San Giovanni Rotondo, bufera sul caso dei commenti omofobi: chieste le dimissioni di un imprenditore

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Si allarga la polemica scoppiata a San Giovanni Rotondo dopo la diffusione sui social di alcuni messaggi dal contenuto ritenuto omofobo, attribuiti a un noto imprenditore locale. L’uomo respinge ogni responsabilità e sostiene che i propri profili social sarebbero stati violati. Intanto, mentre sulla vicenda è intervenuta anche la sindaca Floriana Natale, si levano le prime richieste pubbliche di dimissioni dall’incarico associativo ricoperto dall’imprenditore.

Chi ha ricostruito l’accaduto è stata la testata Il Fatto del Gargano, che ha raccontato la controversia nata dalla pubblicazione di alcuni screenshot da parte di un giovane dichiaratamente omosessuale. Nei messaggi contestati, secondo quanto riportato dal giornale, comparirebbero espressioni offensive nei confronti delle persone omosessuali, con riferimenti all’orientamento sessuale come a una condizione dalla quale sarebbe possibile guarire. Parole che hanno rapidamente alimentato il dibattito cittadino, provocando reazioni di indignazione e numerosi interventi sui social.

L’imprenditore chiamato in causa, tuttavia, ha negato categoricamente di essere l’autore dei messaggi, attribuendo l’accaduto a un presunto accesso non autorizzato ai propri account, verificatosi dopo l’installazione di un’applicazione destinata al recupero delle fotografie. Una ricostruzione che, allo stato attuale, non risulta verificata in maniera indipendente. Rimane dunque da accertare chi abbia effettivamente scritto i messaggi.

Sulla controversia è intervenuta anche la sindaca di San Giovanni Rotondo, Floriana Natale, che insieme ad alcuni consiglieri comunali ha espresso solidarietà al giovane, richiamando l’attenzione sulla necessità di rispettare le differenze individuali e di utilizzare un linguaggio responsabile, anche sulle piattaforme digitali. Il consigliere Pio Cisternino, attraverso un intervento pubblicato su Facebook, ha chiesto pubblicamente le dimissioni del presidente dell’associazione chiamata indirettamente in causa dalla vicenda. Nel suo post, Cisternino ha ricordato alcune delle principali malattie che colpiscono la popolazione mondiale, ribadendo con forza un concetto: "L’omosessualità non è una malattia" e sottolineando come dichiarazioni di questo genere assumano un peso ancora maggiore quando vengono associate a persone impegnate nel mondo dell’associazionismo. Cisternino ha inoltre richiamato una recente iniziativa natalizia per la quale il presidente dell’associazione avrebbe richiesto contributi pubblici e privati. Da qui la richiesta esplicita di un passo indietro, accompagnata dall’auspicio che sia lo stesso direttivo dell’organizzazione a valutare l’opportunità di sollecitare le dimissioni del proprio presidente.

Nel frattempo, il ragazzo che ha diffuso gli screenshot ha chiarito di non essersi sentito personalmente ferito dalle espressioni contestate. Il suo obiettivo sarebbe stato quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle conseguenze che determinate parole possono avere su persone più vulnerabili, senza alimentare ulteriori tensioni. Al centro del confronto rimangono due questioni distinte: la necessità di chiarire l’effettiva provenienza dei messaggi e quella di contrastare espressioni discriminatorie, indipendentemente da chi ne sia l’autore.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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