Dopo di noi, le grandi manovre di Pippo Cavaliere: un’ordinaria storia di colletti bianchi pronti a tutto

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Come raccontato nei giorni scorsi su queste colonne, l’arrivo di Michele Salatto all’Urbanistica ha rimesso in moto numerose pratiche rimaste per anni dentro gli uffici comunali. Dossier attorno ai quali si sono sedimentati nel tempo interessi pubblici e privati e che il nuovo assessore ha riportato al centro dell’agenda amministrativa. Salatto, come noto, è arrivato a giugno prendendo il posto di Giuseppe Galasso, che aveva ricevuto dalla sindaca Maria Aida Episcopo la delega all’Urbanistica tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024. Nei due anni e mezzo di gestione del settore, attorno a Galasso si erano però condensati non pochi malumori, dentro e fuori Palazzo di Città, legati alle inerzie su diversi progetti rimasti sospesi e ai quali oggi Salatto sta dando nuovo impulso. Tra questi c’è il "Dopo di noi" della Fondazione Monti Uniti, una vicenda che affonda le radici nel primo decennio del nuovo secolo e che racconta bene quanto possa essere lungo, articolato e disseminato di incrostazioni il percorso tra un progetto e la sua effettiva realizzazione. Il "Dopo di noi" è innanzitutto un progetto di grande valore sociale, pensato per garantire assistenza e servizi ai ciechi pluriminorati anche quando le famiglie non saranno più in grado di occuparsene. È anche un intervento urbanistico da alcuni milioni di euro, su un terreno della Fondazione Monti Uniti, che da anni attende di superare gli ostacoli amministrativi. Dietro la sua realizzazione c’è l’ingegnere Pippo Cavaliere. Un nome tutt’altro che estraneo alle dinamiche della città. Cavaliere è infatti titolare di uno degli studi professionali più attrezzati del capoluogo nel campo dell’urbanistica, oltre ad essere una figura storicamente inserita nella politica cittadina e, in particolare, nel centrosinistra foggiano. È stato assessore e vicesindaco di Gianni Mongelli, candidato sindaco del centrosinistra nel 2019 e, negli anni successivi, è rimasto una presenza riconoscibile nel perimetro politico e professionale dell’area progressista. Oggi è anche il professionista indicato per seguire la realizzazione tecnica dell’intervento. Lo scorso anno il suo studio ha inoltre ricevuto dal Comune un incarico professionale relativo allo stadio Zaccheria, circostanza che aveva suscitato discussioni nella maggioranza proprio alla luce della sua storia politica. In quest’ottica, l’arrivo all’Urbanistica di Salatto, esponente di quella stessa stagione politica nella quale si è mosso Cavaliere, diventa una lente attraverso cui rileggere l’intera vicenda.

La storia del "Dopo di noi" comincia molto prima dell’insediamento dell’attuale amministrazione comunale. Nel 2008, quando Francesco Andretta presiedeva l’allora Fondazione Banca del Monte, comincia a prendere forma l’idea di realizzare anche a Foggia una struttura destinata ai ciechi e agli ipovedenti pluriminorati adulti. Il problema era ed è quello che si presenta quando termina il percorso scolastico e una persona, per la gravità della propria condizione, non può essere inserita nel mondo del lavoro. Senza servizi adeguati, il rischio è quello di rimanere confinati in casa oppure di dover ricorrere a strutture lontane dal territorio e dalle proprie famiglie. Per dare continuità a quell’idea, la Fondazione dei Monti Uniti e l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti puntano alla nascita di un organismo specifico. Nel 2014 viene riconosciuta la personalità giuridica della Fondazione Gli Occhi del Cuore Onlus, nata con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei non vedenti pluriminorati e di realizzare il "Dopo di noi" a Foggia. La Fondazione dei Monti Uniti ne diventa socio fondatore e sostenitore. Il progetto viene presentato pubblicamente il 16 dicembre 2017 nella sala "Rosa del Vento" della Fondazione dei Monti Uniti, in via Arpi. Ci sono Aldo Ligustro, allora presidente dei Monti Uniti, Vito Pacillo, presidente della Fondazione Gli Occhi del Cuore, e Francesco Andretta, consigliere della Fondazione dei Monti Uniti. È lo stesso Ligustro a ricostruire allora il percorso dell’iniziativa, partita nel 2008, diventata una fondazione specifica nel 2014 e concretamente operativa nel 2017. Da quel momento la questione diventa anche urbanistica.

