Nel Foggia che in campionato viaggia ancora con il freno a mano tirato e che ha fretta di invertire il trend, c’è chi finalmente manda segnali incoraggianti. È Mario Ravasio, l’attaccante che domenica a Sesto San Giovanni ha ritrovato la via del gol e, soprattutto, dato quella sensazione di essere tornato a fare ciò che gli riesce meglio: il centravanti. Una rete da 9 vero, costruita con una torsione aerea di ottima fattura, una giocata da attaccante di razza che può segnare la svolta per il giocatore. Perché il Foggia ha bisogno dei gol dei suoi uomini d’area e Ravasio, adesso, non vuole fermarsi più.
Il tempismo, del resto, non potrebbe essere migliore. Alle porte c’è la sfida contro il Sorrento, capolista e squadra che per il 28enne attaccante di Bergamo non è una semplice avversaria. È il club nel quale si è imposto definitivamente all’attenzione generale, mettendo in mostra quelle qualità che oggi il Foggia spera di ritrovare con continuità. Il ritorno al gol a Sesto, dunque, arriva proprio alla vigilia di una partita dal significato particolare, quasi un cerchio che si chiude e che può aprirne un altro. A Sorrento Ravasio ha costruito un pezzo importante della sua crescita calcistica. È lì che ha avuto modo di imporsi come attaccante affidabile, capace di reggere il peso dell’attacco e di trasformare le occasioni in gol, acquisendo quella personalità che appartiene ai centravanti chiamati a giocare con responsabilità sulle spalle. La sfida di domenica gli consentirà di ritrovare il suo passato, a cominciare dal tecnico Enzo Maiuri che lo ha svezzato, ma anche di misurarsi con il presente: quello di un giocatore chiamato a diventare una delle principali bocche da fuoco del Foggia. Il percorso, però, non è stato lineare. Ravasio finora ha dovuto fare i conti con alcuni acciacchi fisici che ne hanno frenato la continuità e, inevitabilmente, anche il rendimento. Per un attaccante la condizione fisica è un elemento determinante: ritmo, brillantezza, capacità di attaccare la profondità e soprattutto presenza dentro l’area sono qualità che difficilmente possono essere espresse al massimo quando il corpo non risponde al meglio. Anche per questo il gol di domenica scorsa, il primo stagionale in rossonero, assume un valore particolare. Non soltanto per il tabellino, ma perché può certificare il ritorno progressivo a una condizione più vicina a quella ideale. Che lo scorso anno lo ha accompagnato nella cavalcata trionfale di Arezzo. Un’annata nella quale Ravasio si è ritagliato un ruolo centrale, diventando uno degli uomini di riferimento della squadra. Non a caso in Toscana oggi lo rimpiangono: il suo rendimento, la capacità di incidere e il peso specifico garantito alla manovra offensiva hanno rappresentato un patrimonio che non è passato inosservato.
Il trasferimento a Foggia ha aperto un capitolo nuovo, con aspettative altrettanto importanti. E proprio qui si apre un altro tema, destinato ad accompagnare la stagione rossonera: il possibile dualismo col compagno di reparto Luciani. Anche lui è un nove di peso, un attaccante abituato a vivere dentro l’area e a sostenere il confronto fisico con i difensori. Due centravanti importanti per una squadra che, nelle ultime stagioni, non sempre ha potuto contare su una batteria offensiva di questo livello. Sarà compito di Auteri trovare di volta in volta la soluzione migliore, valutando caratteristiche, condizione e avversario. Il dualismo, però, può trasformarsi in una risorsa: avere due attaccanti in grado di garantire presenza, fisicità e gol aumenta le possibilità offensive e permette di modulare il sistema di gioco. Il Foggia, insomma, sembra ritrovare peso specifico in prima linea. E non è un dettaglio. Per ritrovare slancio in campionato servono gol, ma anche uomini capaci di assumersi la responsabilità di cercarli. Ravasio sembra aver ritrovato il primo passo verso questa dimensione. Il gol di Sesto è una scintilla, la partita con il Sorrento può diventare la prima verifica importante. E c’è anche un dato simbolico. Dopo gli anni in cui il Foggia ha avuto davanti bomber del calibro di Iemmello e Mazzeo, la maglia rossonera torna ad affidarsi a centravanti di peso, attaccanti che per caratteristiche e personalità possono diventare punti di riferimento dell’intero reparto. Ravasio e Luciani rappresentano due opzioni diverse ma accomunate dalla stessa missione: riportare il gol al centro del progetto. Adesso tocca a Ravasio dare continuità a quel gesto tecnico di Sesto. Una torsione, un colpo di testa, la palla in rete. Il primo gol è arrivato. Per il Foggia, l’auspicio è che sia soltanto l’inizio del risveglio del suo bomber.
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