Costruire una ciclovia è il primo passo. Per trasformarla in un’occasione di turismo e lavoro bisogna collegarla agli altri percorsi, mantenerla in sicurezza e offrire servizi a chi pedala. È la sfida al centro di Ciclovie di Puglia, l’incontro organizzato dalla Regione al padiglione 152 della Fiera del Levante con amministratori, associazioni, imprese e cittadini.
Il presidente Antonio Decaro ha annunciato oltre 26 milioni di euro, attraverso due linee dei fondi complementari alla coesione, per sostenere la nuova fase. “In questi anni abbiamo realizzato infrastrutture importanti, dalla Ciclovia Adriatica a quella dell’Acquedotto Pugliese, fino ai percorsi del Gargano e del Salento. Ora dobbiamo investire nella gestione, nella manutenzione e nei collegamenti per creare un’unica rete regionale”, ha spiegato.
Noleggio e riparazione delle biciclette, guide turistiche, ostelli e punti di ristoro sono, secondo Decaro, le attività necessarie per far crescere un’economia lungo gli itinerari.
“La sfida è trasformare le ciclovie da infrastrutture in esperienze”, ha aggiunto l’assessore regionale alla Mobilità Raffaele Piemontese. Dopo gli investimenti nella costruzione dei percorsi, occorre renderli utilizzabili sia dai pugliesi sia dai visitatori. Il confronto in Fiera ha affrontato perciò anche l’accessibilità, i collegamenti tra treno e bici, le informazioni digitali e la valorizzazione di borghi, parchi e produzioni locali.
Nel programma trovano spazio diverse esperienze della Capitanata: la ciclopedonale dei Monti Dauni, i sentieri del Gargano, la Via Francigena da percorrere in bicicletta e i progetti nell’area di Monte Sant’Angelo. Il cicloturismo potrebbe portare visitatori anche nei territori interni, a condizione che gli itinerari siano connessi ai luoghi da scoprire e ai servizi necessari per attraversarli.
Sulle risorse per realizzare e mantenere i nuovi tracciati è intervenuto il consigliere regionale Antonio Tutolo. La legge regionale del 2013, ha ricordato, prevede piste ciclabili in occasione degli interventi di adeguamento delle strade finanziati con fondi pubblici. “Mi chiedo con quali soldi le costruiamo e, soprattutto, con quali le manteniamo”. Tutolo ha citato il futuro adeguamento della Lucera–San Severo: un’eventuale pista lungo la strada comporterebbe ulteriori oneri per la Provincia, già in difficoltà nella manutenzione della rete viaria.
Da qui la richiesta di rivedere quell’automatismo e scegliere i percorsi attraverso un progetto strategico, valutando quali possano davvero attrarre visitatori e contribuire allo sviluppo locale. Il punto d’incontro tra le posizioni emerse in Fiera è concreto: perché i 26 milioni producano risultati, ogni ciclovia dovrà avere collegamenti utili, servizi e una gestione capace di garantirne la manutenzione nel tempo.
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