Aree interne, da Celle di San Vito appello alla Regione: “Aiutateci a riaprire le case e tenere vivi i borghi”

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Alla Fiera del Levante il confronto della Regione Puglia sulle aree interne ha coinvolto amministratori, associazioni e cittadini dei 55 Comuni interessati dalla strategia regionale. Tra le voci arrivate dai Monti Dauni c’è quella di Palma Maria Giannini, sindaca di Celle di San Vito, che ha portato al padiglione 152 una richiesta concreta: aiutare il Comune a recuperare le case vuote per realizzare un albergo diffuso.

“Ci sono molte case abbandonate. Le ho comprate perché non diventino cadenti e vorrei ristrutturarle”, racconta Giannini. Il Comune ha compiuto il primo passo acquistando gli immobili, ma per trasformarli in spazi utilizzabili servono risorse. La sindaca chiede alla Regione di accompagnare il progetto e consentire al paese di accedere ai finanziamenti: “Spero che ci dia la possibilità di utilizzare queste risorse e realizzare questo sogno”.

Nelle intenzioni dell’amministrazione, le abitazioni recuperate potrebbero accogliere visitatori e offrire nuove possibilità a chi desidera trasferirsi nel borgo. Per Celle di San Vito, dunque, la proposta riguarda il turismo ma anche la lotta allo spopolamento: riaprire le case significa provare a riportare persone nelle strade del paese e a preservare edifici che rischiano di deteriorarsi.

Giannini ha raccontato anche la Festa del vicino, nata tra poche persone dello stesso vicinato e cresciuta fino ad attirare partecipanti da altri centri. È un’occasione per mostrare il senso di comunità di Celle, che la sindaca descrive come «una grande famiglia». Ma le relazioni, da sole, non possono risolvere le difficoltà dei piccoli Comuni. “La Regione deve sforzarsi di stare vicino a questi piccoli borghi”, insiste Giannini, chiedendo sostegno e una presenza concreta delle istituzioni.

Dai Monti Dauni è arrivata in Fiera anche l’esperienza di Carlantino. Daniela Cafano, delegata alla Cultura, ha presentato ‘I fili del tempo’,  il progetto sugli abiti storici realizzati dalle donne che hanno partecipato ai laboratori di sartoria. Il percorso, sviluppato con In.Formazione.it di Lucera e il contributo della stilista Elvira Catignano, unisce memoria del territorio e formazione. L’obiettivo, spiega Cafano, è che le competenze acquisite possano diventare spendibili e aprire opportunità di lavoro.

Sono due proposte diverse, nate dalla stessa esigenza: dare ai borghi strumenti per continuare a vivere. A Celle di San Vito ci sono case da ristrutturare; a Carlantino, competenze da trasformare in occupazione. La giornata della Fiera ha dato voce a entrambe. Ora la strategia regionale dovrà tradurre il confronto in interventi accessibili anche ai Comuni più piccoli. Perché scegliere di restare in un’area interna richiede una comunità viva, ma anche case, servizi e lavoro.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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