Il 3 agosto 2026 l'Ufficio Intercomunale Cave, che ha sede presso il Comune di Apricena, firmò la determinazione n. 757 con cui autorizza House srl a coltivare una nuova cava di calcare da taglio e da frantumazione in località Casa di Campo, fino al 31 dicembre 2042. Sono 16 anni di estrazione in un distretto dove la pietra è la prima voce dell'economia locale, dove ha sede uno dei bacini estrattivi e marmiferi più importanti d’Italia. Sarebbe un provvedimento di routine, se non fosse per chi sta dietro la società. House srl appartiene interamente a Power Holding srl, una holding riconducibile ai coniugi Potenza: l'ingegnere Antonio Potenza, sindaco di Apricena ininterrottamente dal 2014 e riconfermato nel giugno 2024, e la moglie Grazia Rita Fasanella. L'autorizzazione porta la firma del geologo Michele Pecorelli, che guida l'Ufficio Cave in virtù di un decreto del sindaco. House srl nacque nel 2013 a Bologna e l'anno dopo si trasferì a Roma, ma lavora ad Apricena. Lì ha le sue due unità locali, un cantiere e un deposito di materiali da costruzione, e lì risultano impiegati tutti i suoi dipendenti. Per oltre dieci anni la socia unica e amministratrice è stata Maria Luigia Incoronata Santoro, madre di Antonio Potenza. Nell'ottobre 2024 l'intera quota passò a Grazia Rita Fasanella. Il 28 aprile 2026, davanti a un notaio di Napoli, la moglie del sindaco conferì il cento per cento della società a Power Holding srl, con sede dichiarata a Milano, nell'ambito di un aumento di capitale della holding. Nella nota integrativa al bilancio l'operazione diventa una “riorganizzazione” finalizzata a costituire un gruppo societario. Fasanella oggi è amministratrice unica della holding, mentre la gestione di House è tornata a Santoro dal dicembre 2025. Contano le date. Il 4 aprile 2025 House modificò l'oggetto sociale e vi inserì l'esercizio di cave di materiale calcareo e l'estrazione di pietra e marmo, attività che fino ad allora non prevedeva. Dopo 74 giorni, il 17 giugno, il deposito in Comune dell'istanza per aprire la nuova cava. Il conferimento alla holding è avvenuto a pratica ancora aperta, tre mesi prima che l'autorizzazione venisse rilasciata. I terreni su cui sorgerà la cava non appartengono alla società. La determina li individua soltanto con i riferimenti catastali - le particelle 11, 14 e 24 del foglio 17 - ciascuna autorizzata “in porzione”. Il titolo con cui House srl ne dispone emerge solo di sfuggita, dove l'atto riporta i rilievi della Regione: un contratto di affitto. Il bilancio è coerente con questa ricostruzione. La voce terreni e fabbricati resta ferma a 175mila euro e compare per la prima volta un costo di 20mila euro per il godimento di beni di terzi, compatibile con un canone. La determina però non dice chi siano i proprietari e non riporta data, registrazione e durata del contratto. Eppure l'autorizzazione vale 16 anni e lo stesso provvedimento ne prevede la decadenza se viene meno il diritto dell'esercente sui terreni. Manca anche una planimetria, manca la superficie: delle tre particelle concesse in porzione non si sa dove passi il confine.
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Apricena, il caso: la cava della famiglia Potenza autorizzata dall'ufficio che risponde al Sindaco
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