Un sogno nato in famiglia che ora ha una casa nuova. Venerdì sera l’Oleificio Cericola ha inaugurato a Borgo Incoronata, in via Melfignana, la sua sede rinnovata davanti a una platea di almeno 200 persone. In questa intervista Pietro Leone, titolare dell’oleificio, racconta a l’Attacco cosa è cambiato. La nuova sede, spiega, è “un sogno di mia figlia”: il frantoio c’era già, ma sono stati rifatti il punto vendita e gli uffici. “È tutto nuovo”. Poi il modello dell’azienda: un olio di alta qualità, su una fascia medio alta, venduto in Italia e all’estero e anche online, ma senza passare dalla grande distribuzione. “Non andiamo nelle grandi distribuzioni”, dice, “vendiamo direttamente dal produttore al consumatore”. La lavorazione si fa tutta in sede, fino all’imbottigliamento, ed è monovarietale, perché ogni varietà di oliva ha un gusto diverso. Gli impianti sono in gran parte superintensivi, il metodo di coltivazione di cui Leone si dichiara convinto sostenitore per l’Italia. Ci sono una decina di varietà, dalle più dolci alle più amare e piccanti, accanto a peranzana e coratina. Il gusto, dice, è soggettivo: il cliente assaggia e sceglie.
Dietro la nuova sede c’è una storia che comincia nel 1998 con un piccolo frantoio, passa dal primo ettaro di superintensivo piantato nel 2009 e arriva alla cooperativa Ol.Ma.S, che oggi conta 150 soci per circa mille ettari. La serata si è aperta con gli interventi. Veronica Leone, figlia di Pietro, ha letto un testo sulla sede pensata per accogliere e raccontare una storia. L’assessore Giuseppe Galasso, a nome dell’amministrazione comunale, ha parlato di “una lezione di vita”, e il consigliere Antonello Di Paola ha definito la famiglia “l’orgoglio” della città. Poi tutti a tavola, tra bruschette, formaggi, pancotto e vini locali, con un pianoforte che suonava musica da camera e tante candele accese.
di Luca De Marco.
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