Foggia Calcio, 4 sconfitte in 9 gare e cantiere ancora aperto: Auteri adesso valuta possibili alternative

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Quattro sconfitte in nove partite sono un campanello d’allarme che il Foggia non può permettersi di ignorare. Non tanto, o non soltanto, per il peso dei punti lasciati per strada, quanto per la sensazione che accompagna alcuni passaggi della stagione: una squadra capace di produrre gioco, trovare momenti di buona intensità e costruire occasioni, ma ancora troppo fragile quando si tratta di gestire gli episodi e dare continuità alle proprie prestazioni. Il ko con il Potenza ha riportato a galla vecchi difetti, confermando che il percorso di crescita dei rossoneri è tutt’altro che completato.

Il dato delle quattro sconfitte, maturate contro Audace Cerignola, Monopoli, Inter U23 e Potenza, racconta una parte della storia. L’altra riguarda il modo in cui sono arrivate. La fase difensiva presenta problemi di reparto, legati al posizionamento, alla lettura delle situazioni e alla capacità di mantenere compattezza quando gli avversari accelerano. Ma sarebbe riduttivo attribuire tutto a una retroguardia che, in più di un’occasione, ha pagato anche errori individuali, talvolta commessi in momenti decisivi della partita.

Gli errori che costano caro. La sconfitta interna contro l’Audace Cerignola, il 6 settembre, è stata emblematica. Due gli episodi incriminati, a cominciare dalla palla persa che ha favorito la prima rete ospite. Nell’azione del gol, Gallo è stato poi condizionato anche da un contatto con l’arbitro durante il tentativo di recupero. Al di là delle circostanze, resta il dato di una squadra che non può concedersi leggerezze nella gestione del pallone, soprattutto contro avversari pronti a sfruttare ogni spazio. 

A Monopoli, il 12 settembre, è bastata la rete di Capone al 36’ per condannare i rossoneri. In quella circostanza il problema è stato soprattutto nella lettura dell’azione e nella capacità di impedire all’avversario di arrivare alla conclusione vincente. Una sconfitta maturata al termine di una gara nella quale il Foggia, secondo la lettura dello stesso allenatore, aveva mostrato intensità e buone iniziative, senza però riuscire a essere sufficientemente concreto negli ultimi metri. 

Contro l’Inter U23, il 20 settembre, il Foggia era partito con personalità, passando in vantaggio dopo appena tre minuti con Merdji. La partita è poi scivolata sul 3-2, lasciando in eredità il rimpianto per alcuni errori tecnici, in particolare in occasione della seconda rete avversaria. Auteri si è assunto la propria parte di responsabilità, ma ha sottolineato anche la tendenza della squadra a sprecare quanto costruito, concedendo regali che finiscono per compromettere il lavoro svolto. 

L’ultimo esempio, quello più recente, è arrivato contro il Potenza. Un errore di Panico ha dato il via all’azione del vantaggio ospite, mentre sul raddoppio è finita sotto osservazione la disattenzione di Saro. Il tris è arrivato con una deviazione sfortunata di Smeraldi nella propria porta. Tre episodi differenti, ma accomunati dalla stessa conseguenza: una partita che si complica e diventa sempre più difficile da recuperare. Il gol di Berra ha soltanto reso meno pesante il passivo.

Non si tratta di mettere alla gogna i singoli, né di trasformare ogni sconfitta in una caccia al colpevole. Il punto è un altro: quando gli errori si ripetono, la responsabilità non può essere circoscritta al gesto sbagliato. Occorre capire perché la squadra finisca così spesso per esporsi a situazioni nelle quali una scelta imprecisa, un controllo difettoso o una lettura tardiva diventano immediatamente decisivi.

Un ingranaggio da registrare. È qui che entra in gioco il lavoro di Auteri. Il Foggia è una squadra ancora in costruzione, assemblata attraverso un percorso che ha richiesto tempo e che deve inevitabilmente trovare una propria identità. Le difficoltà non riguardano soltanto i difensori: coinvolgono le distanze tra i reparti, la gestione delle seconde palle, la qualità degli appoggi e la capacità di mantenere ordine quando il possesso viene perso. 

L’alternanza di prestazioni positive e passaggi a vuoto dimostra che i meccanismi non sono ancora sufficientemente automatici. La squadra può aggredire con intensità, ma deve imparare a essere altrettanto efficace nella fase successiva; può costruire una buona occasione, ma deve evitare di vanificare tutto con una giocata affrettata.

Anche il possesso necessita di maggiore lucidità, perché tenere il pallone non basta se poi mancano i tempi giusti per verticalizzare o accompagnare l’azione. In questo contesto, la gestione degli uomini diventa un tema centrale. Haoudi e Panico, in particolare, stanno attraversando una fase di evidente flessione e potrebbero aver bisogno di rifiatare, ritrovando serenità e brillantezza attraverso un percorso meno esposto alle pressioni della partita.

La qualità dei due non è in discussione, ma il rendimento recente suggerisce che insistere sempre sulle stesse soluzioni non sia necessariamente la strada migliore. Le alternative in rosa possono offrire nuove energie e, soprattutto, consentire ad Auteri di verificare se un diverso equilibrio tra centrocampo e attacco possa rendere la squadra meno prevedibile e più solida.

Giugliano un’occasione da sfruttare. La trasferta di lunedì sera a Giugliano arriva in un momento delicato, ma offre anche un’opportunità concreta per ripartire. I campani stanno attraversando una fase complicata, segnano con il contagocce e, con 24 reti incassate, presentano la peggior difesa del girone secondo il quadro indicato alla vigilia. Numeri che invitano il Foggia a cercare il risultato con convinzione, senza però cadere nell’errore di considerare la partita già indirizzata. 

Proprio contro un avversario in difficoltà serviranno pazienza e precisione. Il Foggia dovrà provare a sfruttare le fragilità altrui, ma anche evitare di concedere occasioni gratuite, perché una squadra in crisi può ritrovare fiducia proprio attraverso un episodio favorevole. Sarà importante non perdere le distanze, gestire meglio le transizioni e accompagnare il possesso con movimenti coordinati, senza affidarsi soltanto alle iniziative dei singoli.

Per Auteri, insomma, non sarà soltanto una gara da vincere. Sarà un test per capire se il lavoro quotidiano sta cominciando a tradursi in maggiore continuità e se qualche rotazione possa aiutare a trovare la combinazione giusta. Le quattro sconfitte non cancellano quanto di buono è stato mostrato, ma impongono una presa di coscienza: per crescere, il Foggia deve smettere di regalare agli avversari gli episodi che decidono le partite.

La quadra del cerchio passa da qui: meno errori evitabili, maggiore sincronizzazione tra i reparti e più incisività negli ultimi metri. Giugliano può rappresentare il punto da cui riprendere il cammino, a patto che i rossoneri dimostrino di aver imparato qualcosa dalle lezioni ricevute nelle prime nove giornate

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testatina dillo al direttore WEB

 



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