Per realizzare la struttura viene individuata un’area di proprietà della Fondazione dei Monti Uniti nei pressi dell’istituto Pascal. Il progetto prende forma e viene quantificato in alcuni milioni di euro. Il problema è la destinazione urbanistica dell’area, classificata come Zona F a destinazione educativa, mentre il "Dopo di noi" ha una funzione socio-assistenziale. Per procedere occorre quindi intervenire sul quadro urbanistico attraverso una variante. La richiesta resta ferma negli uffici comunali fino all’estate scorsa. Episcopo viene proclamata sindaca il 27 ottobre 2023 e il 14 dicembre presenta in Consiglio comunale la nuova Giunta. A Giuseppe Galasso vengono assegnate Urbanistica, Lavori pubblici e Rigenerazione urbana, con le deleghe urbanistiche che restano formalmente alla sindaca fino al 31 dicembre. Nel 2024 Galasso entra in carica. La richiesta di variante resta però ferma e il dossier non arriva alla sua conclusione. La vicenda viene ripresa nello scorso mese di agosto, quando viene riferito che una bozza di delibera è finalmente pronta per il passaggio in Consiglio comunale. Il cambio di passo arriva con il rimpasto di giugno. Episcopo nomina Michele Salatto assessore all’Urbanistica, al Social Housing e alla Valorizzazione della Città Storica, togliendo a Galasso la delega urbanistica e lasciandogli gli altri incarichi. La nomina viene presentata dalla sindaca sulla base delle competenze professionali e dell’esperienza maturata da Salatto nel campo dell’urbanistica e della pianificazione. Il nuovo assessore prende così in mano una serie di pratiche accumulate nel tempo. Il "Dopo di noi" è una di queste.

A questo punto la vicenda assume una dimensione politica interessante. Salatto non deve costruire il progetto da zero. Deve prendere una pratica esistente, con un progetto già definito e una variante urbanistica che attende di essere portata a compimento, e provare a farle superare il passaggio amministrativo rimasto sospeso. La sua azione, in questo senso, è quella di un assessore che riapre un dossier ereditato dalla precedente gestione. Il punto, però, è che dietro a quel progetto c’è il nome di Pippo Cavaliere, ingegnere e politico molto noto in città, con una storia tutta incardinata nel solco della tradizione progressista foggiana. Risulta superfluo sottolineare che si tratta di due piani distinti. L’appartenenza a un determinato ambiente politico non mette in discussione la comprovata competenza professionale di Cavaliere. Eppure il suo doppio profilo, insieme alla singolare coincidenza temporale tra la nomina di Salatto e l’immediato riavvio di quella specifica pratica, solleva qualche interrogativo. L’arrivo all’Urbanistica del nuovo assessore è finalizzato a sbloccare dossier legati a determinati portatori di interessi? E se il progetto era già maturo, quali resistenze hanno impedito che Galasso lo portasse a compimento? Si trattava di ostacoli esclusivamente tecnici e amministrativi oppure, dietro lo stallo, c’erano anche valutazioni di natura politica?

Il nome di Cavaliere, del resto, non è nuovo negli atti della Giunta Episcopo. Nel 2025 il Comune affidò al suo studio un incarico relativo allo stadio Zaccheria. La scelta provocò discussioni all’interno della maggioranza proprio per il profilo politico del professionista. Palazzo di Città difese però la procedura, spiegando le ragioni tecniche della scelta e sostenendo che fosse stato rispettato il principio di rotazione. E allora la questione che resta sul tavolo è questa. Dietro la riapertura del progetto c’è soltanto una necessaria accelerazione amministrativa oppure anche una precisa operazione di ricucitura degli interessi rimasti sospesi negli anni? Sul progetto l'Attacco ha ascoltato l'attuale presidente della Fondazione dei Monti Uniti, il giornalista Filippo Santigliano. "Il progetto viene da lontano, ha quasi vent'anni ormai. Ha avuto inizio ai tempi del presidente Andretta ed è proseguito con Russo e Ligustro. Si tratta di un'opera di grande utilità sociale ed è sicuramente positivo che venga portata a termine quanto prima", ha detto. "Tuttavia, come Fondazione, non conosciamo lo stato dell'arte dal punto di vista burocratico. Mi sono insediato soltanto l'anno scorso come presidente e da allora non ho avuto interlocuzioni né con Galasso, prima, né con Salatto, adesso. A seguire le pratiche è lo Studio Cavaliere, in qualità di progettista. Adesso attendiamo che la pratica faccia il suo corso e che il progetto possa finalmente arrivare alla sua realizzazione".

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testatina dillo al direttore WEB

 

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