Voler essere simboli di legalità e trasparenza comporta poi l’onere quotidiano di assomigliare fino in fondo, coi fatti, alle parole che si dicono e di dover garantire quei principi e valori nel massimo grado possibile. Il Comune di Monte Sant’Angelo l’11 settembre scorso ha dato grande risalto alla comunicazione del riconoscimento nazionale per il primo cittadino Pierpaolo d’Arienzo, a cui è stata conferita la Menzione Speciale per la categoria amministratori pubblici nell’ambito della decima edizione del Premio Pio La Torre. La cerimonia di premiazione si è svolta quella mattina a Bologna, al termine del convegno “Legalità e lotta alla corruzione. Per la difesa delle istituzioni pubbliche e la tutela dei diritti di lavoratrici e lavoratori e di cittadine e cittadini”. Promosso da Avviso Pubblico (di cui d’Arienzo è presidente pugliese), Cgil nazionale e Fnsi - Federazione Nazionale Stampa Italiana, il Premio Pio La Torre è dedicato alla memoria del sindacalista e parlamentare ucciso da Cosa Nostra il 30 aprile 1982 insieme a Rosario Di Salvo. Il riconoscimento intende valorizzare casi di alto valore civile e politico aventi come protagonisti amministratori locali, sindacalisti, dipendenti pubblici e giornalisti che si sono distinti nella difesa della democrazia, nella prevenzione della corruzione e nell’affermazione dei valori della responsabilità e della trasparenza. Nessun chiarimento è stato invece finora fornito dall’amministrazione comunale alle opposizioni e alla comunità intera in merito alle severe osservazioni fatte dal presidente dell’ANAC – Autorità nazionale anticorruzione, Giuseppe Busia, con la delibera n.276 del 7 luglio scorso, in cui sono state rilevate “criticità e anomalie”, nonché mancante nel controllo dell’ente, rispetto all’importante appalto dei “lavori di completamento delle urbanizzazioni in continuità con Corso Garibaldi e Corso Vittorio Emanuele in ambito del programma innovativo urbano denominato contratti di quartiere Il”, procedura che ha avuto come stazione appaltante lo stesso Comune di Monte Sant'Angelo e che partiva dall’importo di 1.217.048 euro.
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Monte Sant’Angelo, l’ANAC tira le orecchie al Comune per l’appalto da 1,2 milioni: “Criticità e anomalie”
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