell’ente municipale, di mezzo milione di euro per nuovi alberi. Un’iniziativa che fa seguito a quasi tre anni di insoddisfacente gestione del verde pubblico, culminata col disastro della gara in quattro lotti annullata dal TAR Puglia. “Per la prima volta nella storia del bilancio del Comune di Foggia nasce un capitolo dedicato esclusivamente alle nuove piantumazioni: 500 mila euro per ridare verde alla nostra città”, è stato l’annuncio, giorni fa, di Palazzo di città. “Ogni albero abbattuto per ragioni di pubblica incolumità sarà sostituito. Le risorse serviranno a piantumare numerose specie arboree nelle zone interessate dagli abbattimenti, garantire l’attecchimento, con cure e manutenzione dopo la messa a dimora e restituire ombra, bellezza e aria più pulita ai nostri quartieri. Ma il verde è una responsabilità condivisa. L’Assessorato accoglierà le segnalazioni già pervenute e quelle che arriveranno da cittadini, comitati e associazioni che hanno a cuore il rinverdimento del proprio quartiere: ogni proposta sarà valutata per costruire insieme una Foggia più verde”. Era seguito l’entusiasmo del M5S, di cui è espressione la vicesindaca con delega all’ambiente Lucia Aprile. “Una bella notizia per la nostra città: 500.000 euro stanziati dal Comune di Foggia per piantare nuovi alberi, sostituire quelli abbattuti e prendersi cura del verde urbano. Ma vogliamo fare un passo in più: coinvolgere direttamente i cittadini”, il messaggio dei contiani. “C’è una strada, una piazza o un angolo del tuo quartiere dove vorresti vedere più alberi? Con Radici, il progetto del Gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle di Foggia, vogliamo raccogliere le vostre idee e portarle all’attenzione di chi può trasformarle in realtà. Per partecipare basta compilare il modulo. Più persone partecipano, più idee possiamo raccogliere per una Foggia più verde. Le radici del futuro le piantiamo insieme”. “Ho letto annunci che mi sembrano un po’ una presa in giro”, afferma a l’Attacco Vincenzo Rizzi, naturalista foggiano e referente del CSN Onlus. “In passato abbiamo presentato una grande quantità di proposte al Comune di Foggia, senza ricevere mai risposte. Erano proposte di sistema, non avevano un approccio singolo. Quelle mancata risposte sono emblematiche di una di una cattiva gestione del verde da parte di questa amministrazione comunale, che in quasi tre anni di mandato ha sbagliato di tutto e di più. Adesso è un problema che si investano 500mila euro senza che sia stata fatta preventivamente un’analisi critica della gestione passata”, osserva Rizzi.
“Si rischia di perpetrare i danni spendendo solo più soldi, ma ripetendo gli errori. Serve in primis un Piano del verde per fare investimenti sensati. Serve analizzare i fattori che hanno portato alla critica situazione attuale, bisogna dare risposte concrete. Non voler ammettere gli errori commessi è grave”.
Una evidente preoccupazione è stata espressa giorni fa anche dal WWF. “Siamo contenti che si voglia investire nel verde pubblico”, prosegue Rizzi, “ma se non si hanno le idee chiare non si va da nessuna parte. Credo che sia scorretto che il M5S faccia una campagna di mera comunicazione quando c’erano proposte serie sul tavolo, come quelle arrivate da Europa Verde, Quelli del libro bianco e WWF. Senza avere un piano e idee chiare si tratta di un’operazione meramente elettoralistica. Ci vuole coraggio ad ammettere di aver sbagliato, dagli errori si impara ed errare è umano”.
Tornando ad Aprile, Rizzi continua: “Il fatto che a Foggia solo ora l’assessora voglia intervenire sul piano del verde - quando doveva attivare il percorso nei primi 100 giorni del mandato - è la misura del fallimento della gestione del verde. Anche ipotizzando che si faccia partire subito la gara per affidare il piano, passerà il tempo utile necessario per piantare in sicurezza gli alberi. Temo che le prime piantumazioni saranno possibili soltanto a fine 2026, se non ai primi del 2027”.
Ma quanti alberi servirebbero? “Più è alta la presenza di alberi più è elevato l’impatto a livello microclimatico. Abbiamo bisogno di una fascia alberata tutto intorno alla città, come pure è necessario utilizzare al meglio tutti gli spazi sia orizzontali che verticali. E’ molto interessante l’esperienza che si vuole realizzare a Bari col recupero degli interstizi, da destinare a verde. Lo sta facendo un’associazione di professionisti”.
Una novità di cui si parlerà nel capoluogo di regione il 23 ottobre nell’incontro “Bari un laboratorio per il Mediterraneo. Una risposta mediterranea al clima”. “E poi penso a quelle metropoli, da Medellin a Parigi, che hanno investito seriamente nel verde pubblico raggiungendo miglioramenti climatici con risvolti sociali molto importanti e minori decessi nella popolazione”.
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