A Cerignola tutti contro tutti nel Pd: ricognizione di Ditommaso sugli appalti (pure al parente di Cicolella)

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Quando mancano pochi mesi alle elezioni comunali della prossima primavera, è evidentemente implosa la maggioranza del Comune di Cerignola, ovvero il campo largo del sindaco uscente dem Francesco Bonito. La seduta di consiglio comunale andata deserta per le assenze nella coalizione, gli scontri al vetriolo tra primo cittadino e presidente dell’assise Sabina Ditommaso, la disgregazione interna ai dem, i civici che cercano di scaricare ogni responsabilità sui dem, rendono evidenti le molte tensioni che albergano a Palazzo di città. Il Pd è indubbiamente dilaniato al proprio interno, come testimonia da ultimo l’iniziativa assunta dall’avvocata Ditommaso. A svelarla per primo è stato ieri l’ex sindaco Franco Metta: “Vi avevo promesso un documento significativo, eccolo qua. Si tratta della carta intestata della presidenza del consiglio, Sabina Ditommaso, la quale chiede all'architetto Patruno, all'ingegner Chiumento e alla dottoressa Di Tuccio, i tre dirigenti del Comune, di acquisire la documentazione relativa a tutti gli interventi e le attività di manutenzione ordinarie e straordinarie eseguiti, affidati, autorizzati o disposti dal Comune dal gennaio 2022 ad oggi con riferimento a tutti i beni del Comune. Che vuole sapere la Sabina nostra? Vuole sapere quali atti amministrativi abbiano deciso questi interventi? Vuole sapere quali imprese e operatori economici siano stati incaricati? Vuole sapere gli importi, i soldi che hanno preso e la situazione contabile? Vuole la documentazione tecnica? Vuole sapere quante imprese sono state individuate, come hanno fatto gli affidamenti? E' chiaro che è un'iniziativa di polemica dura, dissenso aperto nei confronti dell'amministrazione, tipica iniziativa di chi si oppone. Manca la domanda cardine, dopo che hai detto voglio sapere questo, questo, questo e questo, voglio sapere impresa per impresa a quale assessore sono parenti”.

Stando ai beninformati, l’accesso agli atti da parte di Ditommaso sarebbe rivolto a fare una ricognizione dei lavori pubblici assegnati dall’amministrazione di cui è parte, specie con affidamenti diretti, e soprattutto a individuare gli affidamenti di lavori pubblici di cui è stata beneficiaria l’impresa edile Francesco Devenuto del cognato dell’assessora Pd Teresa Cicolella. Già negli scorsi anni era scoppiato il caso di appalti finiti a parenti di Cicolella con polemiche del centrodestra, ma che adesso sia la compagna di partito a volerci veder chiaro è considerata un’iniziativa rientrante in uno scontro tra le due piddine, entrambe ritenute desiderose di prendersi il partito. Ditommaso si sentirebbe coperta dall’apparato foggiano guidato dall’assessore regionale Raffaele Piemontese, mentre di Cicolella è noto il gelo calato col Pd del capoluogo dopo le elezioni regionali.

Una situazione magmatica per il circolo commissariato e affidato al giovane consigliere comunale foggiano Mario Cagiano, atteso dal congresso straordinario che dovrebbe tenersi a novembre.

Un clima di forte nervosismo che rischia di far saltare tutto e che fa seguito alla dura lettera inviata alla Prefettura dal sindaco Bonito contro Ditommaso il 24 settembre scorso. Si tratta della denuncia di comportamento contra legem da parte della presidente del consiglio, con richiesta dei provvedimenti previsti dall’articolo 39 del Tuel. Il giorno prima, ovvero il 23 settembre, Bonito aveva scritto a Ditommaso e, per conoscenza, ai capigruppo di maggioranza, rinnovando alla presidente la richiesta di convocazione del consiglio comunale “con la massima urgenza”.

“Come già chiarito nell’istanza indirizzatati ieri mattina, la mancata deliberazione dei punti all’ordine del giorno non esauriti nel precedente consiglio comunale comporta: l’interruzione del trasporto scolastico extraurbano che interessa decine di alunni residenti nelle borgate dell’agro di Cerignola; l’interruzione delle procedure per l’utilizzo di cinque asili nido; il pericolo attuale e pressante di perdere rilevanti finanziamenti, già riconosciutici, per la rigenerazione urbana. Ho registrato la riluttanza della presidente del consiglio comunale ad assolvere ai suoi doveri istituzionali, con danno gravissimo per la collettività. Chiedo a ciascuno dei destinatari di assumersi le responsabilità connesse ai ruoli ricoperti”. All’indomani partì la lettera alla Prefettura: “In data 21 settembre scorso si è tenuto nella mia città il consiglio comunale ritualmente convocato per l’approvazione di 26 punti all’ordine del giorno. Giunti al punto n. 23 la presidente Ditommaso ha lasciato l’aula accampando una puerile scusante, con ciò determinando il venir meno del numero legale per la validità della seduta, che per questo è stata dichiarata chiusa (la maggioranza consiliare in quel momento contava 13 presenze su 25 consiglieri assegnati). Considerata la mancata approvazione dei punti posti all’ordine del giorno n.23, 24, 25, 26, i cui deliberati sono da considerarsi essenziali per il buon governo della città, ho provveduto a richiedere una nuova convocazione urgente del consiglio comunale per riparare al gravissimo danno prodotto dal comportamento dell’avvocata Ditommaso. Orbene, la presidente del consiglio, pochi minuti fa, ha provveduto alla richiesta convocazione precisando che i punti posti in deliberazione erano quelli già previsti nel precedente ordine del giorno n. 24 e 25 e omettendo, pertanto, quelli già previsti n. 23 e 26, relativi alla “Variazione al Programma Triennale dei Lavori Pubblici 2026-2028, elenco annuale 2026. Riapprovazione – proposta in atti n. 66” (il 23) e al “Permesso di Costruire Convenzionato (PCC) ai sensi dell’art. 28 bis del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 – Approvazione del progetto e dello schema di convenzione urbanistica relativo all’intervento di riqualificazione urbanistico-edilizia nella zona B2/tu, via San Samuele – Società P.A Costruzioni S.r.l. – proposta in atti 59” (il 26). Come di palese evidenza, trattasi di punti della massima importanza. Tutto ciò premesso, denuncio alla Sua attenzione il comportamento contra legem e in violazione dell’art. 39, comma 2, del Tuel da parte della presidente del consiglio e chiedo alla S.V. l’adozione dei provvedimenti previsti dal comma 5 del richiamato articolo 39”. Ecco perché oggi in città si ritiene che Ditommaso abbia aperto un fronte di guerra pure contro Bonito.

“E’ un’aria da tutti contro tutti, sembrano gli ultimi giorni di Pompei…”, commentano alcuni beninformati a l’Attacco. “Si va avanti solo perché, nei mesi ancora a disposizione in questo mandato, ciascuno cerca di portare a casa qualcosa”. E in un clima simile si può ben comprendere come la nebbia sia totale rispetto al nome del candidato sindaco del campo largo, dopo il tramonto dell’ipotesi dell’operatrice culturale ed ex assessora Rossella Bruno, avanzata da Bonito nei mesi scorsi. E c’è chi racconta che Piemontese, parlando con altri dem, avrebbe dato per persa la partita di Cerignola alle urne del 2027.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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