E’ intervenuta Roma per tentare di riportare ad univocità e chiarezza la posizione di Fratelli d’Italia rispetto alle elezioni comunali di Cerignola della prossima primavera. Come trapela da fonti del Basso Tavoliere, lunedì mattina i vertici meloniani di Capitanata – ovvero il coordinatore provinciale Giannicola De Leonardis, l’altro consigliere regionale Nicola Gatta e i due parlamentari Annamaria Fallucchi e Giandonato La Salandra – sono andati insieme nella Capitale, dove hanno discusso del caso Cerignola con Arianna Meloni, che è a capo della segreteria politica e responsabile del tesseramento di FdI, e col deputato Giovanni Donzelli, responsabile nazionale dell'organizzazione del partito. L’esito è stato netto: le decisioni spettano al coordinamento provinciale e il partito cittadino deve adeguarsi. Del resto lo statuto di FdI è chiaro: per i comuni con più di 15mila abitanti la posizione del partito a livello politico e amministrativo compete al coordinamento provinciale, tant’è che il coordinamento locale può solo proporre la propria lista a Foggia. Lista a proposito della quale c’è chi si chiede quando il segretario cerignolano Franco Reddavide intenda sospendersi per candidarsi. Insomma, per qualcuno le regole statutarie sarebbero state violate a Cerignola. Il passo seguente è stata, ieri, la convocazione formale del coordinamento cittadino per domenica mattina a Foggia, quando ci sarà l’indicazione della linea da seguire dopo mesi in cui il partito locale si è mosso contrariamente a quanto era stato indicato da FdI provinciale. In attesa di seguire l’evoluzione della delicata vicenda dei meloniani, a l’Attacco l’ex segretario cittadino Gianvito Casarella smentisce le indiscrezioni riportate su queste colonne a lui relative. “Leggo che non sono più vicino a Giandonato La Salandra e che mi sarei avvicinato ad altri. Ho pure letto che per quello non sono più collaboratore del nostro deputato: il contratto è semplicemente scaduto e non ho fatto un concorso pubblico per mantenere incarichi. Tutto qui. Ciò che ho subìto al congresso 2025 è stato deprecabile sotto ogni aspetto, per cui non esiste alcun avvicinamento a nessuno”, il riferimento a Giannatempo.
“Resto semplicemente a combattere in FdI senza minacciare esodi. Questa è l'unica differenza tra la posizione di Netti e la mia”, continua ricordando che, come scritto su queste colonne giorni fa, il gruppo del consigliere comunale e provinciale Nicola Netti sarebbe pronto a lasciare il partito qualora passare la linea dell’ex sindaco Antonio Giannatempo, di Reddavide e del loro auspicato candidato sindaco, il commercialista civico Franco De Cosmo.
“Condivido ogni parola dell'analisi di Giandonato di qualche giorno fa”, aggiunge Casarella rispetto all’intervista del deputato, che è stato netto e duro rispetto ai tre. I rumors su Casarella sono sorti, verosimilmente, alla luce del silenzio mantenuto negli ultimi mesi, quando al fronte comune di altri contro Giannatempo&Co. non si è unita pure la sua voce. C’è chi ritiene che si sia nuovamente “inabissato” come avvenne nel 2021, quando si fece logorare da Giannatempo e si tirò indietro in suo favore.
Stavolta perché non ha firmato la lettera del gruppo storico di FdI ai vertici provinciali? “Nessuno me lo ha chiesto, forse proprio in virtù della differenza di posizione sull'immediato futuro e sui nomi dei candidati che circolano”, replica Casarella, per tre anni e mezzo collaboratore parlamentare di La Salandra.
“Non abbiamo certo distanze su temi come il necessario rinnovamento ed il superamento di logiche di dirottamento che sono state alla base dell'esito del congresso 2025. Un dato è certo: il partito da quel momento non è più lo stesso. Tanto meno abbiamo distanze o dubbi sulla necessità di andare oltre i partiti e far coalizione coi civici, necessario purché nell'ambito del centrodestra. E non troppo oltre solo per aggregare massa. Non c’è, ribadisco, alcun mio avvicinamento politico a Giannatempo. I suoi obiettivi sono contrastanti con il percorso che FdI stava compiendo con me alla guida. Solo, se tutti andassimo via, FdI resterebbe a seguire percorsi incontrastati. E io ho lavorato e lavoro ogni giorno per fare opposizione, per strada, tra la gente. Con incoraggianti risultati non dei tavoli politici, ma delle persone. La questione Cerignola è salita ai piani superiori, mi aspetto che da lì arrivi la soluzione. Per questo ho ritenuto finora di restare zitto. Sono e resto un uomo di partito, resto in FdI a fare la mia battaglia, cercando di fare in modo di evitare al partito derive. Se ce ne andassimo tutti non ci sarebbe un argine alle derive”, conclude Casarella.
Quanto sta avvenendo rispetto a Cerignola pare ad alcuni una partita in primis interna alla corrente fittiana del partito, visto che sia l’ex Antonio Giannatempo che Nicola Gatta, che sono su posizioni opposte, sono notoriamente legati al vicepresidente della Commissione europea. E non è un mistero per nessuno che sul posizionamento di ciascuno incida anche quanto avvenuto in precedenti competizioni: se Gatta, che è per l’alleanza col fronte civico di Metta&Co., alle scorse regionali fu aiutato dai civici cerignolani Pezzano e Paparella, Giannatempo fu aiuto nel congresso FdI di maggio 2025 dal salviniano Natale Curiello e da De Cosmo, coi quali ora propugna l’accordo per Palazzo di città.
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