"Giudicheranno i cittadini, alla fine, quello che avrò saputo fare di concreto". Ieri mattina il dottor Antonio Giannelli si è insediato alla guida della Prefettura di Foggia e ha indicato alla stampa le priorità del suo mandato. Tanti i dossier sul tavolo, dalle proteste per il caro carburante alla sicurezza urbana, dalla criminalità al tema dell'immigrazione. Il neoprefetto ha subito indicato nel dialogo, nella conoscenza del territorio e nel rispetto delle regole le direttrici essenziali del percorso da intraprendere. Giunto da Cremona, dove ha ricoperto lo stesso incarico dal 2024, Giannelli ha incontrato i giornalisti nel Palazzo del Governo, affrontando alcune delle principali questioni che lo attendono. La gestione delle manifestazioni, la criminalità organizzata e i centri di accoglienza sono alcuni dei temi sui quali sarà subito chiamato a intervenire. Il nuovo prefetto ha delineato un approccio improntato alla continuità istituzionale, senza rinunciare a una propria interpretazione del ruolo. "Ogni collega ha il suo stile", ha precisato, affidando ai risultati il giudizio sul proprio operato. Nato nel 1968 ad Avellino e laureato in giurisprudenza alla Luiss di Roma, Giannelli è entrato nell'Amministrazione civile del Ministero dell'Interno nel 1996. Nel corso della carriera ha maturato esperienze nella gestione degli enti locali e ha ricoperto incarichi in commissioni straordinarie chiamate ad amministrare Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose. Nel 2024 ha partecipato anche alla commissione d'indagine sul Comune di Bari. A Foggia succede a Paolo Giovanni Grieco, che ha lasciato l'incarico dopo aver guidato la Prefettura dal dicembre 2024. Il nuovo prefetto ha chiarito di non voler impostare il proprio lavoro su annunci o promesse, ma sulla progressiva conoscenza della realtà locale e sulla collaborazione con gli amministratori. "Quello di Capitanata è un territorio che ha grandissime opportunità. Cercherò di visitarlo, consapevole della sua estensione, e di essere presente laddove i sindaci riterranno di invitarmi, cercando di rendere la Prefettura un luogo aperto, che possa essere di supporto alle tante necessità. Senza fare promesse, perché le soluzioni facili non esistono. Dobbiamo garantire quello che si chiama governo delle complessità. Può sembrare un'espressione difficile, ma vi assicuro che è così dappertutto, non soltanto in provincia di Foggia". Il primo passo sarà la conoscenza diretta della città, a cominciare dalle sue aree più problematiche. "Innanzitutto partirò dalla conoscenza dei quartieri. Prima di arrivare qui ho cercato di vedere i quartieri di Foggia e di capire quello che c'è, perché non li conosco. Voglio comprendere e capire, ma non in tempi biblici, anzi in tempi piuttosto rapidi, con il concorso di tutti, anche della stampa. Sarò sempre a disposizione e non mi tirerò indietro rispetto a interviste e quant'altro. Ho sempre cercato di avere con la stampa un rapporto franco e diretto e ho sempre trovato lealtà da parte dei giornalisti, che sono un pezzo fondamentale nella costruzione e nel racconto del territorio". Tra le questioni più urgenti c'è la mobilitazione di agricoltori e autotrasportatori contro il caro carburante, che da giorni interessa la provincia e ha provocato disagi alla circolazione e preoccupazioni per gli approvvigionamenti.
Interpellato sulla possibilità di un'escalation, il prefetto ha assicurato la propria disponibilità al confronto, richiamando al contempo la necessità di tutelare l'ordine pubblico. "Confido sempre nella ragionevolezza e nel dialogo. Questa mattina mi è stato chiesto un incontro e più tardi riceverò senza alcun problema queste persone, che protestano perché vivono una situazione di difficoltà. È evidente, come il questore ha avuto modo di rappresentare loro, che la protesta deve comunque mantenersi entro limiti che non danneggino l'ordine pubblico. Altrimenti è chiaro che si tratta di una situazione che non può essere tollerata. Però le difficoltà della gente vanno comprese".
Nella stessa mattinata, il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida era intervenuto sulla mobilitazione, distinguendo il diritto di manifestare dai blocchi che impediscono la distribuzione delle merci e possono danneggiare imprese e cittadini. Sul tema, Giannelli ha voluto separare le rivendicazioni dei lavoratori dai comportamenti che travalicano i limiti della legalità. "Abbiamo registrato qualche episodio non soltanto di intolleranza, ma anche delinquenziale. Gli episodi delinquenziali vanno immediatamente colpiti e puniti, anche per distinguerli dalle legittime aspettative delle persone di migliorare le proprie condizioni lavorative e di vita".
Un altro fronte riguarda la sicurezza urbana, con particolare attenzione alle baby gang e al bullismo. Il prefetto non ha annunciato misure specifiche, ma ha richiamato l'obiettivo di garantire anche a Foggia standard paragonabili a quelli delle altre città italiane. "Capisco che sia un'aspettativa alta, me ne rendo conto. Però piano piano ci si può arrivare. La prevenzione è possibile anche a Foggia".
Sul rapporto con chi lo ha preceduto, Giannelli ha escluso l'idea di una cesura nell'attività della Prefettura. "Ho sempre lavorato in continuità con i colleghi, che spesso, come in questo caso, sono anche amici. Da questo punto di vista credo che la continuità del lavoro della Prefettura sia essenziale. Ognuno mette nel proprio lavoro la sua anima, il proprio spirito e la propria voglia di fare bene. Io ce la metterò tutta, poi giudicheranno i cittadini quello che avrò saputo fare".
Anche sulla criminalità locale il nuovo prefetto ha preferito non anticipare valutazioni specifiche. "La conoscenza del fenomeno criminale, anche per la mia provenienza, è abbastanza profonda. È chiaro che cercherò di accrescere questa conoscenza anche nel dettaglio, rispetto a quella che generalmente già c'è".
Infine, il tema dei centri di accoglienza, oggetto di numerosi approfondimenti giornalistici de l'Attacco negli ultimi mesi. "Ci sono regole precise per quanto riguarda i controlli, che sono molto stringenti. Evidentemente ci sono situazioni particolari in giro per l'Italia, ma non mi permetto di parlare di Foggia, perché arrivo soltanto oggi e ho pochi dati a disposizione. Foggia ha tante questioni aperte, oltre al tema dell'immigrazione. L'azione di controllo è essenziale, non solo per verificare quali servizi vengono resi, ma anche per conoscere le dinamiche che si svolgono all'interno dei centri di accoglienza. La situazione specifica, però, al momento non la conosco e non mi permetto di dare valutazioni. Anche questo sarà un tema da seguire con attenzione, proprio per garantire la fruibilità delle strutture nel rispetto delle regole".
Per Giannelli, dunque, la sfida è trasformare il dialogo e la conoscenza del territorio in risposte concrete, in una provincia dove le emergenze si intrecciano e le soluzioni richiedono tempo, coordinamento e presenza istituzionale. Saranno i fatti, come ha sottolineato lo stesso prefetto, a misurare l'efficacia del suo mandato.
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